IURI GAGARIN

  
IL PRIMO UOMO CHE HA VARCATO I CONFINI DELLA TERRA

 

Le origini

Il cosmonauta sovietico Iuri Aleksejevič Gagarin nasce a Gžatsk (un villaggio nell'Oblast' di Smolensk, nell'allora Unione Sovietica)  il 9 marzo 1934. Cresce in una collettività aziendale (Colcos) che erano sorte in Russia sul finire della rivoluzione del 1917, da padre falegname e madre contadina e si distingue a scuola per spiccate capacità nelle materie scientifiche. Vive la tremenda esperienza dell'invasione del suo Paese da parte della Germania (iniziata il 22 giugno 1941) ed è costretto ad interrompere gli studi. Riprende gli studi dopo la guerra: frequenta la scuola tecnica di Saratov e consegue il diploma di metalmeccanico.

Il volo, la sua vita

In seguito, nel suo percorso scolastico, Gagarin inizia ad interessarsi al volo, attirato dalle materie scientifiche, decide di specializzarsi nel settore aereonautico, e nel 1955 si iscrive a un aeroclub, dove sperimenta il primo volo della sua vita. Questa passione lo porta ad iscriversi a una scuola di aeronautica, distinguendosi per il suo talento. Nello stesso anno entra a far parte dell'aviazione sovietica; si diploma con grande profitto nel 1957 presso l'Accademia Aeronautica Sovietica di Orenburg,

Si accorge, e per primi i suoi insegnanti  che è dotato di un vero e proprio talento: anche in mezzo a provetti piloti, appare chiaro che le doti del giovane asso sono sopra la media, tanto che viene sottoposto a test che esulano dai normali standard o a prove altamente specializzate. Non solo: l'aviazione lo sceglie anche per testare nuovi sistemi e apparecchiature di volo. Il passo da lì a desiderare di volare "più in alto" è breve. Si offre infatti volontario per diventare cosmonauta.

Orbita storica

Dopo un addestramento durato parecchi mesi - che si svolge nella città di Zvëzdnyj gorodok, dove sorge un centro specializzato per la preparazione dei cosmonauti - l'allora maggiore Iuri Gagarin, il 12 aprile 1961 alle ore 9.07 di Mosca, all'interno della navicella Vostok 1 (Oriente 1) del peso di 4,7 tonnellate, parte per il volo spaziale. Compie un'intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo una massima distanza (apogeo) di 302 km e una minima (perigeo) di 175 km, viaggiando a una velocità di 27.400 km/ora. Per tale missione Gagarin sceglie il soprannome Кедр "Kedr" ("cedro"), usato durante il collegamento via radio.

Quel pianeta blu

Durante il volo, guardando dalla navicella ciò che nessuno aveva mai visto prima, comunica alla base che "la Terra è blu… è bellissima". Dopo 108 minuti di volo intorno al nostro pianeta, senza avere il controllo della navicella spaziale, guidato da un computer controllato dalla base, la capsula frena la sua corsa accendendo i retrorazzi, in modo da consentire il rientro nell'atmosfera terrestre. Gagarin viene espulso dall'abitacolo e paracadutato a terra. Il volo termina alle 10.20 ora di Mosca, in un campo vicino alla città di Takhtarova. Il giornale Pravda, qualche anno fa, ha rivelato che l'atterraggio di Gagarin non avvenne in un punto prestabilito, ma in un'isolata regione di campagna dove non era previsto il suo arrivo, infatti un gruppo di soldati, non riconoscendolo, gli chiesero i documenti di identità.

Eroe nazionale

Migliaia di russi lo attendono al suo ritorno e la sua impresa ha una grande eco in tutto il mondo. L'impresa di Gagarin è considerata fondamentale: Gagarin dimostra che l'uomo era in grado di volare oltre le previsioni e che l'uomo può resistere alle tremende sollecitazioni della partenza e del rientro e all'ambiente ostile dello spazio extraterrestre, diventando a soli 27 anni il primo uomo della storia a orbitare intorno alla Terra e a osservarla dallo spazio. Venne decorato da Nikita Kruščёv con l'Ordine di Lenin, la più grande onorificenza russa, diventando Eroe dell'Unione Sovietica.

In seguito Gagarin collabora alla preparazione di altre missioni spaziali, come quella della Vostok 6, che porterà   Valentina Tereshkova nello spazio, prima donna in assoluto a compiere una tale missione. Inoltre, collabora allo sviluppo della nuova navicella spaziale Sojuz.

 

L'exploit di Gagarin è un trionfo per l'Unione Sovietica Il volo nello spazio è stato segnato indelebilmente dalla guerra fredda, e ogni lancio era l'occasione - per una superpotenza o per l'altra - di piantare la propria bandiera. L'America avrebbe recuperato il terreno che la separava dai sovietici, arrivando sulla Luna  solo otto anni più tardi. (o è stata solo una finzione cinematografica come da più parti fonti autorevoli affermano?) Oggi i giorni del confronto spaziale, almeno per quanto riguarda la superiorità scientifica tra le superpotenze appaiono finiti, e la Russia odierna non più sovietica, ormai solo un ricordo sbiadito il socialismo dei tempi di Gagarin, lavora insieme agli Stati Uniti d’America alla costruzione della la stazione spaziale internazionale Alpha.

La drammatica morte

Iuri Gagarin muore prematuramente a soli trentaquattro anni. Passano solo sette anni dalla sua conquista dello spazio quando il 27 marzo 1968 muore a bordo di un caccia da addestramento. Il caccia, un Mig 15, aveva a bordo anche un pilota collaudatore molto esperto. Gagarin non poteva volare da solo (per questioni di sicurezza), eroe dello spazio, il primo uomo che ha orbitato intorno alla Terra non doveva morire per qualche incidente. Invece nella più banale delle situazioni Gagarin cadde. Sposato e padre di due bambine, al momento della morte Gagarin era in procinto di partire per una nuova missione nello spazio, ma lo storico volo del 1961 resterà il suo unico viaggio in orbita. La sua prematura scomparsa venne, qui in occidente, ad opera dei servizi segreti statunitensi, avvolta, per evidenti scopi politici in una cappa di fitto mistero. Varie sono le spiegazioni avanzate ufficiali e ufficiose. Ecco le principali:

1)      Dopo l'incidente vennero avviate diverse inchieste le quali spiegarono che il Mig-15 di Gagarin era entrato nella scia di un altro caccia in volo. Il Mig perse il controllo è precipitò. Nella zona, non lontano da Mosca, c'era una fitta nebbia e i due jet non si erano visti.

 

2)      Il controllo del traffico aereo militare era molto carente e autorizzò il volo del caccia nella zona dove volava Gagarin quando doveva invece impedirlo. Tenendo conto che i due jet non potevano volare a vista i controllori dovevano esercitare un controllo che invece non c'è stato.

 

3)      Il servizio meteorologico nella zona di volo di Gagarin non aveva segnalato la presenza di  dense nubi basse nelle quali invece si venne a trovare il Mig. Per un'avaria all'altimetro il caccia fece delle manovre troppo basse finendo al suolo.

 

4)      C'è infine l'ipotesi (fantasiosa) ma condotta con cura nella sua diffusione sulla stampa occidentale: quella dell'omicidio che sarebbe stato ordinato dal Cremlino dove allora comandava Breznev, allo scopo di eliminare un personaggio che stava diventando ingombrante e poco gestibile.

A Iuri Gagarin è stato dedicato in Russia il centro di addestramento dove si preparano i cosmonauti prescelti per le varie missioni spaziali e a suo onore è stato eretto a Mosca nel 1980 un monumento alto 40 metri, costruito in Titanio.



Ancor oggi, i cosmonauti russi che si succedono nelle varie missioni spaziali o di cambio di equipaggio nella stazione spaziale internazionale portano con sè la foto di Gagarin e la espongono alla parete della sala operativa.

Le sue ceneri riposano al Cremino
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