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Coupon online: perché usarli

I codici sconto sono uno strumento pubblicitario e di marketing conosciuto e largamento usato da aziende e fornitori per catturare l’attenzione di nuovi clienti e fidelizzare i vecchi.

Con la recessione economica e l’inflazione costante dei costi di beni di consumo, l’attenzione al risparmio è aumentata e tutti vogliono spendere meno. Anche chi può permettersi un budget di spesa più alto cerca comunque il miglior prezzo e le offerte.

D’altronde perché pagare di più se esiste lo shopping e i coupon online?

Vantaggi dei coupon online

I codici sconto, o meglio i buoni spesa, fino a qualche anno fa erano solo cartacei, ma con la crescita dello shopping su internet i codici sconto sono diventati dei coupon online che incoraggiano gli acquisti su internet, si possono usare per qualsiasi tipo di prodotto o servizio, ma soprattutto tagliano il prezzo!
Uno dei motivi per usare i coupon online è lo sconto sul prodotto (esistono codici sconto del 15%, 20% ma anche del 50% e 70%).

Tuttavia il risparmio può riguardare anche le spese di spedizione o il reso. La spesa della consegna è uno di quegli aspetti che portano spesso l’utente a rinunciare all’acquisto perché è un qualcosa di aggiuntivo per il quale non si paga volentieri. Ottenere quindi un coupon online per la consegna gratis è un buon modo per i venditori che si aggiudicano più facilmente la vendita.

inflazione

Un altro codice sconto da non sottovalutare è quello che ti offre uno sconto alto (50% ad esempio) sull’acquisto di un secondo prodotto dello stesso tipo o una novità che ti viene proposto di provare ad un costo basso.
Un altro vantaggio nell’utilizzare il codice promozionale online è che ti permette di fare acquisti ogni volta che si vuole e in modo più “leggero” ovvero senza sensi di colpa o altre premure. La maggior parte dei coupon hanno validità di 30 giorni quindi si ha il tempo di pensarci un po’ prima di concludere l’acquisto e verificare se si tratta di un’offerta imperdibile o meno.

Dove trovare i codici sconto

I coupon sono anche abbastanza semplici da ottenere. Basta andare su internet e scrivere di quale codice avete bisogno e scoprirete che ci sono tanti siti dedicati ai codici sconto su internet da consultare. Iscriversi alla mailing-list per ricevere nuovi coupon online è un modo per non lasciarsi perdere le promozioni migliori.

Tutti i giorni si trovano nuovi coupon online per qualsiasi cosa: dai generi alimentari alla prenotazione delle vacanze. Alcuni dei siti di coupon raccolgono anche i buoni stampabili da presentare in negozio.

Come si usano i coupon online

I codici di sconto sono un modo meraviglioso per risparmiare, è facile trovarli su internet e usarli. La procedura standard prevede di copiare il codice sconto di nostro interesse e incollarlo sullo shop al momento del pagamento. Inserendo il codice esatto il sistema ricalcola il costo totale da pagare. A questo punto proseguite come al solito inserendo i dati di pagamento.

Chiunque è in grado di farlo perché la procedura è davvero semplice: un solo passaggio in più rispetto alla procedura standard di pagamento online.

Se il coupon non viene accettato potrebbe essere scaduto oppure lo avete digitato male. Quando questo capita ri-verificate la validità del coupon online e ripetete la procedura inserendolo nel carrello nel campo specificato.
Un buon shopping-lover cerca sempre il miglior compromesso tra qualità e prezzo, non si fa scappare le offerte e usa i coupon online per risparmiare.

FARMACIa

La storia della farmacia

FARMACIaLa farmacia ha origini molto antiche, nasce per il desiderio dell’uomo di trovare un riscontro nella natura capace di portare benefici al corpo ed alla mente. E’ così che nei tempi remoti le persone andavano sui prati, nei boschi, sulle rocce o nelle acque, in cerca di rimedi in grado di guarire, lenire, alleviare i dolori e le infermità del quotidiano. Da qui l’arte che era considerata un insieme di alchimia, magia, medicina e botanica.

E’ solo con il passare del tempo che la farmacia acquista la sua indipendenza, smette di essere considerata una pratica segreta e si concentra sulla dispensazione del farmaco al pubblico.

Farmacia e farmacista tra l’800 e il ‘900

La farmacia subisce una vera metamorfosi tra l’800 e il ‘900, trasformandosi passo per passo, in quella che assomiglierà sempre più alla farmacia del futuro.

A metà ‘800 il farmacista iniziò a prendere coscienza dei propri mezzi essendo il solo professionista a disporre di un laboratorio per l’utilizzo delle materie prime. Unendo l’arte distillatoria alle conoscenze chimiche contribuì alle teorie ippocratico-galeniche basate sugli “umori”. Operando in questo modo, il farmacista riuscì a fare sperimentare i diversi estratti vegetali individuando altre nuove proprietà e l’entità funzionale contenuta: il principio attivo. Nacque così la farmacologia.

Tra gli esempi più significativi il farmacista svedese Scheele scoprì l’ossigeno, il manganese, il cloro, l’acido lattico, l’acido fosforico, con i pochi mezzi a disposizione nel laboratorio della sua spezieria.

Nel 1804, Serturner scoprì la morfina e nel 1820 i farmacisti Caventou e Pelletier estrassero la chinina dalla radice peruviana. Nel 1826 la farmacia Pelletier preparava già 50.000 once di chinino.

La Farmacia tra l’800 ed il ‘900 raggiunse un equilibrio corretto tra il laboratorio delle preparazioni ed il locale destinato al pubblico. Il documento che si è rivelato come il più adatto a testimoniarlo è stato la FATTURA emessa dal Farmacista.

Ma prima di parlare della “farmacia evoluta” dobbiamo ritornare indietro nel tempo fino agli antichi Egizi. La loro longevità era sicuramente frutto di cure, tant’è che il Osimandia, aveva fatto apporre al sommo dell’uscio della Biblioteca, le testuali parole: “Farmacia dell’anima”.

Successivamente nel Libro de’ Profeti, Salomone scrisse diverse formule farmaceutiche, che furono però distrutte dal re Ezechia “finchè Dio non venisse offeso dai malefici di cui erano stati convertiti i segreti salutari del bisavolo”.

Ripercorrendo la storia dei tempi eroici della Grecia, troviamo persino la prima ambulanza.

La farmacia online

Ma la vera storia della farmacia trova la sua rivoluzione ai nostri tempi, con la farmacia on line che si affianca alle farmacie che troviamo “sotto casa”.

Un servizio comodo ed efficiente, a portata di clic! Farmacie fornite di tutti i prodotti necessari alle cure ma anche alla bellezza, di cui oggi non possiamo più fare a meno, a prezzi scontati rispetto alle normali farmacie.

Oggi noi siamo abituati a fare shopping online e diverse tipologie di acquisti, pertanto non potevano nemmeno mancare le farmacie online, dove acquistare i migliori prodotti di marca, direttamente dal nostro pc, smartphone e tablet, comodamente da casa o da qualsiasi luogo provvisto di connessione.

Per dimagrire non servono miracoli o sacrifici, basta l’impegno

Ok, hai deciso di dimagrire. Ti ci metti con tutta la buona volontà. Ti iscrivi all’ultimo corso di fitness più in voga, non perdi una lezione. Decidi di assumere anche un personal trainer, fai sacrifici su sacrifici per cercare di evitare quelle cose che ti piacciono da mangiare ma che è meglio evitare, ti sottoponi a rigidi regimi alimentari, finché non  il momento. La prova del nove: la bilancia.

Ci sali e chiudi gi occhi, li riapri e trattieni il fiato, ricominci a respirare e lentamente guardi giù, oltre la punta delle dita che si muovono impazienti… NIENTE. Tanti sacrifici per niente. Non hai perso nemmeno un etto.

Ti ci riconosci? Ti è capitato almeno una volta? Sai perché succede? Continua a leggere e proviamo a spiegartelo.

Il fallimento nel dimagrire

Dimagrire è una cosa seria, non ci sono scorciatoie, non esistono bacchette magiche. Serve solo tanto impegno. Impegno, non sacrificio. A volte, sottoporsi a regimi dietetici troppo restrittivi porta al fallimento della dieta, per il semplice fatto che togliersi troppo, tutto insieme, è controproducente. Prima o poi si cederà ai morsi della fame. Inoltre, non è mai opportuno arrivare al pasto successivo troppo affamati, perché poi non ci si regola né con le dosi né con le porzioni.

La dieta, come ogni altra terapia, deve essere studiata in base ai disturbi specifici di una persona: infiammazioni, intolleranze, squilibri ormonali, disturbi gastrici, etc.

Nel momento in cui si segue una dieta fai da te, o peggio ancora ci si affida ai miracoli promessi in alcune palestre, fatti di integratori o proteine per sostituire elementi salutari, si sta danneggiando la propria salute.

Può anche esserci una piccola probabilità che questi metodi funzionino, ma per breve tempo, dopo di che si tornerà allo stato iniziale se non peggio.

Un nutrizionista, una persona che ha studiato e che continua a studiare alimentazione e corpo umano, può studiare con ogni paziente un percorso mirato, tarato sui problemi che si possono incontrare e anche sui gusti delle persone. La dieta che viene studiata sul nostro corpo, farà in modo di aumentare il nostro metabolismo e solo aumentando il metabolismo si riuscirà a perdere peso. Sai, per esempio, che non è vero che devi eliminare pane e pasta dalla tua dieta? Piuttosto è bene scegliere i giusti cereali, ma i carboidrati non vanno mai eliminati. Così come i grassi (se sani) e le proteine.

Ovviamente l’attività fisica, in palestra o all’aperto, va fatta; il personale della palestra ha il solo scopo di seguirci durante gli allenamenti, studiando con noi un circuito o un percorso adeguato, senza dare consigli su come alimentarsi.

Chi ti promette di perdere tanti (troppi) chili in poco tempo ti sta mentendo. Altrimenti perché esisterebbero ancora sovrappeso e obesità?

Dimagrire non è un discorso di estetica, ma di salute. Studionutrilab.com ti garantisce professionalità e attenzione, prendendosi cura del tuo benessere e mettendo al centro di tutto te stesso e le tue esigenze. Non rischiare, affidati a professionisti del settore. 

Un mondo di dati racchiuso nelle Memory Card

Le Memory Card sono dispositivi di memoria sempre più diffusi: si trovano infatti in ogni smartphone, tablet, console o altro apparecchio collegato all’acquisizione di immagini e video. Tra le varie tipologie presenti nel mercato la più diffusa è la SD, nata dalla collaborazione tra grandi aziende come Panasonic, Toshiba e Sandisk: oggi sono molto richieste le varianti mini e micro. Tutte le Memory Card hanno via via raggiunto volumi di storage notevoli permettendo così il loro impiego per il salvataggio di diversi file, quali foto, video, documenti, applicazioni e così via.

Molto spesso vengono utilizzate anche per trasportare facilmente dati di lavoro, che devono essere pronti per una stampa veloce, oppure documenti importanti, come ad esempio tesi e tanto altro ancora. Proprio questo loro intenso utilizzo, tuttavia, può creare alcune problematiche: in particolare è possibile che la scrittura e ri-scrittura continua di dati possa portare ad un deterioramento di alcuni settori, a rimozioni non corrette o ancora a danneggiamenti elettrici. Le schede potrebbero non essere più riconosciute ed a quel punto, prima di procedere ad un’eventuale formattazione, è opportuno rivolgersi a personale esperto, in grado di procedere al recupero dei dati Memory Card. Non bisogna preoccuparsi in modo eccessivo né sottoporre i dispositivo ad un eccessivo stress, nel tentativo di risolvere autonomamente il problema: in questo caso potrebbe aumentare il rischio di perdita irreversibile dei dati contenuti nella memoria.

A chi affidarsi per il recupero dati

Nel caso si verifichino dei danneggiamenti o guasti improvvisi nel funzionamento dei dispositivi elettronici, esistono numerose aziende specializzate nel settore, in grado di arrivare ad una rapida risoluzione del problema in totale sicurezza. Ad esempio, è possibile visitare recuperodatiserver.com per ottenere tutta l’assistenza di cui si ha bisogno. In particolare, si possono effettuare tutte le lavorazioni relative al ripristino dei diversi sistemi server e per la trattazione di tutti i casi collegati a differenti sistemi operativi e sistemi raid. Si ha inoltre la possibilità di richiedere le lavorazioni specifiche previste per il recupero dati Memory card: in questo caso, si tratta di attività piuttosto complesse, che si suddividono in due categorie,  in base alla presenza o meno della struttura monolitica.

Nel secondo caso, dovendo trattare una Non Monolitica, sarà possibile agire direttamente sulla memoria NAND flash, procedendo con la lettura dei dati e la loro estrazione, con successiva elaborazione e decodifica dal DUMP. Se invece la struttura è monolitica, bisognerà prima effettuarne la cosiddetta lappatura: si tratta di effettuare una sorta di erosione della scheda, attraverso un apposito macchinario, al fine di metterne a nudo i contatti, per intervenire successivamente con saldature di fili in oro ed estrazione dati. Si tratta di una procedura estremamente complessa, da eseguire esclusivamente con appositi strumenti e personale esperto.

Elisabetta Franchi: la celebrazione della donna bon ton

Da sempre la Franchi ha realizzato le proprie creazioni ispirandosi alla donna che incarna lo stile bon ton, senza mai rinunciare però alle ultime tendenze e a dettagli grintosi e seducenti. Anche la collezione autunno inverno 2016-17 si ispira a questi standard, resi ancor più intriganti dalle suggestioni circensi e militaresche che pervadono la linea Franchi. Vediamo nel dettaglio quali sono le principali proposte della stilista bolognese.

La collezione Elisabetta Franchi autunno inverno 2016-17 è davvero strabiliante e unica nel suo genere per diversi motivi: la scelta dei tessuti e delle linee, le atmosfere cui si ispira, i dettagli che impreziosiscono gli abiti e i capispalla. Una moda multicolor e assolutamente fuori dagli schemi quella proposta dalla stilista italiana, che da una parte si ispira al mondo del circo (in particolare al canadese Cirque du Soleil) e, dall’altra, ai severi e formali abiti militari della Francia rivoluzionaria di fine settecento.

Un motivo evergreen: il tartan scozzese

La stampa tartan (letteralmente tessuto a piccoli quadri), caratterizzato da figure geometriche e da colori vivaci, è tipico dei delle Highland scozzesi; la Franchi ha preso in prestito questo motivo per realizzare abiti e capispalla davvero esclusivi. Si pensi, ad esempio, al mini-dress monospalla caratterizzato da un taglio asimmetrico e da arricciature molto glamour, oppure al piumino modello zarina, caldo, avvolgente e dalla elevata vestibilità.

Il miltary-chic, uno stile che non delude mai

Elisabetta Franchi quest’anno ha puntato sul military-chic, ovvero il fascino dell’uniforme rivisitata in chiave femminile. Al rigore e alla severità di certi capi, infatti fanno da contraltare dettagli decisamente romantici e nuance corpose e brillanti. La Franchi ha realizzato un mix ben riuscito di linee, stili e colori che rendono ciascun capo della collezione un vero e proprio must have.

La maglieria: il trionfo di righe e ruches

Le righe, si sa, esercitano sempre un certo fascino sulle fashon-addicted: ecco perché la designer Elisabetta Franchi le ha rispolverate per maglie e bluse, declinandole in diverse nuance e confermando il successo del mood nautical.

Altro pezzo forte della collezione sono i pullover con le ruches e i volant: si tratta di dettagli che danno volume e che “arricciano” la moda. Le maglie dotate di questi inserti svolazzanti sono destinate a diventare un vero e proprio cult della stagione in corso.

Il capo iconico della collezione: la pelliccia ecologica

Gli outfit sono impreziositi da un capospalla unico e avvolgente: si tratta del manto bianco della eco-pelliccia targata Elisabetta Franchi. Dal taglio ampio e dalle linee morbide, questo capo super-glam va portato dall’utilizzatrice aperto sul davanti con estrema disinvoltura.

La rinomata designer Elisabetta Franchi, che da anni si distingue per il suo impegno in favore degli animali, è rimasta ferma sulle proprie posizioni fur-free, aderendo, tra l’altro alla meritevole iniziativa della Lav contro le politiche commerciali delle aziende che non rispettano i diritti degli animali. Non bisogna dimenticare, d’altra parte che i capispalla faux fur vengono realizzati con materiali pregiati e resistenti che non fanno assolutamente rimpiangere la tradizionale pelliccia di origine animale.

mobili del bassanese

Storia dei mobili del bassanese

I mobili del bassanese sono mobili di stile in legno massello, in grado di rappresentare tutta l’essenza e l’autenticità del legno, mantenendone intatte tutte le caratteristiche. Mobili classici e moderni, mobili in arte povera, complementi, assolutamente di stile.
L’essenza del noce, è la principale protagonista dei mobili del bassanese, è ricca di tradizione, nelle varietà noce nazionale (Juglans Regia) e noce canaletto (Juglans Nigra). Anche il ciliegio, esteticamente più “caldo” rispetto al noce, viene utilizzato, soprattutto per produrre mobili in legno vecchio; insieme anche il rovere e l’olmo.
Il noce è l’essenza più utilizzata per la produzione di mobili destinati a durare nel tempo, insieme al ciliegio, il legno pregiato dai toni caldi.
Il legno massiccio dei mobili del bassanese, rispetta tutte le caratteristiche di “materiale vivo”, questo significa che continua a vivere anche dopo la sua fine biologica. Per questo le piccole fessure che possono manifestarsi nelle parti in legno massello non sono imperfezioni ma testimoniano, insieme alle venature, tutta la naturalità del materiale utilizzato e rendono unico e pregiato il mobile del bassanese.

Patto per lo Sviluppo del Mobile d’Arte di Bassano

La Legge Regionale del 7 Aprile 2000 ha disciplinato il “Marchio Doc” del Mobile d’Arte del Bassanese, in quanto produzione tipica meritevole di tutela. Quando si parla di Mobile d’Arte si fa riferimento a quel particolare prodotto dell’artigianato artistico di costruzione e restauro dei mobili ad imitazione degli stili settecenteschi.
La storia del Distretto di Bassano del Grappa, infatti, nasce con i primi restauratori che intraprendono l’attività di riparare mobili d’arte del ‘600 e ‘700 presenti nelle numerose ville del territorio. In queste falegnamerie, grazie alla capacità lavorativa del titolare, che raggiunge una perfetta conoscenza del mobile nelle sue caratteristiche costruttive e nelle diverse varietà dei legni impiegati, si realizzano perfette riproduzioni dei mobili originali. Il Mobile d’Arte di Bassano è la riproduzione di un mobile nello stile originale di un tempo, sia nei suoi elementi portanti sia nella capacità di renderlo simile nella tinta, nell’invecchiamento, nelle macchie, nelle bruciature e ammaccature.
I mobili del bassanese sono oggi una riconferma e lo dimostra il mercato, una vera e propria tendenza nel design, in particolare nel settore cucine. Un’eccellenza non solo fra tutti i marchi italiani ma soprattutto fra quelli esteri.
Chi crede nei valori e nella qualità crede sicuramente nell’arredare casa con i mobili del bassanese, una filosofia legata ai mobili d’alto pregio che arricchiscono la casa e la sanno rendere unica. Merito della grande scuola mobiliera bassanese che ha dato vita a veri e propri capolavori e che oggi è in grado di offrire al pubblico un’eccezionale testimonianza di un’arte non a caso celebre in tutto il mondo. Dalla zona giorno alla zona notte, le proposte risultano estremamente affascinanti rivestendo tutti gli stili legati alla classicità.
Sono proprie le essenze a rendere i mobili del bassanese unici in tutto il mondo, essenze tra le piu’ pregiate, dal Noce nazionale al Noce americano, dal Toulipè al Ciliegio, così da offrire alla casa il calore del legno nobile e di alta qualità esaltate dalle finiture e le anticature (in gommalacca o con la migliore cera d’api) in grado di donare un ulteriore fascino a questi mobili. Passando per le tinte naturali in grado di esaltare tutte le caratteristiche di splendore e bellezza originarie del legno.

djmatrionio

Un evento in musica da ricordare: dal jazz al dj per matrimonio

La musica rappresenta un elemento essenziale per donare un tocco di magia a qualsiasi evento speciale. Non a caso scegliere la musica per matrimonio più adatta è fondamentale per rendere perfetto il giorno più bello. Esistono diverse proposte per poter soddisfare i gusti di ciascuno, partendo ad esempio da musica eseguita dal vivo: si può optare per melodie jazz, magari in formazione trio o quartetto, oppure si può preferire la musica diffusa di atmosfera e di sottofondo, perfetta per il pranzo e la cena, o ancora ricercare un dj per matrimonio, in grado di animare al meglio la serata.

Proposte sul web

Navigando tra i diversi portali sulla rete è possibile farsi un’idea e prendere numerosi spunti per creare il miglior programma musicale di matrimonio. Tra i siti specializzati, che presentano le offerte dei professionisti in ambito di musica ed intrattenimento per grandi eventi ed occasioni speciali, spicca Musica-per-matrimonio.it. Si tratta di un gruppo di giovani musicisti, in grado di garantire un servizio completo e curato nei minimi particolari, a partire dall’allestimento tecnico fino ad arrivare alla scelta e alla programmazione del repertorio musicale. Grande importanza riveste tutta la fase della preparazione, che deve essere realizzata con cura e nella giusta tempistica, sempre seguendo i desideri e le indicazioni degli sposi. Le varianti proposte sono tutte studiate per garantire il massimo livello di eleganza e raffinatezza all’evento.

Musica Jazz per Matrimoni

La soluzione in stile jazz è particolarmente indicata per l’aperitivo e per l’accoglienza ospiti. Viene proposta attraverso le melodie create dall’intreccio di più strumenti, quali ad esempio sassofono, pianoforte e batteria. Si può propendere per un repertorio standard, con pezzi jazz tra i più famosi, oppure optare per delle scelte particolari, con richieste specifiche o rivisitazioni di grandi successi. L’atmosfera rimane elegante e raffinata, sicuramente piacevole all’ascolto e di grande effetto.

Music planning

E’ possibile stilare un vero e proprio music planning, che prevede un accompagnamento musicale di sottofondo, particolarmente indicato per il pranzo o la cena. Questo tipo di  servizio prevede l’allestimento tecnico degli spazi per più punti di ascolto indipendenti. La musica di atmosfera può essere prevista anche per il momento dell’aperitivo, o per specifici momenti, come l’accoglienza degli ospiti. Molto spesso viene abbinata alla scelta del dj per matrimonio, in modo tale da ottenere un perfetto connubio tra musica più soft prima e più movimentata dopo.

Dj per matrimonio

La scelta di un dj è indicata per gli sposi che vogliano realizzare una bella festa animata, dove far ballare e scatenare tutti gli ospiti, con divertimento assicurato. Il servizio di dj set senza animazione vocalist può essere richiesto per la sola festa oppure anche in abbinamento alle altre possibilità di musica jazz per matrimonio o music planning. Generalmente si tratta della scelta migliore a conclusione del ricevimento, quando dopo aver mangiato e condiviso i momenti più belli con gli sposi, arriva l’ora di animare l’ambiente con balli e divertimento puro, sulle note mixate da un bravo dj.

donne-della-repubblica

I 5 volumi di storia più letti

donne-della-repubblicaDonne della Repubblica

Editore: Il Mulino

33 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri – Storia d’Italia

Il libro parla delle lezioni storiche politiche del 2 giugno 1946, quando per la prima volta furono chiamate al voto anche le donne. Un momento memorabile, una rivoluzione, un passaggio indimenticabile che vide affermarsi il “sesso debole” come il nuovo protagonista nella società italiana. A restituirci la portata simbolica e politica di quella conquista, quattordici biografie esemplari di donne che con diversi talenti, in vari campi, che hanno contribuito alla nascita della Repubblica e a cambiare l’immagine della donna. Non solo le politiche, che fin dai tempi del fascismo si erano battute per la democrazia, come Camilla Ravera, Teresa Noce, Lina Merlin, o le donne della resistenza, Tina Anselmi, Nilde lotti, Teresa Mattei, Marisa Ombra, Ada Gobetti, ma anche scrittrici come Alba de Céspedes, Fausta Cialente, Renata Vigano, un’attrice come Anna Magnani, la famosa sarta Biki, e la leggendaria Dama Bianca compagna di Fausto Coppi. L’introduzione è a cura di Dacia Maraini. Lo trovate su IBS, ma se volete risparmiare sull’acquisto, potete scaricare un buono sconto sul sito bestshopping.it.

Storia di una sconfitta

Basil H. Liddell Hart

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Questo libro tratta l’argomento spinoso della Seconda guerra mondiale, quando sul finire dei combattimenti si presenta un’occasione storica che mai più si avrà a verificare durante gli anni successivi: i generali e gli ammiragli di Hitler caduti prigionieri degli Alleati vengono interrogati e rispondono a caldo su come e perché sono stati battuti e costretti alla resa senza condizioni. Ne approfitta Liddell Hart, storico dell’arte militare del nostro tempo. Le campagne di Francia, di Russia, d’Africa, dei Balcani, i campi di battaglia in Occidente e in Oriente vengono così ripercorsi nella particolare ottica di quell’esercito che non riuscì a vincere la guerra. Quali errori? Perchè la sconfitta dopo una dittatura senza precedenti e quali sono stati i tradimenti invece della diplomazia politica, chi ha davvero annichilito i grandi strateghi?

Lawrence d’Arabia

Parliamo di un libro che poi è diventato film, pubblicato nel 1935, il cui autore è Basil Liddell Hart.

Siamo nell’anno 1917 e l’Inghilterra voleva conquistare Arabia e sull’Egitto. Thomas Edmund Lawrence, ufficiale inglese innamorato dell’Arabia e del deserto, diventa amico di alcuni capi arabi e riesce a metter d’accordo popoli diversi fra loro e a conquistare Aqaba, porto strategico sul mar Rosso. È un’impresa enorme, e gli viene riconosciuta, ma al momento opportuno, quando si tratta di mantenere le promesse, i capi si tirano indietro. Liquidato dall’esercito Lawrence muore, ancora giovane,in un banale incidente di moto. Quando entra il gioco la fatalità e la debolezza degli uomini.

The German Generals Talk

1 set 1971

da Basil H. Liddell Hart (Autore)

Parlano per la prima volta, i soldati vicini al regime tedesco. Era Hitler il genio della strategia? Perché i suoi generali lo hanno tradito? Perché Hitler ha permesso l’evacuazione Dunkirk? Un libro di interesse attuale, che si concentra sui  pareri dei generali tedeschi dell’Armata Rossa come forza di combattimento. Cosa fecero i russi che sembravano essere dalla parte tedesca? E quali sono stati i vantaggi e gli svantaggi in base al quale gli eserciti del dittatore controllavano la lotta? Un libro che risponde a molte domande.

Sir Basil Henry Liddell Hart

Meridian , 1991

“Il libro più importante da una delle autorità militari eccezionali del nostro tempo.” – Library Journal

Questo è il classico libro sulla guerra come la conosciamo. Nel corso della sua lunga vita, Basil H. Liddell Hart era considerato uno dei pensatori militari più importanti del mondo – “. Clausewitz del 20 ° secolo” un uomo generalmente considerata come la strategia è un lavoro seminale di storia militare e la teoria, un compagno perfetto per Sun-tzu L’arte della guerra e di Carl von Clauswitz della guerra.

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La storia del tavolo

la-storia-del-tavoloLa storia del tavolo risale al mondo greco-romano e qui veniva utilizzato in diversi ambiti, dal culto, all’industria passando per il commercio, fino alla vita domestica. La sua forma più antica è quella utilizzata dai greci, che lo descrivevano rettangolare, su tre piedi, un modello che si diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo. Dalla Grecia arrivò a Roma, qui si utilizzava un tavolo a gamba centrale divisa in tre parti, e per la sua forma veniva definito mensa delphica, definizione che parrebbe derivare dal tripode delfico. Erano tavoli molto lavorati, originali anche anche i supporti che si rifacevano alla dedizione agli dei, a zampe di animali, ma anche con figure umane e mitologiche. Anche la fascia che nascondeva l’attacco delle gambe era molto ornata. I materiali preferiti per costruire i tavoli erano legno, marmo e bronzo. In Egitto e in Babilonia era anche in uso una tipologia di tavolo rettangolare, a quattro gambe. Spicca una tipologia di tavolo di lusso in uso a Roma, con le gambe riunite a due a due, sempre molto decorate, e anche il tavolo  a gambe incrociate in uso in Egitto e soprattutto a Roma, in genere di legno o di marmo. Esistevano poi anche modelli in legno raro, thuia o cedro, detti mensae citreae, arricchiti da piedi d’avorio, d’oro, d’argento, di rame argentato, di bronzo e incrostati di pietre preziose.

Nonostante le sfarzosità romane, ci perviene che fino al secolo 14°, il tavolo era ancora considerato un elemento essenziale e per tale motivo veniva coperto da una  tovaglia o da un tappeto, e veniva smontato e riposto dopo il pasto; perlopiù consisteva in un asse nudo e stretto, posato su tre sostegni. Verso la metà del 14° secolo il tavolo subisce delle trasformazioni significative, viene infatti realizzato in forme sempre più ricercate, adeguandosi agli stili del tempo.

Il tavolo nel Rinascimento

Con l’avvento del Rinascimento, iniziano i primi veri ed eleganti accorgimenti: le gambe vengono finemente scolpite, ricordiamo ad esempio tavoli a zampa di leone, a chimera, a foglia d’acanto, ecc., e tavoli a  forma architettonica, a balaustro. Particolarmente ornati furono i tavoli ornamentali, creati in svariate forme, a seconda della regione in cui venivano utilizzati e costruiti. Ci pervengono così anche notizie di tavoli davvero molto sontuosi  come quelli realizzati con il piano a intarsi di ebano e avorio, o con pietre dure, tavoli in marmo e pietra. Bisogna arrivare nel periodo barocco per riscoprire le forme più fantasiose, quando si va alla ricerca degli effetti cromatici, sia attraverso la  pittura, sia mediante applicazioni di materie diverse.

Il tavolo in Inghilterra

L’inghilterra è nota per aver dato vita, intorno al 18° secolo, a forme nuove, ci risultano infatti tavoli a cancello, con le zampe incernierate, di cui una metà gira sull’altra mentre anche il piano, diviso in due metà, si ribalta; a nido, con una serie di tavolini di misura decrescente che possono trovar posto l’uno dentro l’altro ecc. Praticamente uno stile che anche oggi è rimasto.

Il tavolo in Francia

La Francia si adeguò presto ai modelli di tavola che venivano realizzati negli altri Paesi realizzando una tipologia molto varia, che spaziava dai grandi tavoli con piano di cuoio e rivestimenti di bronzo dorato (tables ministère), ai piccoli tavolini con un cassetto e zampe a liuto detti guéridons, ai piccoli tavoli da notte detti bonheur du jour ecc.

Il tavolo in Italia

Naturalmente l’Italia non resta a guardare e intorno al 20° secolo crea tavoli di varia tipologia, dallo scrittoio alla scrivania al leggio, al tavolo tondo, ovale ecc. Per influenza orientale, nell’arredamento occidentale entra anche l’uso del tavolo basso collocato davanti a divani o poltrone.

Anche il tavolo ha dato scandalo!

Quello che oggi ci sembra impossibile un tempo non era solo possibile ma era anche “proibito”. Nella sua antica storia, il tavolo ha saputo anche dare “scandalo”. Per capire di cosa stiamo parlando, dobbiamo risalire all’epoca vittoriana. Parliamo di un’epoca in cui la vista di una caviglia femminile scoperta era scandalo e di conseguenza lo erano anche le gambe del tavolo che dovevano essere assolutamente coperte, anche se di legno!

Il tavolo più originale?

Oggi i tavoli più venduti sono a consolle, ma il tavolo in assoluto più originale pare essere stato presentato alla  mostra delle invenzioni svoltasi nel 1988 nell’isola di Taiwan. Parliamo di un  tavolo da pranzo con il piano formato da centinaia di fogli di plastica sovrapposti e aderenti l’uno all’altro: alla fine di ogni pasto era sufficiente rimuovere il foglio più superficiale per avere una superficie pulita. Una grande idea, no?

pontevecchio

Visite guidate a Firenze: la magia degli orafi di Ponte Vecchio

Concedersi il piacere di una o più visite guidate a Firenze vuol dire immergersi in un’atmosfera unica e, perché no?, romantica: un’atmosfera a cui contribuiscono, tra l’altro, le botteghe degli orafi presenti su Ponte Vecchio. Il ponte, in effetti, è celebre in tutto il mondo per la serie di botteghe di gioiellieri che la contraddistinguono: non tutti, però, conoscono le ragioni e la storia di questa realtà. Tutto inizia alla fine del XVII secolo, e più di preciso nel 1593, quando il Granduca Ferdinando I, figlio di Cosimo I, emana un decreto che impone lo sfratto ai commercianti e agli artigiani che fino a quel momento hanno occupato i fondachi su Ponte Vecchio. Tra questi ci sono soprattutto pesciaioli ed erbivendoli, ma anche beccai e altri commercianti minuti, presenti da più di due secoli sul ponte.

A cosa si deve la decisione di Ferdinando I? Per scoprirlo, non bisogna fare altro che prenotare una delle interessanti visite guidate a Firenze messe a disposizione dal sito guideintoscana.it. Ma se non sapete resistere alla curiosità, ve ne parliamo noi. Lo scopo del fratello di Francesco è quello di migliorare il decoro del ponte, che anche in quel tempo rappresenta uno snodo della viabilità della città di grande prestigio. In più, c’è un’altra motivazione più prosaica e concreta: il posto degli artigiani e dei commercianti, infatti, non viene lasciato vuoto, ma è subito riempito da argentieri e orafi, di sicuro più ricchi e quindi in grado di pagare tasse più elevate.

Argenterie e gioiellerie, una realtà inconfondibile

Insomma, Ferdinando I impone il divieto di installare su Ponte Vecchio qualsiasi attività che non faccia riferimento al commercio di preziosi, parlando di arti vili per indicare i trecconi, i pizzicagnoli e tutti gli altri piccoli rivenditori la cui presenza avrebbe potuto dar fastidio ai forestieri e, più in generale, ai gentiluomini.

Al di là delle motivazioni alla base della decisione del Granduca, quel che è certo è che grazie ad essa oggi Ponte Vecchio è rinomato non solo in tutta Italia, ma anche nel resto del mondo, per la particolarità delle sue botteghe di orafi. A più di quattro secoli di distanza da quel provvedimento, le piccole vetrine con gli sportelli in legno note con il nome di madielle splendono grazie al luccicare dei tanti metalli preziosi che sono esposti.

Per altro, nel corso degli anni sono state avanzate tante altre ipotesi per spiegare le origini del provvedimento di Ferdinando I: c’è chi, per esempio, ha fatto riferimento alle cattive condizioni igieniche che le attività presenti in precedenza determinavano per il ponte. A dir la verità, non si può certo escludere che il lavoro dei pesciaioli e dei beccai fosse motivo di odori ben poco gradevoli. E non è tutto: bisogna considerare che gli scarti dei pesci e del bestiame venivano buttati senza troppi complimenti nel fiume Arno, le cui acque, di conseguenza, risentivano di tale situazione e finivano per risultare inquinate. Insomma, attività poco salubri per colpa dei resti di carne, delle carogne e dei miasmi prodotti.