LA RUSSIA ESCE DALLA GUERRA

Quasi subito il governo bolscevico intraprese le trattative di pace con i Tedeschi. Fu una decisione molto contrastata, anche all’interno del Partito bolscevico: una parte di esso infatti pensava che la guerra dovesse continuare, perché avrebbe favorito lo scoppio della rivoluzione prima in Germania e poi in Europa. Lenin riuscì ad imporre il proprio punto di vista: la guerra doveva essere interrotta sia perché era questo che si aspettavano le masse, sia perché essa avrebbe rischiato di compromettere l’affermarsi della rivoluzione in Russia. La pace di Brest–Litovsk costrinse la Russia a rinunciare ad una parte notevole del suo territorio (gli stati baltici, la Polonia, l’Ucraina e la Finlandia), comprese alcune regioni fertili o ricche di importanti centri industriali.

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