REVISIONISTI E IRRISPETTOSI
(di
Stefano Ghio - Torino)
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Sul n. 16 del
29.04.2004 de "Il bolscevico", organo del Partito
Marxista-Leninista Italiano (PMLI), si trovano alcuni articoli
che svelano chiaramente l'essenza revisionista di questa
organizzazione, nata nel 1969 come Organizzazione comunista
bolscevica italiana/marxista-leninista e derivante dall'allora
linea nera del P.C.d'Italia (m-l).
All'interno
dell'articolo a pagina 2, dedicato alla storia del 1° maggio, si
legge del ricordo di una manifestazione del 1969 a Firenze,
quartiere San Frediano, quando un comizio organizzato "dai
futuri fondatori del Partito, allora ancora nel P.C.d'Italia
(m-l), venne attaccato, con armi improprie, da una banda
squadristica di sedicenti marxisti-leninisti capitanati dai noti
provocatori Angiolo Gracci e Walter Peruzzi poi confluiti nel
Prc".
Innanzi tutto, ma
questo non è sintomo di revisionismo ma solo di mancanza di
rispetto per la memoria di un compagno ex comandante partigiano,
si definisce il compagno Comandante Gracco "noto
provocatore" infangando così la memoria di un grande
compagno marxista-leninista solo perché esponente della linea
rossa dell'allora P.C.d'Italia (m-l).
Secondariamente
è ridicola l'accusa di essere confluiti nel Prc come se fosse
chissà quale "leso marxismo-leninismo" quando,
nell'articolo a pagina 4 dedicato alla riunione dei militanti,
simpatizzanti e amici del PMLI dell'Emilia Romagna, si legge che
"Denis Branzanti, Responsabile regionale del Partito, ha
ringraziato tutti i partecipanti, evidenziando il fatto che
diversi nostri simpatizzanti sono nel contempo militanti o
simpatizzanti del Prc".
Da quanto sopra
citato fedelmente, si può dedurre che questi revisionisti sono
legati anche loro, come alcuni esponenti della linea rossa che
loro tacciano di essere dei provocatori, ai trotzkisti del Prc
come si evince dall'articolo dedicato alla visita a Capri da
parte del PMLI e del circolo "E. De Waure" del Prc per
rendere onore al compagno Lenin in occasione del 134°
anniversario della sua nascita, dove viene citata una
dichiarazione di Tonino Rezzuti, segretario Prc per Fuorigrotta,
nella quale egli sottolinea la "gioia di ricordare con i
compagni del PMLI il compagno Lenin"; all'iniziativa hanno
aderito diverse forze politiche tra cui il Pdci sezione
"Lenin" di Montecalvario.
Una domanda mi
sorge spontanea: come possono questi sedicenti (loro sì)
conciliare la loro battaglia astensionista, annunciata
nell'articolo già citato sulla riunione tenutasi in
Emilia-Romagna, con l'organizzazione di iniziative con coloro che
loro stessi definiscono, in una rubrica fissa interna al loro
settimanale, "I falsi comunisti"?