|
I
pennivendoli al servizio della borghesia e al soldo
dell’imperialismo yankee sulla vicenda libica come già
nelle altre occasioni in Jugoslavia, in Afghanistan in Iraq,
hanno scritto fiumi di sciocchezze per creare il mostro, il
pericoloso criminale nemico dell’intera umanità. Per queste
operazione di falsità si sono spesi fiumi di parole, come
nell’ Iraq di Saddam Hussein c’erano le “armi di
distruzione di massa“, nella Libia di Gheddafi abbiamo visto
e letto di fosse comuni - poi rivelatesi false, proprio come a
Timisoara in Romania al tempo di Ceausescu, di bombardamenti
dell’aviazione sui manifestanti, di mercenari al soldo di
Gheddafi ingaggiati per sparare sulla folla inerme con un
crescendo nel numero delle vittime che da un giorno
all’altro cresceva e cresce ancora - da poco più di
trecento ad oltre diecimila. In Jugoslavia ricordiamo bene
cosa sia successo come poi in Iraq, è quindi doveroso per i
comunisti fare chiarezza e combattere e smascherare le
menzogne della borghesia.
In Libia, ricordiamolo, al contrario di ciò che succede nell’Egitto ed in
Tunisia, la Libia occupa il primo posto nell’Indice di
Sviluppo Umano in Africa, con l’aspettativa di vita più
alta del continente. L’educazione e la salute ricevono
un’attenzione speciale dallo Stato. Il livello culturale
della sua popolazione è senza dubbio il più alto. I suoi
problemi quindi sono di un genere diverso.
Alla
popolazione non manca il cibo ed i servizi essenziali sociali.
Il paese per eseguire progetti ambiziosi per la produzione e
lo sviluppo sociale ha avuto abbondante bisogno di forza
lavoro straniera. Ecco che allora Gheddafi, considerato dalla
maggioranza della popolazione il loro capo carismatico, ha il
sostegno del suo popolo che l’occidente nega egli abbia.
Assistiamo
ad una rivolta popolare contro il cosiddetto “tiranno” che
ha tutta l’aria di essere stata confezionata ad arte a Washington.
Quando mai normali cittadini salirebbero su di un carroarmato
e si porrebbero a pilotarlo e ad usare mitraglie e cannoni?
Occorre essere addestrati per far questo, non ci si può
improvvisare piloti di tank senza conoscerlo. Ovvio, quindi,
che questa gente è stata addestrata, non a caso da quando è
scoppiata la crisi libica, i consiglieri militari, di supporto
a queste “improvvisate” truppe, inviati dagli Usa, dalla
Francia, dall’Inghilterra erano chiaramente identificabili,
nonostante la censura dei tagli ai video che ci sono stati
proposti. Che dire poi delle centinaia e centinaia di bandiere
della monarchia di re Idris? I rivoltosi le avevano
gelosamente custodite sotto il materasso? E’ ovvio che la
lunga mano dell’imperialismo Yankee c’è eccome!
Ed
ora, resisi conto di aver cantato vittoria troppo in fretta,
l’ottimismo è calato ed alla luce del progressivo avanzare
delle armi governative ed il retrocedere o addirittura
sconfitta dei rivoltosi della Cirenaica, ecco arrivare
tempestivamente la risoluzione ONU per l’istituzione della
«NO FLY ZONE»,
presupposto essenziale per avere giustificazione,
pretesto per l’intervento militare, per occupare, o come
blaterano Sarkozy, Cameron
ed Obama “liberare” il paese dal tiranno sanguinario.
L’Italia che fa? Il governo ed i suoi ministri fascisti
dimentichi di cammelli, tende, convegni e baciamano,
contratti e accordi sottoscritti e stracciati in tutta fretta,
risponde immediatamente: obbedisco. Concede le basi militari,
mette in allerta i caccia, muove la flotta, insomma ci si
prepara alla guerra contro la Jamahiriya libica.
Il tutto condito con il consenso della cosiddetta opposizione
democratica: mentre continuano i festeggiamenti per il 150°
dell’Unità d’Italia, e come al tempo dei primi governi
del Regno d’Italia ci si prepara per la conquista di un
posto al sole.
Quanta
solerzia e generosità per muoversi in difesa della martoriata
popolazione civile della regione cirenaica, ma, dov’era
l’ONU quando hanno bombardato la Jugoslavia, dov’era
l’ONU mentre veniva bombardata Gaza? Dov’erano l’ONU e
tutti i servi degli imperialisti anglo-americani quando in
violazione del diritto internazionale ad opera di Israele, ai
sionisti al governo di questo paese non si imponeva e non
s’impone a tutt’oggi
il rispetto delle risoluzioni ONU, e sono molte, in
merito al riconoscimento dei diritti inalienabili del popolo
palestinese in Palestina e alla sua autodeterminazione.
L’appello
che rivolgiamo a tutti: innanzitutto ai sinceri democratici,
ai veri comunisti, alle personalità dell’antifascismo e
movimento per la pace è quello di mobilitarsi in tutte le
città, immediatamente, perché l’Italia non conceda le
proprie basi militari per azioni di guerra.”
Il
Presidente della Repubblica Napolitano sbaglia con le sue
ultime affermazioni espresse durante le recenti manifestazioni
per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sbaglia
perché lui è il garante della nostra Costituzione
Repubblicana la quale sancisce all’Art.11 il ripudio della
guerra.
Articolo 11
della Costituzione:
"L'Italia
ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli
altri popoli e come mezzo di risoluzione alle controversie
internazionali".
L’Intervento militare diretto del nostro
Paese negli affari interni della Libia aumenterà i scenari di
guerra e l’instabilità in tutto il Medio Oriente, facendo
pagare all’Italia il prezzo più alto.
FERMIAMO LA GUERRA SUBITO!
Luciano Bezerédy
Genova, 19 Marzo 2011
|