AUMENTA LO SFRUTTAMENTO, PEGGIORANO LE CONDIZIONI DI VITA DEI
LAVORATORI E DELLE MASSE POPOLARI
In continuità con la politica dei governi che
l’hanno preceduto, 2 anni di governo di centrosinistra, con la
diretta partecipazione di una falsa sinistra, ha portato ad un
aumentato impoverimento delle masse popolari, dei pensionati e di
tutti coloro che vivono del proprio lavoro, chi ancora ce l’ha.
Con le varie
detassazioni, tagli di cunei fiscali, ecc…, si sono regalati
migliaia di miliardi a sostegno del profitto favorendo
l’arricchimento della borghesia capitalista. Basti ricordare che dal
2000 al 2006 i padroni capitalisti hanno ricevuto dallo stato oltre
400mila miliardi di lire! Un fiume di denaro sottratto dalle casse
dello stato a scapito di pensioni, salari e servizi sociali.
Sono aumentate le
spese militari, rifinanziato missioni di guerra al servizio
dell’imperialismo nordamericano, finanziato con ben il 37% il costo
delle basi Nato presenti in Italia.
E’ proseguito
l’attacco a salari e pensioni, i lavoratori sono stati derubati
della liquidazione data in pasto alla speculazione finanziaria, Tutto
ciò non poteva avvenire senza la complicità delle burocrazie
sindacali che, invece di chiamare i lavoratori alla lotta per
rivendicare al padronato i giusti aumenti salariali erosi dal
carovita, li vediamo nei salotti televisivi discutere con ministri e
padroni, ognuno con la propria ricetta sulle cause dei bassi salari,
fingendo di non sapere che, per tenere alti i profitti, il padronato,
oltre all’aiuto statale, fa leva su salari da fame, legandoli sempre
più alla produttività costringendo i lavoratori a ricorrere allo
straordinario, e con la sua detassazione, proposta da padroni,
sindacati e partiti borghesi, da un lato si favorisce il padronato e
dall’altro si sottraggono ulteriori risorse agli istituti di
assistenza e previdenza.
In questi anni è
aumentato il ricorso al lavoro precario sottopagato. La quasi totalità
delle assunzioni di giovani avviene in questo modo. Qui va smascherata
la falsità sulla”diminuita” disoccupazione. Ogni anno le
statistiche governative, per nascondere la crescente disoccupazione,
parlano della creazione di centinaia di migliaia di nuovi posti di
lavoro: ma se un giovane in un anno viene chiamato per tre brevi
periodi di lavoro, questi, in statistica risultano “3 nuovi posti
creati” ma in realtà il giovane a fine anno si trova sempre
disoccupato. Le donne, relegate a svolgere servizi (casa, anziani,
famiglia) che lo Stato non garantisce, ne pagano il maggior peso.
Nella sola Europa sono oltre 7 milioni le donne disoccupate.
Continua lo
stillicidio di morti sul lavoro. Leggi che hanno favorito la precarietà,
appalti, subappalti assieme a ritmi disumani, straordinari, non
applicazione di norme di sicurezza e scarsa formazione professionale
ne sono le principali cause. Nonostante la conquista della Legge 626
si continua a morire sull’altare del profitto.
Sul tema della laicità
dello Stato, è aumentata l’ingerenza antiscientifica
oscurantista del clero.
Il governo, nel fare le leggi, è sempre più condizionato
dalle direttive vaticane. Dalla ricerca sulle staminali embrionali
alla fecondazione assistita, dal testamento biologico all’ autanasia,
dalle unioni civili fino alla messa in discussione della Legge 194 che
ha tolto alle donne il rischio di vita nell’abortire in clandestinità
potendo invece usufruire delle strutture pubbliche. Tutto questo
avviene mentre la chiesa cattolica gode di enormi privilegi da parte
dello Stato italiano, tra finanziamenti alle scuole e cliniche
cattoliche private, elargizioni statali, 8 per mille, oboli vari (solo
quello di S.Pietro nel 2006 ha fruttato ben 101 milioni di dollari) la
chiesa incassa miliardi di euro all’anno. Violando le stesse
direttive europee il Vaticano è stato perfino esentato dal pagamento
dell’ICI sulla miriade di suoi esercizi commerciali.
Le delusioni create in
questi due anni di centro”sinistra” hanno contribuito a gettare
nella passività e nella sfiducia gran parte dei lavoratori, ha
generato qualunquismo diventando poi di facile preda della destra
populista, razzista, fascista o grilloide.
Indipendentemente da
questo risultato elettorale e che oggi vede avanzare la destra
fascista, lo stesso vale se avesse prevalso nella nuova legislatura il
Pd di Veltroni, si governerà come sempre per conto della borghesia
capitalista. Per invertire la tendenza a proprio favore i lavoratori
devono negare la fiducia ai traditori e ai rinnegati che si sono
autoproclamati quali
rappresentanti degli interessi dei lavoratori e che senza averne
titolo dell’ aggettivo di Sinistra, i lavoratori devono abbracciare
la via dell’unità di classe e dell’organizzazione, la via
dell’unità e della lotta anticapitalista quale unica via per
fronteggiare con successo lo scontro di classe che avanza ed opporsi
efficacemente alle avventure autoritarie della classe capitalista.
Ad ogni attacco
padronale rispondere con lotte adeguate. Scendere in lotta con
scioperi generali contro il precariato, contro la disoccupazione per
rivendicare il diritto ad un lavoro stabile e sicuro, per forti
aumenti salariali da chi fa profitti sulla pelle dei lavoratori e non
stornati dalle casse dello Stato con ulteriori detassazione al
padronato che vanno a discapito dei servizi sociali.
Ripristinare l’adeguamento automatico di salari e pensioni al reale
costo della vita.
Porre fine allo
stillicidio di morti sul lavoro rifiutando ritmi e carichi di lavoro
disumani, lavoro straordinario, lavoro nero, precario o sottopagato.
Battersi per sganciare il salario dalla produttività, dagli utili
d’impresa e da tutto quanto lo lega al profitto.
La storia insegna che
dietro ad ogni conquista ottenuta dai lavoratori, c’è sempre stata
una loro azione di lotta, sotto la guida di propri partiti e
organizzazioni sindacali, lotte costate enormi sacrifici e sangue.
Lavoratori, non
c’è altra strada: alziamoci in piedi, riprendiamo il nostro
cammino, quello che la Storia ci ha insegnato e riservato.
Oleggio (No), 15 Aprile 2008
COMITATO NAZIONALE DI RICOSTRUZIONE
DEL
PARTITO COMUNISTA D’ITALIA
(MARXISTA-LENINISTA)
(A
questo appello aderisce La Linea Rossa del Partito Comunista
d’Italia (m-l) Genova)
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