La maledizione del Che
Di Roberto Zanini
Da "Il Manifesto" del 9 marzo 2000
Le foto mostrano il corpo sdraiato sulla schiena, flash di fotografi boliviani incalliti dagli anni illuminano l'asfalto di una strada del quartiere bene di La Paz, un lembo di marciapiede zeppo dl poliziotti. Ciò che resta di un uomo con il ventre squarciato e il sangue che ancora cola dalle orecchie, Antonio Arguedas Mendieta è stato ritrovato così, la notte del 22 febbraio, dopo che un'esplosione poderosa aveva distratto dalla cena gli abitanti del barrio d’Obrajes, residenza di benestanti ed ex presidenti. In tasca aveva una carta d'identità fasulla col nome di un morto da vent'anni. Ma anche Antonio Aiguedas aveva cominciato a morire tanti anni fa! precisamente l'8 ottobre del '67 alla Quebrada del Yuro, quando i rangers boliviani catturarono Ernesto Guevara.
L'uomo saltato in aria con la sua stessa bomba era stato ministro dell'interno della Bolivia di Renè Barrientos nel '67. Era stato anche comunista e aveva tradito, era andato negli Stati uniti e aveva convinto tutti di essere entrato nella Cia, si era laureato in giurisprudenza facendo il militare, era divenuto così potente che, dicevano, lo stesso Barrientos gli doveva il posto Quando Guevara entrò in Bolivia per la sua tragica spedizione, Arguedas conosceva nome per nome l'intera rete del Pc boliviano, compresa quella clandestina che aiutò il Che nella sua ultima danza con la morte, E la distrusse con metodo, tenacia e crudeltà, fino ad isolare Guevara e i suoi compagni nella gola in cui furono catturati e assassinati. I soldati boliviani gli consegnarono le mani tagliate del Che, il calco in gesso del suo volto e il diario della spedizione boliviana, preventivamente fotografato dall’agente della Cia Felix Rodriguez.
Per motivi obliqui e misteriosi, Arguedas fece consegnare i diari e le mani a Fidel Castro, a Cuba. Fidel ne ordinò la pubblicazione e scelse gli editori per l'Europa. Maspero in Francia, Ruedo Iberico per la Spagna franchista, Trinkot per la Germania federale, Feltrinelli per l’Italia.
Feltrinelli che conosceva Fidel e aveva pubblicato, per primo, lo splendido ritratto di Alberto Korda, che da allora e per sempre il volto del Che, l’icona del nostro santo laico. Feltrinelli, ucciso a sua volta da un’ordigno sotto il traliccio di Segrate nel ’72.
Chi conosceva Argudas dice che non è morto per caso, che lo hanno ucciso e poi fatto esplodere insieme alla bomba. Troppi misteri intorno a quest'uomo di cui da trent'anni si sapeva poco o nulla, salvo che faceva l'avvocato ed era ricercato in Bolivia come capo di una banda di sequestratori a scopo di estorsione. Un delinquente comune, insomma, che a suo tempo diceva di avere prove del coinvolgimento della Cia nella caccia e nell'esecuzione del Che, e forse per questo aveva salvato la pelle nei molti golpe successivi a quello di Barrientos. Il suo migliore amico, il giornalista Victor Zannier (l’uomo che portò i diari a Santiago del Cile, poi a Mosca e infine a Cuba, e che ora vive tranquillo a Cochabamba, seppellito nelle Ande boliviane) afferma di non credere nemmeno al fatto che nella casa di Arguedas a La Paz siano stati ritrovati decine di chili di esplosivo e volantini di un gruppo terrorista di destra chiamato C4. Una montatura del governo dice. L'unica cosa vera che Arguedas è morto, e i suoi misteri con lui. Aveva 71 anni.
E su quel marciapiede di La Paz si conclude, forse. la leggendaria "maledizione del Che". Come se il fantasma del guerrigliero argentino tornasse periodicamente sulla terra per presentare il conto ai propri assassini, tutti coloro che ebbero a che fare con la sua morte sono stati vittime di incidenti, giustiziati dagli eredi della guerriglia o eliminati da gruppi di destra, sono stati deportati, si sono ammalati, sono stati picchiati a morte dai propri stessi compagni. Il traditore Honorato Rojas, il campesino che denunciò i guerriglieri, fu giustiziato con due colpi alla testa da un commando del risorto Ejercito de liberacion nacional, che andò a cercarlo nel piccolo ranch, che gli aveva regalato il presidente Barrientos. Lo stesso presidente precipitò in elicottero nel '69 e morì carbonizzato. Il tenente Edoardo Huerta il primo ufficiale che aveva partecipato alla cattura del Che, mori in un incidente d'auto nell'ottobre del '70. Il colonnello Andres Selich, che aveva schiaffeggiato il Che prigioniero prima che lo ammazzassero, fu bastonato a morte da agenti del servizio segreto militare che lo sorpresero a tramare uno dei tanti golpe che formano la storia della Bolivia il capo del servizio segreto, tenente Roberto Quintanilla, fu ucciso ad Amburgo nell'aprile del '71 da una militante dell'Eln. L'agente della Cia Felix Rodriguez cominciò a soffrire di asma, la stessa malattia del Che. Il capo di stato maggiore Juan José Torres, che sottoscrisse l'ordine di uccidere il Che, fu assassinato a Buenos Aires da un'organizzazione argentina di estrema destra. Il generale Joaquin Zenteno Anaya, che aveva trasmesso l'ordine, fu ucciso a Parigi da un fantomatico "commando Che Guevara" che nacque e scomparve in quell'azione. Il capitano che catturò il Che, Gary Prado, fu colpito alle spalle da un suo stesso soldato nell'81 e da all’ora vive su una sedia a rotelle. Lo stesso Antonio Arguedas scampò a un attentato davanti a un albergo di La Paz e gli fecero saltare in aria la casa: sparì per trent’anni ed è riapparso il 22 febbraio, morto.
Solo del sergente Mario Teran, l'uomo che ha eseguito l'esecuzione del Che, non si sa più nulla, Secondo la biografia di Ernesto Guevara scritta da Paco Taibo II, vaga alcolizzato per le strade di Cochabamba con un incubo che lo perseguita, sempre lo stesso; quello di un guerriero che corteggiava la propria morte.