|
DOTTORE IN EVASOLOGIA |
|
C’è un pilota di motociclismo che è un grande
nel suo ambito, e si chiama Valentino Rossi; c’è un ente statale che
si chiama Agenzia delle Entrate; c’è un quotidiano, il forzitaliota
“Libero”, che titola - il 9 agosto - “va bene evadere ma stavolta
hai esagerato”; c’è, infine, un ‘quotidiano comunista’ che, per
bocca di Francesco Paternò, assolve, almeno in parte, il dottore - è
laureato ad honorem all’Università di Urbino in Scienza della
comunicazione - perché «non paragonate Valentino agli evasori
sconosciuti e immensi che abbondano in questo paese, ha un’altra
faccia, lui viene da Tavullia che è un piccolo posto sconosciuto e
bello, pagherà se deve pagare, ma non crocifiggetelo». Di quanto straparla il quotidiano del Nano di
Arcore non ce ne frega nulla - in fondo fa parte del suo mestiere
giustificare i furbetti ed i furboni - ma che un quotidiano come “il
manifesto” assolva Rossi è una vergogna.
Il ‘centauro’ ha preso la residenza a Londra solo per
nascondere al fisco italiano i suoi, vergognosamente alti, guadagni: è
eticamente giusto che sia costretto a pagare i suoi debiti - che
ammonterebbero a circa 25 milioni di Euro, con conseguente multa di
circa 112 milioni - e che venga additato per quello che è: un LADRO,
uno che non paga le tasse in base ai suoi guadagni, ma soltanto per la
parte che a lui va bene. Non si tratta certo dell’unico lavoratore
autonomo che cerca di fregare il fisco italiano, e magari è stato pure
sfortunato per essere stato ‘beccato’ in mezzo a tanti evasori, ma
di questo si tratta, e deve essere trattato come qualunque altro evasore
fiscale, indipendentemente dai suoi indubbi meriti sportivi. Si vergognino Valentino Rossi, Libero, il
manifesto, e tutti quelli che assolvono il motociclista “perché così
fan tutti”: se non vogliono che paghi lui, che sborsino loro i soldi
della multa. Torino, 09 agosto 2007 |