IL PARTITO - AVANTI POPOLO!

 

La Linea Rossa del P.C.d’Italia (marxista-leninista) Genovese


LINEA ROSSA PER LA RICOSTRUZIONE DEL PARTITO COMUNISTA MARXISTA-LENINISTA
Linea Rossa è erede e continuatrice del patrimonio politico, culturale, storico, del P.C.d 'Italia (m.l) " Linea Rossa "

Scheda storica di presentazione

Il Partito - preceduto da un numero unico (gennaio 1969) che comunica la crisi del PCd'I (m-l) con l'espulsione degli avversari dal comitato centrale: il congresso straordinario e la nascita del nuovo partito, il PCd'I (m-l) - Linea Rossa, raggruppa intorno ad Angiolo Gracci (il partigiano 'Gracco'), Sartori e Balestri anche i gruppi collegati alla rivista Lavoro Politico. Il primo numero esce nel marzo 1969 e nei primi tempi il nuovo giornale conduce una durissima denunzia del revisionismo e della linea nera dell'altro PCd'I (m-l), che mantiene come organo Nuova Unità. Il giornale vive fino al 1973 grazie soprattutto all'opera di Gracci. 

PARTITO COMUNISTA D'ITALIA ML (LINEA ROSSA)

Risultato dalla scissione operata dal PCd'I ml nell'ottobre del '68 da Gracci, Sartori, Peruzzi e Balestri, ecc.  Da subito riscuote le simpatie della base giovanile del partito appena abbandonato e sembra prevalere sui concorrenti della linea nera, poi il mancato riconoscimento da parte cinese innesca un processo di travaso a favore di Nuova Unità. Il gruppo di Gracci si distingue però per una linea di sinistra rispetto alla questione sindacale e per una struttura organizzativa meno centralista. Dopo una serie di scissioni, la principale seguita all'espulsione di Peruzzi e a favore dell'Unione Comunisti Italiani, nel '73 cessa le pubblicazioni del suo organo Il Partito e nel 1977 confluisce in DP. Il suo principale ispiratore fino alla sua morte avvenuta in Firenze il 9 marzo 2004 è stato Angiolo Gracci, come marxista-leninista ha militato nel Partito della Rifondazione Comunista: per la sua inalterata fede in questo partito è stato tenuto ai margini. Ultimamente, prima della sua morte, Luciano Bezerèdy ebbe, a seguito della presentazione genovese del libro di Gracco ‘La Rivoluzione negata’, un lungo e approfondito colloquio, dove confidò che stava raccogliendo documentazione sulla vita politico/sindacale di Bertinotti. Era, infatti, convinto che il Partito della Rifondazione Comunista necessitasse di essere sostituito al suo vertice per concludere la fase rifondativa.

 PARTITO COMUNISTA D'ITALIA ML (LINEA ROSSA GENOVA)

A Genova nel 1977 Il Partito Comunista d’Italia (marxista-leninista) Linea Rossa, rappresentato dalle cellule operaie Ge.Centro, della Val Bisagno e Val Polcevera (Bezerèdy, Lajolo, Santoni, Vecchi, Paglia) non aderisce allo scioglimento del medesimo e non confluisce in DP, motivando la posizione con un telegramma indirizzato alla Presidenza del Congresso di scioglimento e letto all’assemblea dal Compagno Migale di Cutro (Calabria). Nel telegramma si affermava che non accettavamo di entrare a far parte di una compagine politica, la cui linea politica diretta dal segretario Mario Capanna, non molto dissimile nell’analisi storica da quella dei revisionisti del P.C.I., continuava la politica denigratoria contro il Compagno Stalin: era l’atto di nascita della Linea Rossa genovese, del P.C.d’Italia (marxista.leninista). La Linea Rossa genovese, ha continuato a vivere grazie soprattutto all'opera di Bezerèdy Lorenzo (Com.te Partigiano Castagnetta-vulgo il Tigre), Santoni Romeo (Partigiano Marinaio), Lajolo Ugo (Barbaro, comunista dal 1921) e dall’allora giovane, Bezerèdy Luciano. Oggi, continua, grazie soprattutto all'opera di Bezerèdy Luciano, ideatore del sito web “ AVANTI O POPOLO! “ (www.linearossage.it)

CREATIVITA'  CONTINUAZIONE DELLA TRADIZIONE

 

La Linea Rossa genovese è da sempre contraria alla nascita di gruppi che si autoproclamano come l'autentico partito comunista. Siamo convinti che vi sia bisogno di una ricostruzione comunista  dopo la tragedia dell'ultima decade del secolo scorso. Crediamo che la classe operaia, senza la guida del partito di classe e rivoluzionario, senza la guida di un partito comunista di quadri radicato nelle masse, avanguardia della classe operaia, non è in grado di prendere il potere; la ricostruzione di questo partito, in Italia, è compito prioritario, ma senza astrattismi ideologici e settarismi, perchè rifiutare il dottrinarismo sterile e l'estremismo non significa affatto accettare il revisionismo moderno, cioè il riformismo della controriforma kruscioviana e l'opportunismo, non significa l'abbandono dei princìpi del marxismo-leninismo, di quella cancrena che ha colpito le organizzazione storiche (e le sue attuali filiazioni) del proletariato in Italia parificandole ai partiti borghesi.

 

Oggi, la ricostruzione del Partito Comunista marxista-leninista dall'interno delle organizzazioni della sinistra nate dallo scioglimento del vecchio Pci (Prc e Pdci)  non è più attuabile, si ripropone una contesa accanita tra le 'due linee': questo il motivo per cui la Linea Rossa genovese già del P.C.d'Italia (m-l) quale componente marxista leninista all'interno del Prc con i suoi militanti, dopo l'esperienza di militanza trascorsa nel Prc e analizzata l'inutilità di continuare a confrontarsi in una organizzazione ceduta alla mercè del revisionismo e del trotzkismo ha lasciato l'organizzazione. Linea Rossa (genovese) si è ricostituita, quale continuatrice del patrimonio politico, storico ed ideale delle cellule operaie di Ge.Centro, Val Bisagno e Val Polcevera  della Linea Rossa del P.C.d'Italia (m.l) in Linea Rossa (Genova) per la ricostruzione del Partito Comunista marxista-leninista (Linea Rossa - il Partito). La lotta di classe è inscritta nella dialettica materialista dell'organizzazione proletaria: noi vogliamo essere parte integrante di questa dialettica, dare forza, vigore e slancio alla ' linea rossa' per ricostruire il Partito Comunista marxista leninista.

 

La LINEA ROSSA prevarrà solo nel fuoco della lotta aperta contro tutti coloro che direttamente o indirettamente tradiscono gli interessi del proletariato, nel quadro della liquidazione, non solo teorica, ma anche pratica, dell'opportunismo e del carrierismo, fenomeni di degenerazione burocratica dovuti all'infiltrazione della borghesia nelle fila delle organizzazioni di classe e mediante l'unificazione rivoluzionaria della lotta della classe lavoratrice.

 

Ci ispiriamo per questo alla teoria e alla pratica del marxismo creativo, da Marx, Engels, Lenin e Stalin a Mao-Tse-Tung e, nella tradizione rivoluzionaria italiana, ad Antonio Gramsci e Pietro Secchia: nel difficile cammino di ripercorrerne l'esempio e di diffonderne la memoria nell'attività quotidiana sul fronte della lotta di classe.

 

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