Comunicato della " Associazione Naz. Pietro Secchia " in Roma
IL PCI e' il nostro partito
Stiamo spiegando perche' il PCI e' il nostro Partito.
Prima di tutto perche' qualsiasi Partito comunista che sia tale di nome e di fatto non puo' che essere della classe operaia, dei lavoratori e degli strati piu deboli della popolazione. E questo noi siamo!
In secondo luogo diciamo che il PCI e' il nostro partito perche' e' a noi che serve il Partito comunista. Ai benestanti, alla borghesia, sia essa piccola, media o grande, il PCI non serve.
In terzo luogo diciamo che il PCI e' il nostro partito in quanto noi lavoratori abbiamo una sola speranza per essere riconosciuti come soggetto politico: avere una nostra forte e disciplinata organizzazione cosi come ci ammoniva il grande dirigente comunista Pietro Secchia:
"Per i capitalisti l'operaio è considerato un uomo soltanto nella misura in cui è organizzato ed è forte la sua organizzazione"
E' talmente vivo il bruciore sulla nostra pelle per le bastonature subite a causa della mancanza della nostra organizzazione che ormai questo concetto lo abbiamo assimilato definitivamente..
In ultimo ma non ultimo, diciamo che il PCI e' il nostro partito in quanto
noi lo abbiamo costruito. Noi abbiamo dedicato alla sua costruzione giornate e giornate di lavoro, sacrifici, lacrime e sangue. Noi lavoratori abbiamo lasciato sulla strada della sua costruzione centinaia e migliaia di morti in Italia e nel mondo che ci ordinano di non abbandonare, ci ordinano di continuare.Abbiamo creduto ad un certo punto di aver fatto il
"grande partito" indistruttibile dall'attacco di qualsiasi nemico esterno. Ed invece il nemico era annidato all'interno. Ci siamo adagiati stanchi e soddisfatti del lavoro compiuto. E i soliti profittatori ci hanno espropriato del nostro avere.Sull'altare della "democrazia", ragazzotti di ogni genere politico e sociale, figli modello di padri
"stalinisti", si sono messi al lavoro contro "gli antidemocratici". Sull'altare della "democrazia" le nostre "man callose" hanno saputo solamente battere i pugni sui tavoli mentre altri ci derubavano. Sull'altare della "democrazia" e per un falso senso dell'unita' del partito non abbiamo usato i pugni e i "democratici" hanno dirottato il Partito su altre sponde.Quando ci siamo accorti che il frutto del nostro lavoro ci era stato sottratto, era troppo tardi.
Non abbiamo potuto far altro che rassegnarci. Scoraggiati abbiamo abbandonato la lotta e questo e' quello che volevano. Quando ci siamo rimessi in movimento l'abilita' spietata dei "professionisti della politica" ci ha di nuovo usati per scipparci ancora del nostro lavoro.
E questo secondo esproprio l'ingordo e insaziabile "professionista" lo ha consumato in tempi smisuratamente brevi realizzando due scissioni in poco piu' di sei anni.
Ci siamo fermati a meditare, e abbiamo meditato:
Il Partito comunista c'e'!
Il Partito Comunista siamo noi!
Ridiventera' forte con la lotta intransigente, inesorabile dei lavoratori contro tutti gli opportunisti.
Non piu isolati, non piu' ingenui, temprati come l'acciaio dalle sconfitte e dagli inganni subiti, non ci faremo fuorviare da incantatori vari, siano essi di governo o di opposizione.
Compagni,questo nuovo incantesimo che alcuni stanno magheggiando mascherandolo di un "ribellismo" parolaio che non si vede e' una nuova "ninna nanna" ad uso e consumo della borghesia ed e' per questo che noi diciamo che i dirigenti di Rifondazione comunista sono piu' pericolosi di altri dirigenti "comunisti" e che il tutto e' un unico "concerto" il cui fine e' quello di ostacolare la riorganizzazione dei lavoratori comunisti.
VIVA IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO
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