Cultura e Memoria del 900
80
anni fa Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti furono condannati a morte,
assassinati dalla giustizia dei "democratici Stati Uniti
d'America", proponiamo alla lettura, in occasione dell'anniversario un
articolo pubblicato oggi sul quotidiano in lingua italiana 'America
Oggi'.
Linea
Rossa Genova
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In Usa un
ricordo di nicchia. Sacco e Vanzetti.
Il New
York Times ospita un intervento di Camilleri
di Luciano Clerico
24-08-2007
WASHINGTON. Dire che l'America
ricordi la vicenda di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti sarebbe
troppo. Perché non è così, anzi. Lo ha fatto ieri il New York Times,
ospitando un intervento di Andrea Camilleri. Ma è un ricordo di
nicchia. L'America del XXI secolo, alle prese come è con campagna
elettorale da un lato e guerra in Iraq dall'altro, non ricorda affatto
la tragedia di quei due immigrati italiani mandati il 23 agosto del
1927 sulla sedia elettrica a Charlestown, in Massachusetts, anche se
erano innocenti. L'America di allora (che va dal presidente Woodrow
Wilson, democratico, a John Coolidge jr, repubblicano) aveva bisogno
di una condanna esemplare. Quel pescivendolo pugliese e quel
ciabattino piemontese avevano la colpa di essere anarchici, di
battersi contro fascismo e razzismo. Le testimonianze e le prove a
discarico prodotte al processo non furono sufficienti per scagionarli.
Così su quella sedia elettrica americana il 23 agosto del 1927
finirono non tanto due immigrati colpevoli di omicidio, ma due
anarchici. Anche per questo la vicenda ebbe un'eco internazionale, lo
stesso Corriere della Sera - come ha ricordato ieri Camilleri sulle
pagine del New York Times - pur essendo l'Italia in pieno fascismo
titolò a tutta pagina sulla loro esecuzione, riportando
nell'occhiello una inequivocabile presa di posizione:: "Erano
innocenti". L'eco di quello scandalo si è protratta lungo il
secolo fino a diventare un "fardello italiano - ha scritto il NYT
- che ancora dura". Per questo il quotidiano ha ospitato ieri
l'intervento dello scrittore siciliano. Che ha scritto: "Se è
vero che il Novecento passerà alla storia come il ‘secolo breve', e
se è vero che gli Stati Uniti ne sono il simbolo, per quanto lo si
voglia comprimere in una sola valigia il caso di Sacco e Vanzetti
resterà sempre fuori, così come la morte di John e Bob Kennedy".
Perché Sacco e Vanzetti sono "un ricordo scomodo". Un
ricordo, però, ristretto oggi in una sorta di nicchia culturale.
Giusto il New York Times o poco più, che a quel ‘fardello italiano'
oltre a ospitare Camilleri ha riservato anche una pagina del suo sito.
Ricordando che "a una delle pagine più nere della storia
nazionale" il giornalista Bruce Watson ha dedicato il suo ultimo
libro, intitolato appunto Sacco e Vanzetti. Ma al di fuori di una
nicchia culturale, per il resto dell'America Sacco e Vanzetti non sono
più neppure un ricordo. Nei tempi più recenti lo furono per un breve
periodo, negli Anni Settanta, quando Joan Baez riportò di moda una
ballata di Woody Guthrie del 1946. Fu sull'onda di quella nuova
popolarità che il loro caso tornò di moda, al punto che nel 1977
l'allora governatore di New York, Michael Dukakis, riconobbe
ufficialmente gli errori commessi nel processo e riabilitò
completamente la memoria di Sacco e Vanzetti. Ma nell'America di oggi
nessuno si ricorda più di loro, né tanto meno della loro scandalosa
condanna a morte. Per quanto la vicenda di Sacco e Vanzetti, monito
contro l'assurdità della pena di morte, sia stata ricordata ieri in
Italia anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, o
dal presidente della Camera, Fausto Bertinotti, da questo punto di
vista l'America non ha memoria, anzi. Non a caso ieri in Texas é
stata eseguita la 400/ma iniezione letale nella storia dello Stato. Si
attende la prossima. Riguarda un detenuto che - forse - è innocente.
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