AFFRONTARE IL DISCORSO SUL PARTITO

Il livello del confronto fra le compagne e i compagni iscritte/i alla Mailing List Linea Rossa si è, nelle ultime settimane, sollevato nella misura in cui da più parti è stato di nuovo affrontato il discorso sul Partito e sul percorso atto a favorirne la nascita. Il problema relativo alla fondazione, o rifondazione che dir si voglia, di un Partito Comunista (marxista leninista, capace di un'analisi scientifica della realtà economica e sociale attuale) è da sempre il "tormentone" delle compagne e dei compagni che non si sono rassegnati al qualunquismo imperante anche in certa sinistra "antagonista", convinti come sono che tutta la serie di eventi (siano essi su scala nazionale o internazionale) cui oggi assistiamo non sono un qualcosa di incomprensibile e "nuovo" ma "l'accentuarsi della decadenza del capitalismo nella sua fase imperialista"... decadenza che però non portando meccanicamente il capitalismo a crollare, rende necessaria la nascita dello strumento supremo del proletariato: il Partito Comunista. La questione della fondazione di un partito che direzioni le varie lotte economiche e frazionate verso l'obiettivo, tutto politico, della Rivoluzione Socialista non è di semplice risoluzione; le difficoltà stanno, secondo noi, nell'intrecciarsi di tale questione con la fase economica e politica attuale durante la quale sembra che il grosso del proletariato e delle masse popolari, per dirla con il compagno Piermarini (Aginform), non avverta la necessità di una direzione politica. Sembrerebbe dunque che, nonostante una ripresa parziale della lotta di classe, ancora i tempi non siano maturi per il Partito....dovendosi anche fare i conti con il fatto che una buona parte del proletariato e delle masse popolari vede, se non appoggia l'Ulivo o addirittura il Polo, il PRC come suo legittimo rappresentante. L'attuale fase della lotta di classe sembrerebbe dunque suggerire di non affrettare i tempi riguardo al problema della fondazione del Partito.... tuttavia noi riteniamo che la fase economico - sociale e politica che ci troviamo a vivere sia anche quella della fascistizzazione della società, del Centro Sinistra che trasforma i carabinieri in componente dell'esercito a tutti gli effetti, dell'accentuazione della brutalità dell'imperialismo (si vedano i casi di Palestina e Kossovo) e della sempre più accentuata restrizione della rappresentanza per tutte le forze politiche che non accettano il giochino tutto borghese del bipolarismo. In un tale contesto, fermo restando che non si devono fare fughe in avanti, uno sforzo maggiore perchè ci si possa trovare tutti insieme all'interno di una "forma aggregativa transitoria" che verifichi, e questo è già stato detto più volte, nella prassi la correttezza o meno di certi assuntì politici è quantomeno doveroso.... se abbiamo ben interpretato lo spirito del documento del compagno Piermarini, di recente pubblicato in Mailing List, anche lui ci pare giungere alle stesse nostre conclusioni quando scrive: Spesso negli interventi dei compagni più lucidi politicamente si avverte quindi l'esigenza di non "affrettare i tempi" della ricostruzione del partito, cioè di non rompere il legame tra il partito e il livello attuale della lotta di classe. Perchè il partito non nasce per effetto di una congiuntura della lotta di classe ed è ovvio che in una situazione nella quale la classe operaia e il proletariato non esprimono il bisogno di una direzione politica il partito non si può "fondare". Ma questo è il punto: si deve rovesciare il ragionamento e dire: senza il partito e l'individuazione di una linea generale le lotte di massa non sono unificate e non si trasformano in lotta politica. Perchè è chiaro che il partito esiste e deve esistere sia nei periodi di ascesa rivoluzionaria che nei periodi di riflusso [...] Se non c'è una marea montante delle lotte operaie, il partito comunista non va oltre il suo "stadio uterino". La storia di molti gruppi in Italia può costituire un valido esempio di ciò. Noi non siamo a questo livello. Abbiamo accumulato una notevole esperienza e tratto insegnamento dalle lotte trascorse e dagli errori commessi, in Italia e altrove. Forse per la maggior parte si tratta della critica di errori commessi, ma questa è comunque una forza di reale accumulazione della conoscenza per un soggetto politico o per chi si avvia a diventarlo. Fare un passo avanti è oggi una questione di resposabilità politica e di onestà intellettuale. La parte del documento del compagno Piermarini che è stata riportata in questo scritto ci pare esprima la necessità di ritrovarci, seppure sulla base di una chiarezza teorica ben certa, perchè si possa quindi avviare un reale percorso unitario... percorso unitario che a nostro avviso deve essere sugellato da un agire politico vissuto il più possibile "in comune", pena il continuo dissanguamento delle forze rivoluzionarie. Gli interventi finora fatti in Mailing List sul problema del Partito da parte di Linea Rossa, Aginform, DP e Laboratorio Marxista (chiediamo scusa se abbiamo dimenticato qualche altra sigla) sono tutti particolarmente ricchi di spunti e di indicazioni.....tuttavia il problema da noi avvertito è: perchè tali spunti e indicazioni non sono stati messi alla prova dei fatti all'interno di un percorso politico unitario che, pur non cancellando le differenze fra i vari gruppi, sia nel concreto un passo avanti verso il Partito? Emergono da parte nostra i dubbi che la tanto ventilata unità dei marxisti leninisti sia intesa da alcuni compagni e da alcune compagne come "unità sotto la loro direzione", dunque come qualcosa che è già stata programmata e che necessariamente o si verifica come "pensata" da certi compagni e certe compagne o non si verifica affatto. Da parte nostra non si tratta di negare il giusto diritto di schierarsi e sostenere le proprie posizioni (sulla fase, il partito, l'organizzazione ecc...), si tratta di superare la contraddizione fra il rivendicare unità (tanto lodata come base reale sulla quale fondare il Partito) e il non praticarla se non alle proprie condizioni. Una tale mentalità è molto simile a quella di Woityla e dei suoi accoliti, che mentre propongono il dialogo e l'unità con le altre religioni sostengono contemporaneamente che questi si devono sviluppare sulla base della "verità cattolica". Care compagne e cari compagni, noi riteniamo che oggi vi siano fra noi una serie di punti programmatici comuni (lotta alla Nato e all'Imperialismo, lotta alla militarizzazione del territorio, lotta al preacariato e alla flessibilità ecc...) così come una comune concezione teorica e organizzativa (marxismo leninismo, centralismo democratico) per cui ci si possa vedere faccia a faccia e, pur nel rispetto delle reciproche autonomie, avviare per davvero un reale percorso politico unitario senza preconcette tendenze egemoniche. Noi riteniamo che già in parte qualcosa di buono da questo punto di vista è stato fatto.... ci riferiamo all'incontro di Bologna del 10 Febbraio dove compagne e compagni di diverse realtà territoriali hanno avviato un discorso che, sulla base di un comune agire politico, mira ad una concreta aggregazione dei comunisti e delle comuniste; non si tratta, chiaramente, di dire che tale incontro ha risolto i problemi del movimento comunista ma di fornire un esempio concreto di ciò che noi intendiamo per "processo unitario e aggregativo"....sulla base di una serie di punti programmatici condivisi si può avviare un percorso di lotta che può essere corretto e modificato ma che è, di questi tempi, l'unico mezzo per cementare l'unità fra i marxisti leninisti. Alla luce di quanto sostenuto noi proponiamo che (senza leaderismi ed egemonismi) le compagne e i compagni di Linea Rossa (interni al PRC), Aginform, Laboratorio Marxista (Circolo Iskra), così come di qualsiasi altra organizzazione iscritta o no a questa Mailing List si incontrino ai fini di avviare per davvero quel percorso politico unitario finora "realizzato" solo a parole; come già abbiamo sostenuto in altre occasioni, non pensiamo che (coi tempi che corrono) ci si possa attardare più di tanto (solo) in elucubrazioni teoriche e in operazioni leaderistiche di basso livello. Un poco di umiltà in più da parte di tutti, compagne e compagni, non guasterebbe proprio.

Fraterni saluti comunisti!

Alessandro, Giovanni, Sabine, Massimo

(Iglesias, aprile 2001)

home