Questa lapide, posta dagli operai del Gas di Genova (AMGA) si trovava in Via Canevari, ora è scomparsa! Dov'è finita? Probabilmente non era più in linea con l'attuale politica liberticida del pseudo governo di sinistra. Ricorda, infatti, che quelli che oggi vengono definiti privilegi (e persino da chi oggi rappresenta la CGIL) costarono alla Classe Operaia, ai Lavoratori, non solo sacrifici ma... lacrime e sangue! Resisterà l'altra, ormai quasi abbandonata che si trova in
Via G.Moresco ( quartiere di marassi )?Questo abbiamo scritto alcuni mesi orsono, quando abbiamo dato vita ad Avanti Popolo!
Oggi sono trascorsi cinquant'anni da quell'eccidio!
9 gennaio 1950 - 9 gennaio 2000
Cinquant'anni di lotte dei Comunisti alla testa della Classe Operaia per il Socialismo!
Ci giunge notizia che i Compagni del circolo Bianchini (Il Dente) di Piazza Romagnosi, nel cinquantenario dell'anniversario dell'assassinio sociale (voluto dallo stato poliziesco democristiano di De Gasperi) dei sei operai di Modena (Angelo Appiani di 30 anni, Renzo Bersani di 21 anni, Arturo Chiappelli di 43 anni, Ennio Garagnani di 21 anni, Arturo Malagoli di 21 anni, Roberto Rovatti di 36 anni) come la lapide ricorda, la stessa sarà ripristinata alle ore 12 di Domenica 9 gennaio 2000. Bene, bravi Compagni! La Linea Rossa genovese è con voi, plaude alla lodevole iniziativa e si augura che altre ne seguiranno, sono tanti i Compagni dimenticati, compagni che hanno lottato e sofferto per la causa del Socialismo e che oggi occorre siano tolti dal buio degli archivi, sempre che ancora qualcosa sia resistito alla furia iconoclasta dei traditori revisionisti. La Linea Rossa genovese, ha provato a cimentarsi nella ricerca e qualcosa è riuscita a trovare, grazie al contributo di tanti compagni, dei numerosi amici e dei famigliari dei nostri compagni e dei caduti partigiani. Molti di voi sono giovani, e non possono di certo ricordarsi, molta nostra storia è ormai perduta, di tutti quei compagni, abitanti del popolare quartiere di Marassi che hanno combattuto e lottato nel passato, sofferto con le loro famiglie sotto la dura repressione fascista prima e poi per la conquista e la difesa dei giusti diritti dei lavoratori negli anni 50 e 60. Abbiamo, per questo, pubblicato la foto del Compagno Partigiano Attilio Firpo (Attila), Martire Comunista, caduto sotto il piombo fascista, foto gelosamente custodita dalle figlie di Paglia Cesare, il quale appartenne alle G.A.P. del quartiere, quale Commissario Politico del P.C.I. clandestino in Genova Marassi e poi tra i fondatori della " Brigata Attilio Firpo ", che fu fra i primi ad occupare, all'indomani della liberazione di Genova, la casa del fascio e a dar vita con gli altri compagni alla Casa del Popolo di Via Giacomo Moresco, quella che in seguito sarebbe diventata la Sez. Attilio Firpo del P.C.I. di Piazza Romagnosi (oggi Circolo Bianchini del PRC). Oggi la Casa del Popolo non esiste più, in quell'edificio è sita da tempo la locale stazione dei carabinieri, la lapide è stata murata proprio lì accanto dopo i fatti di Modena e rischiava appunto di scomparire, inghiottita nel nulla, come quella di Via Canevari (come appunto denunciavamo). La Sezione A.Firpo dell'ex P.C.I. è oggi intitolata, e questa è una gravissima falsificazione e appropriazione storica di marca revisionista, alla locale sede dei P.D.S / D.S. Il Compagno Partigiano "Attila" Attilio Firpo è morto da Partigiano ed è e resta un martire Comunista, insieme a Meloni e Biscuola. Nonostante le innumerevoli manipolazioni, la storia è questa e la verità in quanto è rivoluzionaria non la si può rinchiudere nell'oblio, per molti, della perduta coscienza di classe! Questo è dunque un primo passo, continueremo quindi a lottare e a denunciare ogni tentativo di manipolare la storia per far sì che tutti questi Compagni, combattenti Partigiani e operai Comunisti non vengano mai dimenticati!
La Linea Rossa genovese (già del P.C.d'Italia [m.l.])
Genova (Marassi), 9 Gennaio 2000
Pubblichiamo l'intero inserto di LIBER
AZIONEInserto di Liberazione per il cinquantenario dell'eccidio di Modena
OGGI COME ALLORA GENOVA RICORDA QUEL 9 GENNAIO (Articolo di Giordano Bruschi)