LA LEGGE MARONI E’ STATA
MANTENUTA !
NO ALL’ACCORDO DISASTRO!
FINTA ABOLIZIONE DELLO
SCALONE:
l’accordo accetta totalmente l’innalzamento dell’età
NELLA SOSTANZA IL LIEVE
MIGLIORAMENTO RISPETTO ALLO SCALONE MARONI PER CHI E’ PIU’ VICINO ALLA PENSIONE
OGGI E’ PAGATO DA CHI ANDRA’ IN PENSIONE DOMANI. DAL 2013 L’ETA’ EFFETTIVA
MINIMA DEL PENSIONAMENTO E’ 61-62 ANNI: CIOE’ OLTRE L’ATTUALE PENSIONE DI
VECCHIAIA DELLE DONNE CHE SARA’ PERTANTO SICURAMENTE MESSA IN DISCUSSIONE.
FINTA GARANZIA DI
ESENZIONE PER TUTTI I LAVORI USURANTI: il Governo stabilisce un lungo elenco di
lavori usuranti che allarga i precedenti decreti. MA: prima di tutto i soldi
sono contingentati e devono garantire l’uscita dal lavoro di SOLO 5000 persone
all’anno, per cui vi saranno le graduatorie tra gli aventi diritto. In secondo
luogo gli aventi diritto avranno un’esenzione di 3 anni rispetto al progressivo
aumento dell’età pensionabile per cui dal 1 gennaio 2011 dovranno avere almeno
57 anni di età e 36 di contributi e dal 2013 58 anni di età e 36 di contributi:
ANCHE PER QUEI POCHI LAVORATRICI E LAVORATORI A CUI VERRA’ RICONOSCIUTA
L’ESENZIONE DAGLI SCALINI ALLA FINE VIENE ALZATA L’ETA’ PENSIONABILE.
FINTO ANNULLAMENTO DEL
TAGLIO DEI COEFFICIENTI DI CALCOLO DELLE PENSIONI FUTURE: viene istituita una
commissione che entro il 31 dicembre 2008 dovrà proporre modifiche al regime
pensionistico contributivo. MA: dal 1 gennaio 2010 scatta comunque la nuova
tabella sui coefficienti che prevede un taglio del 6-8% delle pensioni. La
commissione decide come distribuire tra i lavoratori questi tagli, ma non se
farli. Dal 2013 scatta la revisione automatica dei coefficienti che avverrà
ogni 3 anni (anziché ogni 10), con decreto del Governo: E’ UNA SCALA MOBILE AL
ROVESCIO SULLE PENSIONI. Infine la promessa, e non l’impegno, di garantire il 60%
della retribuzione per chi fa lavori precari e discontinui, significa in
concreto garantire pensioni di 400 o 500 euro mensili ai precari. Poco più
dell’attuale pensione sociale minima.
FINTA ABOLIZIONE DELLE
FINESTRE PER CHI MATURA 40 ANNI DI CONTRIBUTI: chi matura 40 anni di contributi potrà
andare in pensione con 4 finestre, anziché con le 2 previste dalla riforma
Maroni, se a pagare saranno coloro che andranno con la pensione di vecchiaia.
Chi va in pensione di vecchiaia (le donne per ora a 60 anni e gli uomini per
ora a 65) d’ora in poi dovrà aspettare le finestre e si vedrà così aumentata di
fatto l’età pensionabile. L’inserimento delle finestre nella pensione di
vecchiaia servirà anche a pagare la salvaguardia della pensione per 5000
lavoratori posti in mobilità: LO SCANDALO E’ CHE LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI
PIU’ POVERI PAGANO LA TUTELA DEI DIRITTI DI ALTRI LAVORATORI E LAVORATRICI.
LA RIFORMA A COSTO ZERO,
AUMENTANO I CONTRIBUTI: il Governo calcola in 10 miliardi di euro dal 2008 al
2017, i costi della revisione dello scalone e del fondo per i lavori usuranti.
Tutti questi costi, ammesso che siano reali, sono integralmente pagati dai
lavoratori con: l’aumento delle aliquote contributive per i parasubordinati e
con la cosiddetta revisione degli enti previdenziali che però è GARANTITA
DALL’AUMENTO DI QUASI 1 PUNTO (0,09%) DEI CONTRIBUTI SULLA BUSTA PAGA. Questo
aumento si aggiunge a quello precedente di 3 punti (0,3%), che non è servito
minimamente a pagare il miglioramento delle pensioni ma invece ha fatto cassa
per il bilancio dello Stato. I lavoratori parasubordinati continuano a vedersi
aumentati i contributi senza avere reali contropartite né nella busta paga né
nei diritti. La legge 30 continua a restare in vigore.
CON QUESTO ACCORDO SONO ACCETTATI TUTTI
I TAGLI ALLA SPESA SOCIALE,
CON QUESTO
ACCORDO PASSA IL PRINCIPIO INIQUO PER CUI SE UN
E’ NECESSARIO DIRE DI
NO A QUESTO ACCORDO
CHIEDIAMO IL REFERENDUM
SULL’ACCORDO
E VOTIAMO NO
Roma, 21 luglio 2007