NARODNA REPUBLIKA BALGARIJA


Gheorghi Dimitrov

1947 : Alla Grande Assemblea Nazionale

Alla Grande Assemblea Nazionale fervevano i lavori. Ogni tentativo dell'opposizione di arrestare lo sviluppo progressista del paese, di turbare e seminare confusione nell'attività parlamentare veniva sventato. Il Fronte della Patria, diretto dal suo fondatore, Gheorghi Dimitrov, aveva una maggioranza schiacciante. Presiedeva l'assemblea Vassil Kolarov, mentre primo ministro era il capo più amato e stimato del popolo: Gheorghi Dimitrov.

Egli sali sulla tribuna per leggere la Dichiarazione del nuovo governo. Come sempre, anche questa volta era stato accolto da frenetiche ovazioni; i deputati del Fronte della Patria manifestavano sinceramente e di tutto il cuore i loro sentimenti, il rispetto profondo che nutrivano per questo grande figlio del popolo.

La minoranza dell'opposizione non ascoltava le parole di Dimitrov e rumoreggiava. Dimitrov si interruppe.

- Voi non approvate niente.. Siete capaci solo a gridare. Non avete nè programmi nè dichiarazione, nè morale! Non avete niente! Perciò non avete fatto nemmeno una proposta costruttiva. E adesso qui organizzate l'ostruzionismo alle Grande Assemblea Nazionale!

I dibattiti sulla Dichiarazione del governo erano cominciati. Dai banchi dell'opposizione non proveniva più alcun rumore. Con passo cadenzato verso la tribuna si diresse il loro rappresentante, Gheorghi Iordanov, vestito di abiti di lana rozza, da contadino. Benchè non fosse proprio di estrazione contadina, portava in se qualcosa della loro psiche, del loro modo di vivere.

Era un vecchio esponente del partito dei contadini e godeva di un certo prestigio fra di loro.

Nel suo discorso non c'era nemmeno una parola di sostegno per la Dichiarazione. Anche lui cercava di mettere i bastoni tra le ruote. Lo allenava a quanto pare la vana speranza di vedere l'opposizione al potere e se stesso fra i suoi capi, un grand'uomo.

Gheorghi Dimitrov che stava seduto accanto alla tribuna ascoltava attentamente l'oratore e ne seguiva ogni parola. D'un tratto, senza alzarsi, o colto il momento adatto, si rivolse all'oratore:

- Senta, vecchio contadino, quelli là li lasci perdere! - e Dimitrov fece un gesto di noncuranza in direzione dell'opposizione Venga piuttosto con noi a costruire la nuova Bulgaria!

Quest'atto inatteso sorprese tutti i deputati e colse impreparato perfino l'oratore. Egli si confuse, s'imbrogliò e mormorò sottovoce: - Costruiamo...

In quell'istante Dimitrov si alzò bruscamente, fece due passi avanti e porgendo la mano all'oratore tuttora indeciso disse apertamente e con calore:

- Ecco, le porgo una mano fraterna. Andiamo a costruire la muova Bulgaria insieme, ma si liberi da questi carrieristi! Anche in questo momento quelli scrivono, inventano, mandano messaggi per chiedere aiuto da fuori...

Questa scena era stata cosi improvvisa e cosi commovente e patetica, che il vecchio contadino restò perplesso li sulla tribuna. Guardava la mano protesa dal grande bulgaro, guardava in direzione dei banchi dell'opposizione senza decidersi a fare il passo che si attendeva da lui.

Questo appello all'unità d'azione in nome della nuova Bulgaria e della sua costruzione in comune mi parve un grande simbolo di saggezza politica. Ciò significava cogliere abilmente il momento

opportuno per unificare e saldare tutte le forze democratiche in un Fronte unitario per distruggere il fascismo e la reazione. Era un episodio tipico e di spicco della lotta coerente sostenuta dal Partito operaio bulgaro (comunisti) e dimostrava che esso sapeva porre in atto la teoria e la prassi necessarie per edificare i fronti unitari popolari approvate al VII Congresso del Comintern, la linea politica che più strettamente è legata al nome di Dimitrov.

di Bocio Iliev (articolo tratto dalla rivista mensile: Bulgaria d’Oggi del Giugno 1982. - SOFIA PRESS)


MAUSOLEO DI GHEORGHI DIMITROV (SOFIJA)

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