PERCHE' GENOVA PER IL G8?
Perche' le potenze economiche mondiali, hanno la necessita' di incontrarsi
in una citta' come Genova (con i suoi eventuali pericoli), quando il tutto poteva svolgersi in un qualsiasi altro posto del mondo nella piu' assoluta tranquillita'? Il popolo di Seattle si sara' posta questa domanda?Cosa ne pensate voi di Linea Rossa a riguardo?
Grazie e saluti da Gianluca
-------------------------------------------------
RISPOSTA A GIANLUCA …
Caro Gianluca, è una domanda che dovremmo porre a chi ha deciso di incontrarsi per mezzo di assisi così costose, ossia ai padroni del pianeta (al momento G8) in un tempo, come il nostro, tecnologicamente avanzato e dal punto di vista delle telecomunicazioni in grado di offrire la possibilita di dialogare (teleconferenza) senza bisogno di spostarsi fisicamente, di quale utilizzo pratico sia questo grande sperpero di denaro pubblico. La risposta non può essere che una: hanno l'assoluto bisogno, nonostante i pericoli ai quali tu alludi (*), di dimostrare alla popolazione dell'intero globo la loro grande potenza, quindi è una forma di terrorismo quella che praticano i padroni dei paesi più ricchi del mondo: terrorismo psicologico, subliminale, enfatizzato dai mezzi di informazione. Il messaggio è chiaro: il comunismo è morto, ha vinto il capitalismo.
La globalizzazione, la politica neoliberista contro i popoli del Sud del mondo (con fame, guerre e le violenze genocide), non è altro che questo! Il libero arbitrio di dimostrare la validità del loro sistema a livello planetario, nascondendo alle masse, al riparo di una vergognosa cappa di silenzio, gli immensi danni che questa politica di intenso sfruttamento stà producendo per l'intero pianeta. Nascondere la verità della colonizzazione dell'intera area balcanica, nascondere la verità di aver ridotto alla più nera miseria l'Europa dell'est, nascondere la politica di asservimento che produce nelle classi più deboli dei paesi industrializzati: flessibilità e precarizzazione, disoccupazione, attacco alla previdenza pubblica, privatizzazione dei beni pubblici. Ecco, che allora le scelte di dove riunirsi, con tutto il contorno di mondanità (borghese) che l'affianca, e, che è il pane dell'alienazione da offrire ai commenti della massa, viene di volta in volta valiato, proposto, offerto al servilismo ospitale dei vassalli di turno.
Il movimento di contestazione alla globalizzazione (popolo di Seattle) è ancora un movimento in embrione, le sue molteplici anime ne sono la dimostrazione, ed è un movimento proprio perché eterogeneo nella sua sostanza che può essere facilmente strumentalizzato dai potenti, il discorso qui calza a pennello proprio per la scelta caduta sulla città di Genova. Città che per sua natura è stata ed è per taluni aspetti e richiami storici, una spina nel fianco del capitalismo nazionale. Genova, con la sua classe operaia, i suoi tenaci lavoratori portuali e il suo indomito spirito antifascista non è una scelta decisa a caso, è una scelta dettata dall'opportunità di dimostrare qui in questo ambiente che il sogno accarrezzato dal proletariato è per sempre finito.
Lo stesso messaggio di sfida, è stato ripreso e rilanciato ad un mese di distanza dall'incontro genovese dei potenti della Terra, dai neo nazisti di Forza nuova scegliendo Genova e la data del 30 Giugno (41° anniversario dell'insurrezione proletaria che scacciò da Genova i fascisti).
I motivi per manifestare contro la globalizzazione non mancano certo!, ed è per questo che i marxisti-leninisti, saranno presenti, e lo saranno in modo crescente e determinante per denunciare i propositi della società capitalistica contemporanea a respingere ogni divieto posto al pacifico diritto di manifestare, il diritto di dimostrare ai potenti del Pianeta che non possono e non saranno i padroni del destino dell'intera umanità! I comunisti lottano in tutto il mondo, per preparare l'immancabile risposta di massa del proletariato contro i blocchi clericosocialfascisti, contro il capitalismo e l'imperialismo.
Luciano Bezeredy (moderatore dell'eGroups di Linea Rossa) Genova, 23 giugno 2001
(*) I reali pericoli della contestazione quali sono? Quelli palesati dalla borghesia a suo danno sono peraltro facilmente individuabili, e solo, per alcuni aspetti (marginali) è attribuibile ad alcune frange estremistiche, e per questo motivo enfatizzata dai media. Questo è il nodo cruciale! Il fatto è che, proprio perche strumentalizzabile, questo aspetto è tendenzialmente pericoloso non tanto per i grandi della Terra ma per inverso proprio per la riuscita della contestazione vera, quella di massa che da questo aspetto marginale riceve patente criminalizzante.
A chi giova? Questa è la domanda da porsi? Da chi è realmente strumentalizzata la frangia estrema del movimento? Come giustamente affermava il compagno Stalin " Non sta a noi mettere paura alla borgehsia attaccando individui alla sprovvista: lasciamo che certi banditi si occupino di tali "affari". Noi dobbiamo agire apertamente contro la borghesia, dobbiamo tenerla sempre, sino alla vittoria definitiva, sotto l'incubo della paura! E per farlo, non occorre il terrorismo, ma una forte organizzazione di massa capace di guidare gli operai alla lotta".