ASTENSIONE IN CRESCITA? SI DIREBBE DI SI'!

 

(di Stefano Ghio - Torino)

 

 

Sul numero 0, dicembre 2005, della rivista Gramsci Oggi - Rivista di politica e di Cultura della Sinistra Milanese e Lombarda, alle pagine 10 e 11 si trova un articolo di Rolando Giai-Levra, presidente del "Centro Culturale Antonio Gransci", che contiene un passaggio che ritengo sia utile portare all'attenzione dei lettori.

Lo scritto ha come titolo: "Lavoro e produzione: la centralità dei lavoratori e la democrazia nei luoghi di lavoro" e ne riporto qui sotto fedelmente la parte che ritengo essere la più interessante.

La sinistra deve chiedersi: Qual è il concetto di democrazia che deve prevalere per la classe lavoratrice nei luoghi di lavoro e di produzione? Quale è il pensiero reale di quei lavoratori che non partecipando alle assemblee hanno voluto manifestare anche in quel modo la loro sfiducia ai modelli concertativi? Quale rapporto intercorre fra questi processi in fabbrica, il conflitto e la società? Attraverso queste riflessioni, forse, potremmo capire meglio il grave fenomeno dell'astensionismo che è cresciuto sempre di più nelle elezioni (la sottolineatura è nostra, n.d.a.) e che ha trascinato anche una parte consistente dei lavoratori. Un fenomeno che ha raggiunto ca. il 30% pari a 12 milioni di elettori che non vanno più a votare.

Questa riflessione dà totalmente ragione a quanti, come Proletari Comunisti, ritengono l'astensionismo in continua crescita; per converso sconfessa l'analisi effettuata dai Carc che ritengono, all'opposto, che l'astensionismo si vada riducendo, fino ad arrivare a sostenere la via parlamentare - si presenteranno alle elezioni del 9 aprile prossimo con una sedicente Lista Comunista - "per raccogliere le forze, e rompere il teatrino della politica borghese" (sic!).

Un'ultima annotazione si rende necessaria per sgomberare il campo da possibili equivoci e dispute: la rivista in questione non è scritta dai maoisti di Proletari Comunisti, ma da membri del PdRC, del PdCI, della sinistra DS, della CGIL e da altri riformisti di varie risme che non sono certamente tacciabili di voler polemizzare a tutti i costi con i Carc.

 

Torino, 25 gennaio 2006

 

 

 

INDEX