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GUERRA ALLA LIBIA PERCHE'?


no alla risoluzione Onu!
NO ALLA GUERRA!

siA rispettaTA la Costituzione e si lavorI per la pace!

 

I pennivendoli al servizio della borghesia e al soldo dell’imperialismo yankee sulla vicenda libica come già nelle altre occasioni in Jugoslavia, in Afghanistan in Iraq, hanno scritto fiumi di sciocchezze per creare il mostro, il pericoloso criminale nemico dell’intera umanità. Per queste operazione di falsità si sono spesi fiumi di parole, come nell’ Iraq di Saddam Hussein c’erano le “armi di distruzione di massa“, nella Libia di Gheddafi abbiamo visto e letto di fosse comuni - poi rivelatesi false, proprio come a Timisoara in Romania al tempo di Ceausescu, di bombardamenti dell’aviazione sui manifestanti, di mercenari al soldo di Gheddafi ingaggiati per sparare sulla folla inerme con un crescendo nel numero delle vittime che da un giorno all’altro cresceva e cresce ancora - da poco più di trecento ad oltre diecimila. In Jugoslavia ricordiamo bene cosa sia successo come poi in Iraq, è quindi doveroso per i comunisti fare chiarezza e combattere e smascherare le menzogne della borghesia.

 

In Libia, ricordiamolo, al contrario di ciò che succede nell’Egitto ed in Tunisia, la Libia occupa il primo posto nell’Indice di Sviluppo Umano in Africa, con l’aspettativa di vita più alta del continente. L’educazione e la salute ricevono un’attenzione speciale dallo Stato. Il livello culturale della sua popolazione è senza dubbio il più alto. I suoi problemi quindi sono di un genere diverso.

Alla popolazione non manca il cibo ed i servizi essenziali sociali. Il paese per eseguire progetti ambiziosi per la produzione e lo sviluppo sociale ha avuto abbondante bisogno di forza lavoro straniera. Ecco che allora Gheddafi, considerato dalla maggioranza della popolazione il loro capo carismatico, ha il sostegno del suo popolo che l’occidente nega egli abbia.

Assistiamo ad una rivolta popolare contro il cosiddetto “tiranno” che ha tutta l’aria di essere stata confezionata ad arte a Washington. Quando mai normali cittadini salirebbero su di un carroarmato e si porrebbero a pilotarlo e ad usare mitraglie e cannoni? Occorre essere addestrati per far questo, non ci si può improvvisare piloti di tank senza conoscerlo. Ovvio, quindi, che questa gente è stata addestrata, non a caso da quando è scoppiata la crisi libica, i consiglieri militari, di supporto a queste “improvvisate” truppe, inviati dagli Usa, dalla Francia, dall’Inghilterra erano chiaramente identificabili, nonostante la censura dei tagli ai video che ci sono stati proposti. Che dire poi delle centinaia e centinaia di bandiere della monarchia di re Idris? I rivoltosi le avevano gelosamente custodite sotto il materasso? E’ ovvio che la lunga mano dell’imperialismo Yankee c’è eccome!

Ed ora, resisi conto di aver cantato vittoria troppo in fretta, l’ottimismo è calato ed alla luce del progressivo avanzare delle armi governative ed il retrocedere o addirittura sconfitta dei rivoltosi della Cirenaica, ecco arrivare tempestivamente la risoluzione ONU per l’istituzione della «NO FLY ZONE», presupposto essenziale per avere giustificazione, pretesto per l’intervento militare, per occupare, o come blaterano Sarkozy, Cameron ed Obama “liberare” il paese dal tiranno sanguinario. L’Italia che fa? Il governo ed i suoi ministri fascisti dimentichi di cammelli, tende, convegni e baciamano, contratti e accordi sottoscritti e stracciati in tutta fretta, risponde immediatamente: obbedisco. Concede le basi militari, mette in allerta i caccia, muove la flotta, insomma ci si prepara alla guerra contro la Jamahiriya libica. Il tutto condito con il consenso della cosiddetta opposizione democratica: mentre continuano i festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia, e come al tempo dei primi governi del Regno d’Italia ci si prepara per la conquista di un posto al sole.

Quanta solerzia e generosità per muoversi in difesa della martoriata popolazione civile della regione cirenaica, ma, dov’era l’ONU quando hanno bombardato la Jugoslavia, dov’era l’ONU mentre veniva bombardata Gaza? Dov’erano l’ONU e tutti i servi degli imperialisti anglo-americani quando in violazione del diritto internazionale ad opera di Israele, ai sionisti al governo di questo paese non si imponeva e non s’impone a tutt’oggi  il rispetto delle risoluzioni ONU, e sono molte, in merito al riconoscimento dei diritti inalienabili del popolo palestinese in Palestina e alla sua autodeterminazione.

Lappello che rivolgiamo a tutti: innanzitutto ai sinceri democratici, ai veri comunisti, alle personalità dell’antifascismo e movimento per la pace è quello di mobilitarsi in tutte le città, immediatamente, perché l’Italia non conceda le proprie basi militari per azioni di guerra.”

Il Presidente della Repubblica Napolitano sbaglia con le sue ultime affermazioni espresse durante le recenti manifestazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sbaglia perché lui è il garante della nostra Costituzione Repubblicana la quale sancisce all’Art.11 il ripudio della guerra.

Articolo 11 della Costituzione:

"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione alle controversie internazionali".

L’Intervento militare diretto del nostro Paese negli affari interni della Libia aumenterà i scenari di guerra e l’instabilità in tutto il Medio Oriente, facendo pagare all’Italia il prezzo più alto.

 

FERMIAMO LA GUERRA SUBITO!

Luciano Bezerédy

Genova, 19 Marzo 2011

 

 

 

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E' L'ORA DI RICOSTRUIRE IL PARTITO COMUNISTA!

 


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