LETTERA AI COMPAGNI
(Appello per la convocazione di una Assemblea nazionale)
Cari compagni,
le discussioni avute con molti compagni e i recenti avvenimenti, così come la fase politica complessiva che stiamo attraversando ci suggeriscono di rivolgere ai comunisti alcune riflessioni circa l'accelerazione dei tempi della necessaria azione di rilancio di un progetto politico complessivo che faccia compiere positivi passi concreti al processo di ripresa della lotta di classe e di costruzione del partito comunista della classe operaia. Sull'obiettivo della costruzione (o ricostruzione) del partito comunista della classe operaia, su basi marxiste-leniniste, molti si dicono d'accordo, ma l'esperienza dimostra che esistono delle enormi difficoltà a tradurre questa disponibilità in lavoro politico e in collaborazione effettiva tra i comunisti. Alcune di queste difficoltà hanno un carattere soggettivo, ma la maggior parte di esse nasce dall'attività di provocazione, divisione, controllo e repressione promossa dalla borghesia utilizzando tutti i mezzi. I fatti dimostrano che molti di coloro che dichiarano di lavorare per la ricostruzione del partito comunista costituiscono al contrario degli ostacoli a questo processo. Il panorama politico è dominato da campagne tese a diffamare i comunisti e a confondere le acque, generando confusione e determinando una paralisi politica anche nei compagni più maturi e consapevoli.
Nell'opinione pubblica delle masse influenzate da tali campagne i comunisti vengono assimilati al rango di avventuristi ed idioti che tramano nell'ombra o di squallidi eversori dell'ordine e della legalità. La miseria politica di talune frange dell'estremismo nostrano ben si offre allo scopo.
Qualcuno lavora esattamente per ottenere questo risultato e bisogna riconoscere che le possibilità di penetrazione e di manipolazione delle forze ostili alla rinascita di un autentico partito comunista in Italia si dimostrano pressochè infinite. L'uso dei media e della disinformazione giornalistica produce in tal senso effetti pesanti. L'arma principale che si fa risuscitare ogni volta per distruggere ogni possibilità di costruzione di una reale alternativa politica, radicata nella classe operaia, nel proletariato e nelle masse popolari, è, com'è noto, il terrorismo. Il terrorismo è stato sempre e continua ad essere un'arma nelle mani della reazione, uno strumento di provocazione, attraverso il quale si distruggono le energie del movimento di classe e la possibilità stessa che questo movimento cresca, si consolidi e costruisca il suo reparto d'avanguardia organizzato, il partito comunista. L'errore di molti, accecati da posizioni estremiste e "ultrasinistre" - in definitiva anticomuniste -è quello di aver abbandonato la lotta per la democrazia, contro il fascismo e per la conquista di più ampie libertà politiche, nello spirito della Costituzione. Ciò ha consentito alle forze riformiste di presentarsi come unica garanzia "democratica" e di additare i comunisti come "nemici della democrazia", "sovversivi" etc. I risultati di questo cedimento di vedono. Il nostro paese è sotto la minaccia di una svolta a destra che mina le basi stesse della democrazia, conquistate con la lotta partigiana e la Resistenza antifascista. Il vulcano ormai acceso rischia di travolgere gli stessi riformisti. Il pericolo di destra che incombe sul nostro paese, risultato di una scellerata politica di compromesso con la borghesia e le sue frazioni più apertamente reazionarie, una politica perseguita e realizzata dai riformisti, creerà probabilmente condizioni ancora più difficili all'azione politica dei comunisti. Appare dunque necessario che, mantenendo ciascuno la propria autonomia e la propria caratteristica sulla base di un minimo comun denominatore, delle posizioni sopra esposte e sulla volontà di costruzione di un'alternativa di classe alla politica della borghesia, si avvii un processo di discussione e di unità d'azione, nella lotta anticapitalistica, antifascista e antimperialista, che trovi il suo coagulo nel ruolo effettivo dei comunisti. Siamo convinti che sulla base dell'efficacia e della forza di attrazione di massa della loro proposta politica per la difesa degli interessi della classe operaia e del proletariato, cresceranno e si formeranno, al di fuori di sterili dispute ideologiche - spesso utilizzate proprio per dividere e frammentare dalle forze borghesi- o di particolarismo di gruppo, i quadri e i militanti attivi del futuro partito comunista. Per questi motivi lanciamo un appello per la convocazione di una Assemblea nazionale per definire gli obiettivi di una piattaforma e le tattiche necessarie per la lotta anticapitalista, antifascista e antimperialista e rilanciare la lotta proletaria sul piano sindacale, economico e politico nella congiuntura presente e nella prospettiva di medio e lungo termine.
Massimo Piermarini (lunedì, 7 maggio 2001)