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LE TESI D'APRILE
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Rientrato in Russia dall’esilio svizzero, nell’aprile del 1917 Lenin avanzò 18 tesi che suscitarono notevole perplessità nello stesso Partito bolscevico, poiché proponevano il passaggio del potere dalla repubblica parlamentare, nata nel febbraio, ai soviet degli operai, dei contadini e dei soldati. Confermata l’opposizione alla guerra "imperialistica, di brigantaggio", il documento sosteneva che senza rovesciare il capitalismo sarebbe stato "impossibile pervenire ad una pace veramente democratica". "Il fenomeno che contraddistingue l’attuale storia della Russia è la transizione dalla prima tappa della rivoluzione, che ha dato il potere alla borghesia a causa dell’insufficiente grado di preparazione e organizzazione del proletariato, alla seconda tappa, che dovrà consegnare il potere al proletariato e agli strati poveri". Le tesi 4 e 5 indicavano i soviet come "la sola forma possibile di governo rivoluzionario" e individuavano il compito dei bolscevichi nella conquista della maggioranza di tali organismi per superare la "repubblica parlamentare" e per realizzare la "repubblica dei soviet dei deputati operai, salariati agricoli e contadini, nell’intero paese dal basso in alto". Compito del nuovo potere doveva essere (come lo era stato per i comunardi parigini del 1871) la "soppressione della polizia, dell’esercito e del corpo dei funzionari" e mediante la "eleggibilità e revocabilità in ogni momento di tutti i funzionari", le cui retribuzioni non dovevano essere in nessun caso superiori "al salario medio di un buon operaio". Venivano infine suggerite alcune misure immediate che avrebbe già dovuto prendere lo stesso governo provvisorio, questo se fosse stato realmente un governo democratico e non al servizio della classe borghese, come in realtà dimostrò essere:
Scopo di tutto ciò, precisava Lenin, non era "l'instaurazione del socialismo", bensì "soltanto l’immediato controllo della produzione e della ripartizione dei prodotti da parte dei soviet dei deputati operai". Il programma leninista di passare tutto il potere ai soviet, sulla base di un programma corrispondente agli interessi sociali dei contadini e degli operai (Tesi d’aprile), provocò la rottura definitiva tra il governo provvisorio e i bolscevichi e quindi l'emarginazione della borghesia dalla direzione del paese a causa dei suoi compromessi con il passato regime. In tal modo si determinò un dualismo di potere tra i soviet, che avevano il consenso dei lavoratori, e il governo di Lvov, incapace di risolvere la questione della guerra e di effettuare la riforma agraria, mentre i contadini occupavano la terra ed i soldati disertavano al fronte. Si formò così un altro governo provvisorio di cui assunse la presidenza il socialista indipendente Aleksandr Kerenskij con l’appoggio diretto dei socialisti rivoluzionari e dei menscevichi.
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