| Prefazione |
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A
oltre 40 anni dalla stesura del presente documento ed il quale nella sua
qualità di documento interno di partito è stato diffuso all’interno
dell’organizzazione e pertanto con una diffusione molto limitata,
viene oggi riproposto oltrechè in una veste tipografica migliorata per
la diffusione cartacea, questo reso possibile di chi tra i compagni oggi
può usare un moderno pc dotato di stampante, ciò che certo non poteva
fare con i modesti mezzi che il Compagno Biro (V. Paolo) aveva a
disposizione. Biro usò infatti allora una piccola macchina da scrivere
portatile Olivetti e tanta tanta pazienza unita alla sua innata
predisposizione di scrittore: nonostante il tempo e la qualità grafica
dell'originale il documento conserva inalterata tutta la sua validità
ed a nostro giudizio la sua sorprendente attualità! La
distruzione della patria dei Soviet, la scomparsa del Campo Socialista e
delle Democrazie popolari ad Est, grazie alla definitiva capitolarda
politica di Gorbaciov, e con la caduta del muro di Berlino, hanno fatto
definitivamente cadere la maschera ai rinnegati revisionisti in tutto il
mondo! In
Italia il vecchio PCI, ormai definitivamente caduto nelle mani dei
revisionisti inizialmente definito dal Sig. Occhetto "Nuovo",
in seguito si è trasformato nella " COSA ", con
un 'modus operandi' che ormai nulla aveva più da condividere con il
Partito di Gramsci, mentre alla sua sinistra si andava formando una
organizzazione detta di rifondazione comunista, il PRC appunto, che avrebbe
dovuto essere l’erede storica del PCI "antelitteram", a
tutt’oggi risulta essere tutt’altra cosa rispetto ad una vera
organizzazione di classe, l’impressione è che ha adempiuto nel
sociale al vuoto lasciato libero dal Sindacato, come la CGIL appunto,
organismo ormai subordinato alle istituzioni borghesi, ma.. questo di
certo non ha reso, il Prc l’erede del partito Comunista Gramsciano,
del resto grazie alla degenerazione consolidata dalla segreteria
Bertinotti, dopo l'avvio della breve parentesi Garavini su questa
strada, lo si era ben compreso. Lo si era ben compreso e vissuto
all'interno, ed oggi RC/SE con il passaggio dell'infausto segretario
alla carica istituzionale nel governo dell'unione presieduto dal
democristiano Prodi è palesemente allo scoperto e senza alcuna ombra di
dubbio a confermare che la rifondazione era un progetto che costoro
avevano progettato già prima della svolta della Bolognina con l'unico
scopo di imbrigliare la sinistra di classe e di isolare la componente marxista
leninista. Analisi confermata, se già non era sufficiente, dal fatto
che la cosiddetta rifondazione ha pure subito una scissione con la
riproposta della fotocopia di un PCI che ora si chiama PdCI: già
all'interno, al vertice non andavano daccordo gli ex revisionisti,
meglio quindi riproporre qualcosa di simile al PCI, anche nel simbolo.
E... l'inganno continua! La
formazione elettorale rifondarola che abbiamo già indicato e analizzato
politicamente con il metro della dialettica marxista, oggi sappiamo
essere null’altro che una confederazione, anzi un contenitore a
"Sinistra" mantenuta appositamente eterogenea nella sua
conformazione, e la sua attuale dirigenza, parte transfuga del PCI e di
altri gruppi dell'area trozkista, è formata da personaggi che mai
presero posizione, all’interno della stessa, contro il dilagare del
costume borghese infuso dalla degenerazione revisionista. Meno
eterogeneo il Pdci voluto da Cossutta ma pur sempre un contenitore,
nient'altro che un contenitore in mano dei guitti imbonitori di turno. Il
Documento che vi apprestate a leggere è in questo profetico, ma... non
perchè lo stesore sia dotato di mistici poteri divinatori, il fatto è
che il Compagno Paolo usando la logica materialista ha analizzato da
Marxista e da Leninista il processo di trasformazione che stava
iniziando ad evolversi nel partito e lo denunciò apertamente nelle
assemblee e dibattiti del tempo, arrivando poi alla conclusione (allora)
che non era più possibile lottare per il Socialismo nel PCI. Quello
che non hanno mai fatto fior fiore di dirigenti, unica eccezione
possiamo annoverare Il Compagno Pietro Secchia, non arrivando però al
definitivo distacco dal partito: ma... questa è altra storia! Terminando
auguriamo al compagno lettore di non abbandonare mai lo studio e
l’approfondimento analitico, innanzitutto delle cause oggettive che
hanno arrecato, arrecano e arrecheranno, danno alla causa del
Socialismo, questo nella prospettiva di dare il massimo contributo alla
ricostruzione del Partito Comunista Marxista-Leninista. Il contributo
di ogni sincero Comunista, di ogni marxista e leninista è necessario,
necessario come l’essere riusciti a salvare al degrado del tempo
questo documento è già di per sè un contributo da non sottovalutare! (per la ricostruzione del Partito Comunista Marxista_Leninista)) Genova, 24 settembre 1998 (presentazione della prima edizione telematica, rivista sull'originale cartaceo, a cura di Luciano Bezerédy) Genova,
settembre 2007 (*) |
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