Breve storia del movimento operaio
e della sinistra italiana
Dal 1922 al 1939
LE TEORIE GRAMSCIANE DEL PARTITO
L'INTELLETTUALE
COLLETTIVO - L'UOMO NUOVOLA COSTRUZIONE DEL SOCIALISMO IN UN SOLO PAESE
Breve cronologia degli avvenimenti a cura della Linea Rossa genovese)
1922-1930 - Prima parte
|
1922 1923 |
Conferenza dei partiti comunisti e dei sindacati rivoluzionari dell’Europa centrale ad Essen, sulla questione tedesca. Conferenza internazionale contadina a Mosca e costituzione del Consiglio internazionale contadino. Con la fine del ‘23 il movimento comunista internazionale registra due gravi sconfitte, in Germania e in Bulgaria, e vede aprirsi una lotta aspra ai vertici del partito bolscevico. Trotzkij invia una lettera alla Pravda ponendo in modo aperto una serie di temi che coivolgono l’intero movimento comunista. Egli solleva le questioni relative al rapporto tra centralismo e democrazia, tra la vecchia guardia bolscevica e i nuovi quadri, tra il potere dell'apparato, col pericolo di burocratizzazione che esso comporta, e una libertà di critica che non sconfini nel frazionismo, aprendo così le conflittualità contro il cosiddetto triunvirato: (Zinoviev, Kamenev e Stalin) che è alla guida del partito bolscevico. A partire da novembre, Zinoviev, sconfessando le risoluzioni del 4° Congresso dell’Internazionale, compie una evoluzione che lo porta ad attaccare la socialdemocrazia quale ala del fascismo, e, rispetto alla sconfitta tedesca, accusa di incapacità non solo l’intero partito di quel Paese, ma la stessa direzione dell’Internazionale. Ricostituzione dell’Internazionale socialista ad Amburgo che prende il nome di Internazionale operaia socialista (Ios), nella quale riconfluisce, accanto ai laburisti e ai socialdemocratici, l’Internazionale due e mezzo, ne diviene segretario Friedrich Adler. In quasi tutti i Paesi europei, e per un periodo abbastanza lungo, il peso politico, elettorale e sindacale dei partiti che si richiamavano alla Ios sarà decisamente maggiore di quello che vantano i partiti comunisti raggruppati nella 3a Internazionale. Infatti, nel periodo 1923-30, le organizzazioni facenti capo alla Ios contano complessivamente più di 6 milioni di aderenti e di più di 25 milioni di elettori: quasi dieci volte tanto quanto esprimono in termini organizzativi ed elettorali le formazioni aderenti alla 3a Internazionale, escluso ovviamente il Partito comunista sovietico. La non trascurabile forza dell’Internazionale sindacale riformista ha consentito, tra l’altro, la conquista di importanti risultati per il movimento operaio come, ad esempio, la generalizzazione dei contratti di lavoro collettivi, l’estensione delle assicurazioni sociali, l’introduzione o il perfezionamento di altre misure di legislazione sociale, come le ferie pagate, l’indennità di licenziamento, gli assegni familiari. L’egemonia riformista sulla classe operaia conosce una crisi profonda solo quando scoppia la crisi economica mondiale e di questa caduta d'influenza la 3a Internazionale ne beneficerà solo in modo parziale. A Berlino, gli anarco-sindacalisti europei e latino-americani costituiscono l’Associazione internazionale dei lavoratori. Spaventosa inflazione in Germania. In ottobre i comunisti entrano nei governi regionali della Sassonia e della Turingia. Essi si pongono l’obiettivo di costituire una base territoriale per l’insurrezione armata, secondo quanto era stato deciso dall’Esecutivo dell’Internazionale. Ma alla proclamazione dello sciopero generale i socialdemocratici e la direzione della Kpd fanno marcia indietro; ne consegue lo stato d’assedio e la fine della crisi rivoluzionaria; il Partito comunista tedesco viene messo al bando. In novembre, a Monaco di Baviera, Hitler promuove il putsch della birreria che fallisce clamorosamente. In Austria, alle elezioni, il partito socialdemocratico avanza e ottiene oltre 1.300.000 voti, mentre Vienna diventa rossa. Successo dei laburisti alle elezioni in Inghilterra. Sciopero generale insurrezionale a Gracovia, in Polonia. Dittatura militare in Spagna. Nei Paesi Bassi viene riconosciuto il voto alle donne. In Urss, Lenin è gravemente malato, Stalin viene eletto segretario generale del Partito comunista. Si forma il triunvirato: Stalin, Zinoviev, Trotzkij. Vittoria elettorale dell’Unione dei contadini in Bulgaria (Alexander Stamboliskij capo del governo) e successivo colpo di Stato. Fallisce un tentativo insurrezionale dei comunisti. In Cina, su indicazione del Comintern, il Pcc collabora con il Kuomintang. In Giappone si costituiscono le leghe contadine. Sciopero dei ferrovieri in Indonesia. In Messico viene assassinato Pancho Villa. L’esercito italiano occupa Corfù. In Italia viene approvata la nuova legge elettorale che assegna i due terzi dei seggi a chi otterrà la maggioranza oltre il quorum del 25%. I salari subiscono riduzioni che vanno dal 20 al 50%. La CGL è ridotta a 150.000 iscritti (nel ‘21 erano più di 2 milioni), la CIL ne conta 300mila (contro i 900.000 di due anni prima). Per contro, le corporazioni fasciste (i sindacati del regime) raggruppano 1.295.000 lavoratori, per il 60% nelle campagne e per il 15% tra gli impiegati pubblici e privati. 20° congresso del Psi a Milano. Gli iscritti sono 10.250. Alleato con Vella, ottiene la maggioranza Nenni che afferma: il nostro pensiero è e rimane un pensiero rivoluzionario nell’ambito della 3a Internazionale. A metà agosto, però, dopo aver radiato Serrati e i membri della frazione terzina, egli rompe con Mosca. La fusione tra Pcd'I e Psi preordinata dal Comintern si rivela impossibile. Non solo tra i due partiti continuano a sussistere le incompatibilità e dunque le non volontà unitarie (in seno al Psi capeggiato da Nenni si costituisce addirittura un Comitato nazionale di difesa socialista, mentre il gruppo dirigente comunista si dimostra sempre meno incline all’operazione), ma a impedirne la realizzazione interviene la macchina della repressione fascista. Infatti, i firmatari del manifesto, stilato a Mosca e pubblicato sull’Avanti!, il quale annuncia la fusione e contiene un appello antifascista, vengono denunciati dopo di che si scatena un’eccezionale ondata di arresti e di persecuzioni. Tra gli altri, vengono arrestati Bordiga e Grieco. Scrive Terracini in una lettera datata 13 febbraio ‘23: Nello spazio di una settimana la polizia ha arrestato oltre 5.000 compagni fra i quali tutti i segretari delle nostre federazioni, tutti gli organizzatori sindacali comunisti, tutti i nostri consiglieri comunali e provinciali. Inoltre essa è riuscita ad impadronirsi di tutti i nostri fondi... Di fronte a una possibile fusione tra Pcd'I e Psi, il governo di coalizione ha lasciato carta bianca a Mussolini. Decapitato il gruppo dirigente, nell’esecutivo del Pcd'I vengono cooptati Togliatti e Scoccimarro, mentre la struttura organizzativa viene rivoluzionata attraverso la creazione di cinque interregionali grandi zone dirette ognuna da un funzionario qualificato. Mentre la direzione di Togliatti, condivisa anche da Tasca, garantisce un assiduo lavoro organizzativo, sul piano dell’indirizzo politico la situazione resta incerta e contraddittoria. In aprile gli iscritti al partito sono 5.000 o poco più; in novembre ammontano esattamente a 8.619. La maggioranza dei comunisti continua a essere convinta che, in vista dell’acutizzarsi delle contraddizioni del potere fascista sia pregiudiziale creare l’unità della classe operaia attorno al Pcd'I sgombrando il campo dall’equivoco socialista. La contrapposizione alle posizioni del Comintern è dovuta a una diversità di valutazione circa la prospettiva. Quest’ultimo, infatti, teme che ci si trovi alla vigilia di un nuovo conflitto europeo il quale potrebbe risolversi in un rinnovato assalto militare alla giovane repubblica dei soviet. La differenza di orientamenti che si determina non è però tollerata a Mosca e mentre Zinoviev accusa di doppiezza lo stesso Gramsci, l’esecutivo dell’Internazionale pone in termini drastici il ricambio degli organi dirigenti del Pcd'I. Viene proposto che Bordiga (ancora recluso a Regina Coeli) e Terracini entrino a far parte del Presidium dell’Internazionale, mentre a dirigere il partito in Italia siano riconfermati Togliatti, Scoccimarro e Fortichiari, affiancati però da Tasca e Vota che sono membri della minoranza i quali concordano con le posizioni di Mosca. Mentre Terracini si reca a Mosca, Bordiga, dal carcere fa sapere di non accettare tale imposizione e si dimette dal comitato centrale. Togliatti, Tasca, Leonetti, unitamente ad altri dirigenti, vengono arrestati. Saranno rilasciati a fine anno, poco dopo la scarcerazione di Bordiga. A fine anno Gramsci, dopo una malattia, si trasferisce a Vienna e da lì incomincia a costruire quella svolta che porterà alla formazione di un nuovo gruppo dirigente di centro il quale si collocherà appunto tra la sinistra di Bordiga e la destra di Tasca. |
|
|
1924 |
24 gennaio 1924, Muore Lenin. 5° Congresso del Comintern. All’assise sono presenti 406 delegati, giunti da 41 Paesi in rappresentanza di 51 partiti. Dopo le sconfitte del ‘23 la situazione è profondamente mutata e le prospettive rivoluzionarie si sono fatte fosche. Se nel ‘19-20 la 3a Internazionale indicava ai partiti comunisti l’obiettivo di una rivoluzione immediata, ora si deve fare i conti con una prospettiva di più lungo periodo e perciò viene dato inizio alla bolscevizzazione del movimento. Nasce così il partito di tipo nuovo, quello fondato sul centralismo democratico, con un’organizzazione imperniata sulle cellule di fabbrica, retto da un apparato di rivoluzionari professionisti e dotato di una precisa dottrina ideologica: il marxismo-leninismo. In sostanza, per il Comintern non si tratta solo di rendere i partiti comunisti più simili a quello bolscevico, ma anche di attrezzarli in modo tale che essi possano durare in condizioni non rivoluzionarie. Ne consegue un richiamo molto forte alla disciplina e all’accentramento che va posto in stretta relazione anche con la lotta che il partito russo sta conducendo contro il frazionismo diffuso nelle sue proprie file. Il Comintern, secondo il nuovo indirizzo, deve diventare un partito mondiale, omogeneo, comunista, bolscevico, leninista. Il relatore Zinoviev sostiene che i fascisti sono la mano destra e i socialdemocratici la mano sinistra della borghesia e che la socialdemocrazia è divenuta un’ala del fascismo.... perciò nessuna alleanza politica va stretta con altre formazioni se non in casi eccezionali. E poi aggiunge: l’era democratico-pacifista è l’indice del deperimento del capitalismo, del suo declino e della sua crisi irrimediabile. Tutto ciò che fanno Mussolini e Poincaré (statista francese di destra) da una parte, MacDonald (laburista inglese) ed Herriot (radicale francese) dall’altra, favorisce la rivoluzione proletaria. O che essi imbocchino la via della "democrazia" oppure quella del fascismo, poco importa. Essi, tutti quanti, portano l’acqua al mulino della rivoluzione proletaria . Stalin, a sua volta, teorizza che nella attuale fase di accerchiamento capitalista è possibile la realizzazione del socialismo in un solo paese e si scontra aspramente con Trotzkij. L’idea, del resto, che la costruzione del socialismo in Urss sia la condizione dell’emancipazione del proletariato su scala mondiale è già largamente diffusa nel movimento. Dal congresso del Comintern, il delegato Bordiga viene invitato per la seconda volta a far parte della direzione dell’Internazionale. Questa volta egli pare intenzionato ad accettare la proposta, escludendo però una sua presenza nel gruppo dirigente del Pcd'I. Le cose, come vedremo, non andranno così. Per il momento la questione italiana sembra essere risolta, almeno sul piano organizzativo. L’Urss ristabilisce i rapporti diplomatici con tutte le maggiori potenze capitalistiche ad eccezione degli Usa. Nel Paese, intanto, si registrano importanti progressi in campo civile e culturale: viene compiuto uno sforzo eccezionale per debellare l’analfabetismo; viene introdotta una legislazione sociale avanzata; viene rifondato il diritto di famiglia che determina nuovi rapporti tra i coniugi e tra genitori e figli. Si registra però anche un acutizzarsi della crisi economica e dello squilibrio fra industria e agricoltura. In Inghilterra si costituisce il primo governo con i laburisti il quale riconosce l’Urss. Alle elezioni di fine anno, però, i conservatori riconquistano la maggioranza e riconquistano il potere. In Francia viene costituito il cartello delle sinistre che vince alle elezioni. Pure il governo francese riconosce l’Urss. Proclamazione della Repubblica in Grecia. Repubblica popolare in Mongolia che rappresenta il primo Stato di democrazia popolare in Asia. In Cina i comunisti entrano nel Kuomintang, il partito nazionalista. Poco dopo, però, il Kuomintang bianco di Shanghai si scontra con il Kuomintang rosso di Canton rendendo difficile la coesistenza. Negli Stati Uniti vengono riconosciuti i diritti di cittadinanza agli indios . Haya de la Torre fonda, in America Latina, l’Alleanza popolare rivoluzionaria americana (unità fra nascente proletariato e studenti). A Cuba si costituisce il Partito socialista popolare (comunista). Guerra civile in Brasile. L’Italia si annette Fiume. Sul fronte economico-sociale viene abrogata la legge sulla nominatività dei titoli azionari; vengono introdotte modifiche nel sistema tributario che favoriscono gli investimenti; viene ridotta l’imposta sul reddito e sulle nuove costruzioni industriali; viene decretato lo sblocco degli affitti; si compie la privatizzazione delle assicurazioni sulla vita e dei telefoni; viene bloccato qualsiasi progetto di riforma agraria e ristabilita la libera disponibilità dei fondi. Il comitato centrale del Pcd'I, in previsione delle elezioni di aprile, delibera di proporre ai partiti proletari italiani di aderire a un accordo per la presentazione di una lista comune di ‘unità proletaria’ e per un’azione di cui la lotta elettorale non deve rappresentare che il momento iniziale. La proposta è scartata a priori dal Psu di Turati e Matteotti, mentre i socialisti massimalisti assumono inizialmente una posizione interlocutoria, ma poi se ne disinteressano. Il disegno tattico del Pcd'I è comunque quello di mettere una pietra tombale sulla ipotizzata fusione affrettando, anzi, con lo schieramento elettorale proposto, l’incorporazione dei terzini la cui consistenza si è nel frattempo ridotta a poco più di 2.000 iscritti. Mentre il Comintern appoggia pienamente tale disegno, Bordiga si pronuncia contro. Il 12 febbraio, a Milano, iniziano le pubblicazioni dell’Unità che tirerà 20-25 mila copie; di 6.000 copie sarà invece la tiratura di Ordine nuovo. Tra febbraio e marzo Gramsci, ancora a Vienna, riesce a trascinare con sé tutti i compagni che gli hanno mosso varie obiezioni (da Terracini, che non è affatto convinto della giustezza delle critiche rivolte all’indirizzo politico del passato, a Togliatti , a Scoccimarro, ad altri ancora). Il gruppo di centro si sta dunque formando nel partito e lo compongono uomini che, quasi tutti, provengono proprio da quell’esperienza torinese di cui Gramsci è stato l’animatore. Questi intende allargare la sfera dirigente del Pcd'I ed è impegnato a studiare concretamente che cosa significhi per le regioni del Mezzogiorno una piattaforma federativa, come curare la collaborazione di intellettuali non iscritti, come suscitare, attraverso nuovi strumenti organizzativi e propagandistici, l’embrione di una futura organizzazione dei Consigli di fabbrica. L’elemento federativo viene inquadrato da Gramsci nel contesto di alleanze e di un movimento nazionale capaci di affrontare la questione dei contadini poveri del Mezzogiorno, impedendo così che le spinte centrifughe si risolvano in atti di separatismo. In primavera, il partito, che conserva la sua struttura illegale, conta 12mila membri, è composto per il 95% da operai e contadini e vanta 815 sezioni territoriali che funzionano quasi del tutto clandestinamente. Il giovani iscritti alla Fgcd'I, la quale si avvia alla fusione con i giovani terzini sono 5mila. Alle elezioni che si svolgono in aprile la lista nazionale del fascio littorio riporta 4.305.936 voti (66,9%) e conquista 356 seggi ai quali ne vanno aggiunti altri 19 conseguiti da una lista fascista bis presentata per rubare voti alle minoranze. Le altre formazioni ottengono: 637.649 voti e 39 deputati i Popolari; 415.148 voti e 24 eletti i Socialisti unitari; 341.528 voti e 22 deputati i massimalisti; 268.191 voti e 19 eletti i comunisti che si sono presentati con i terzini, quindi altre formazioni minori. Tra i comunisti viene eletto anche Gramsci che rientrerà in Italia ai primi di maggio. In occasione del 1° maggio, festa del lavoro abolita da Mussolini, il Pcd'I propone a Psi e Psu l’organizzazione di una manifestazione unitaria, ma questi si dicono contrari. Identica posizione assume la CGL. A metà maggio, sui monti di Como, viene convocato un convegno clandestino cui partecipano, oltre al gruppo dirigente centrale, anche tutti i segretari di federazione. Il partito si presenta diviso in tre correnti:
Il dibattito ricalca le polemiche di sempre. Di nuovo c’è solo la presa d’atto, tramite gli interventi dei segretari di federazione, dello stato d’animo della base del partito e cioè: irritazione per il sorgere di frazioni nell’organizzazione, sorpresa per i dissensi interni che erano ignorati quasi del tutto, ostilità nei confronti della destra e diffidenza verso l’atteggiamento equivoco del centro. Bordiga, in conclusione, resta l’uomo che offre alla base la schematizzazione più semplice e accessibile; i quadri federali sono in grande maggioranza con lui e lo considerano l’espressione naturale della tradizione del partito. 35 segretari di federazione su 45 e 4 segretari interregionali su 5, più il segretario della Fgcd'I, si schierano con la sinistra; il centro prende addirittura meno voti della destra. In giugno, Mussolini fa assassinare Giacomo Matteotti, segretario del Psu, dopo che questi aveva denunciato alla Camera i brogli elettorali fascisti. I socialdemocratici, gli amendoliani e i popolari decidono a quel punto di ritirarsi sull’Aventino. Questa tattica durerà fino al gennaio‘25 e rappresenterà non solo una dimostrazione di impotenza, ma un vero e proprio fallimento politico della strategia di questi partiti. Riformisti e massimalisti circoscrivono il fenomeno fascista nei margini di un’esplosione di violenza temporanea, contando così su un ravvedimento democratico della borghesia, e intanto si mettono da parte. Il comportamento della CGL, invece, è da giustificarsi col fatto che nei suoi dirigenti era maturata l’ambizione di trasformare l’organizzazione in partito del lavoro nella prospettiva di dare poi corso a una grande operazione trasformistica, visto che Mussolini si era mostrato interessato a imbarcare nel suo governo qualche esponente della stessa CGL. Dopo avere rotto con il Comitato delle opposizioni, il Pcd'I proclama per conto suo uno sciopero generale che però viene attuato soltanto da una piccola minoranza di classe operaia e da nuclei di lavoratori della campagna. Le masse operaie della Fiat di Torino e quelle delle grandi fabbriche di Milano e di Genova, infatti, non si muovono. In agosto Gramsci viene eletto segretario del Pcd'I e in quello stesso comitato centrale egli afferma: Il regime fascista muore perché non solo non è riuscito ad arrestare, ma anzi ha contribuito ad accelerare la crisi delle classi medie iniziatasi dopo la guerra. Il nuovo esecutivo del partito svolge una grande attività, riesce a reclutare nuovi compagni (da 12.000 iscritti si passa a 20.000 nel giro di pochi mesi) e porta a compimento la fusione con i terzini che arrecano circa 2.000 nuovi militanti tra i quali, oltre a Serrati, ci sono Di Vittorio, Li Causi e Novella. In autunno gli iscritti risulteranno essere addirittura 25.000: 15mila al Nord, 5mila nell’Italia centrale e 5mila nel Mezzogiorno e nelle isole. l’Unità tira 40.000 copie, Lo Stato operaio 10.000, Il seme 7.500, Avanguardia 15.000, L’Ordine nuovo 5.000 e La Compagna pure 5.000. In estate inoltrata, i partiti d’opposizione fanno i conti e accertano che, come forze militari essi avrebbero a disposizione, in tutto, 7mila uomini, di cui 4mila comunisti, oltretutto con insufficienti armamenti, a fronte dell’esistenza di 300mila camice nere ben equipaggiate e in armi, distribuite su tutto il territorio nazionale, a disposizione di Mussolini. In ottobre, quando i comunisti decidono di inviare in Parlamento un solo deputato, l’operaio Repossi, come semplice atto dimostrativo e per porre sotto accusa il fascismo, oltreché utilizzare la tribuna al fine di agitare le masse, il presidium del Comintern si oppone fermamente a quella decisione. Togliatti risponde allora a Mosca che i comunisti italiani reputano che gli organi dirigenti delle sezioni del Comintern non debbano mai considerarsi come semplici ‘esecutori’ degli ordini che giungono dal Presidium. Sul piano dell’iniziativa politica viene lanciata la proposta dei Comitati operai e contadini che, secondo il Pcd'I, devono sorgere sul luogo di lavoro, nelle fabbriche, nei laboratori, nei campi, nel rione, nel villaggio come embrioni dei soviet e devono essere eletti direttamente dalle masse. In novembre le forze asserragliate sull’Aventino e rappresentate da Treves, Amendola, Gronchi e De Gasperi, lanciano un manifesto al Paese per la soluzione della crisi e chiedono l’intervento del re perché sia sciolta la Camera dei deputati e siano convocate nuove elezioni garantite da un altro governo. Il Vaticano, da parte sua, guarda con sempre maggior interesse al governo fascista e costringe don Luigi Sturzo a dimettersi dal Partito popolare e a prendere la via dell’esilio. A riguardo delle fughe all’estero, viene stimato che i proletari emigrati sino a quel momento dall’Italia per ragioni politiche siano più di 100mila. Al congresso che si tiene a Milano, in dicembre, la CGL registra 269.754 iscritti, di cui i riformisti controllano 153.316 voti, i massimalisti 54.792 e i comunisti solo 33.596. Nel corso di poco tempo la Federterra è scesa da 164.882 iscritti a poche migliaia; la Fiom da 72.295 a 12.000; la Fiot da 43.667 a 12.000; la Federchimici da 33.095 a poche migliaia; il sindacato ferrovieri da 115.000 a poco più di 6.000; la Federlegno da 14.004 a 5.000. |
|
|
1925 |
A una sessione dell’esecutivo allargato dell’Internazionale, Zinoviev, nel prendere atto della relativa stabilizzazione economica del capitalismo in Europa, ammette che da parte dei comunisti è stato compiuto uno sbaglio, come Lenin, anzi come Marx, circa la valutazione dei tempi della rivoluzione internazionale e che la seconda tappa non è necessariamente la Germania. A quel punto egli riversa le speranze sulla sinistra laburista inglese per rianimare la speranza che l’Inghilterra possa divenire il centro di gravità dello sviluppo rivoluzionario mondiale. La stabilizzazione capitalistica porterà all’isolamento (accerchiamento politico-economico) dell’Urss. In Urss si riscontrano difficoltà nell’ammasso di cereali e l’offerta di prodotti industriali si rivela scarsa (carestia delle merci). Nel partito bolscevico insorgono nuovi contrasti e si apre la questione Trotzkij . Con la pubblicazione di "Le lezioni dell’Ottobre" questi attacca Zinoviev e Kamenev, rimproverando loro la condotta menscevica e antileninista da essi tenuta nel 1917. Oltre agli accusati, vanno al contrattacco anche Stalin e Bucharin apportardo il loro contributo nel dibattito in atto: prospettiva della rivoluzione e ruolo dei contadini nella costruzione del socialismo. Sulla questione contadina si apre una violenta disputa. Al famoso slogan di Bucharin, arricchitevi! e alla proposta di Stalin di avviare la costruzione del socialismo in un solo paese, si contrappone la nuova "sinistra" di Zinoviev e Kamenev, che ha la sua roccaforte a Leningrado e che si avvicina sostanzialmente alle tesi sostenute da Trotzkij. In dicembre si svolge il 14° Congresso del Pcr (b) e il dissenso tra la maggioranza e l’opposizione zinovieviana (Trotzkij all’assise è rimasto in silenzio) è apparso in tutta la sua ampiezza. A riguardo degli scontri tra i dirigenti bolscevichi, Gramsci scriverà loro una lettera, a nome dei comunisti italiani, in cui si dice: Voi oggi state distruggendo l’opera vostra, voi degradate e correte il rischio di annullare la funzione dirigente che il Partito comunista bolscevico aveva con l’impulso di Lenin... Non solo le masse lavoratrici in generale ma le stesse masse dei nostri partiti vedono e vogliono vedere nella Repubblica dei Soviet e nel Partito che vi è al governo una sola unità di combattimento che lavora nella prospettiva generale del socialismo. Questo atto di Gramsci verrà severamente criticato da Togliatti che in quel momento faceva parte dell’esecutivo del Comintern. Sciopero generale in Francia contro la guerra. Contrasti e crisi nel partito comunista in Germania. In Cecoslovacchia, alle elezioni i comunisti ottengono un milione di voti. Suffragio universale e legge per la pace sociale in Giappone. Repressione dei movimenti democratici di sinistra. Repressioni antioperaie con morti e feriti in Cina (massacri di Shanghai e di Canton), dove erano entrati in agitazione 200mila lavoratori delle filande. Manifestazioni antigiapponesi e antimperialiste in tutto il Paese. Si costituisce la Federazione nazionale dei sindacati che raggiungono i 180mila iscritti. Il Pcc conta solo un migliaio di aderenti. Con la creazione da parte di Ho Chi Minh dell’Associazione della gioventù rivoluzionaria, il Vietnam diventa il centro di diffusione del marxismo nella penisola indocinese. Sciopero dei minatori in Cile. 1.900 lavoratori vengono uccisi dall’esercito. Il 3 gennaio, in Italia, il gruppo comunista torna in Parlamento, mentre gli altri partiti antifascisti restano sull’Aventino. E’ questa l’occasione in cui Mussolini va all’attacco dello Stato liberale. Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere - afferma solennemente davanti ai deputati - io sono il capo di questa associazione a delinquere..... Voi state certi che nelle quarantott’ore successive a questo mio discorso, la situazione sarà chiarita su tutta la linea. E mentre la Camera è riconvocata a domicilio, viene data disposizione a tutti i prefetti perché chiudano tutti i circoli e i ritrovi sospetti, perché sciolgano i gruppi di Italia libera (Partito d’azione), perché accrescano la vigilanza dei comunisti e dei sovversivi . Vengono chiuse d’autorità le Camere del lavoro di Brescia, Trieste, Modena, Bologna, Foggia, Palermo. Sempre ad opera dei fascisti avvengono anche invasioni e devastazioni nei circoli operai di numerose città. Il 3 gennaio rappresenta senza alcun dubbio la Caporetto del vecchio liberalismo il quale, più che battuto, viene inghiottito dal fascismo. In febbraio, il Comitato centrale del Pcd'I perviene alla conclusione che la situazione, in Italia, resta oggettivamente rivoluzionaria e che il fascismo sarebbe fallito ideologicamente e politicamente. La tiratura de l’Unità scende di nuovo a 25-30mila copie. Di fronte all’involuzione sempre più grave della Confederazione Generale del Lavoro e in presenza del fatto che i funzionari riformisti ricorrono ormai sempre più spesso a misure disciplinari nei confronti dei dirigenti sindacali comunisti e che vengono proibite le conferenze d’officina, nel partito si pone il quesito se abbandonare o meno l’organizzazione. Gramsci sottolinea la necessità della costruzione di nuovi istituti dal basso che vivifichino l’impostazione consigliare. Come in Russia - egli sostiene - noi dovremo creare un’organizzazione centralizzata dei Consigli di Fabbrica che sostituirà l’organizzazione attuale sindacale per la mobilitazione e l’azione delle masse. Impegnato a studiare lo spirito di scissione della matrice borghese e piccolo-borghese, egli lancia anche l’idea dei Comitati antifascisti . La sua elaborazione percorre la strada di una ricognizione economico-politica, della individuazione delle forze motrici sociali e intellettuali e delle alleanze nazionali di classe che possono consentire l’egemonia della classe operaia. In sostanza, Gramsci inpersonifica lo sforzo di costruzione di una strategia nuova e ad essa vuole adattare lo strumento essenziale: il partito. La tattica politica, la manovra di vertice gli sono quasi estranee. La corrente bordighiana, che non ha mai disarmato, accusa di destrismo il nuovo gruppo dirigente e agita la bandiera della democrazia di partito e del cosìdetto rilancio rivoluzionario che Trotzkij sta tentando di proporre a livello internazionale. All’indomani dell’esecutivo allargato di Mosca, a dire di Gramsci, il 90% degli iscritti al Pcd'I ignora ancora il dissenso che il partito ha manifestato verso le posizioni dell’Internazionale. Intanto l’opera repressiva della dittatura fascista aumenta. In aprile viene arrestato Togliatti con l’accusa di aver tentato di far sorgere in armi gli abitanti del Regno contro i poteri dello Stato. Egli verrà però scarcerato tre mesi dopo. Tra la primavera e l’estate, la politica economica del governo favorisce la compenetrazione degli interessi della grande industria con quelli dello Stato e avvia un intenso processo di concentrazione industriale e finanziaria. In ottobre viene siglato il patto di palazzo Vidonitra Confindustria e corporazioni fasciste, con il quale il padronato riconosce al sindacato fascista l’esclusività della contrattazione sindacale e sopprime la rappresentanza operaia in fabbrica, le commissioni interne. Vengono vietati gli scioperi e considerati illegali i sindacati non fascisti. Altresì, vengono soppressi i Consigli comunali, viene instaurato il podestà di nomina governativa; viene varata la legge sulle associazioni che consentirà di sciogliere tutti i partiti avversi e istituito l’Ordine dei giornalisti per fascistizzare completamente la stampa. Mussolini prepara l’anno nuovo, quel 1926 che verrà salutato come l’anno napoleonico della rivoluzione fascista. Dopo il patto di palazzo Vidoni la CGL è moribonda, se non morta. I suoi iscritti sono ridotti a non oltre 30.000; il suo segretario generale, il riformista Ludovico D’Aragona, sceglie di accodarsi al fascismo e di accettare tutta la legislazione in materia di lavoro che questo adotta. Anche in rapporto a questo declino della CGL, Gramsci sostiene che il lavoro sindacale deve diventare il solo lavoro politico quotidiano delle nostre sezioni comuniste... affinché il movimento sindacale risorga controllato da noi. Sono i tempi in cui la Chiesa abbandona i Popolari. In novembre, un ex deputato unitario, Tito Zaniboni, cerca di ammazzare Mussolini e di tutta risposta il regime soffoca i giornali di opposizione. In autunno ha luogo la preparazione del 3° congresso del Pcd'I che si terrà a Lione, in Francia nel gennaio del ‘26. Il dibattito congressuale viene svolto in regime di illegalità e perciò in condizioni di estrema difficoltà. Vengono organizzate tra le duemila e le tremila riunioni di base e si svolgono un centinaio di congressi provinciali o interprovinciali. Le tesi sono composte da cinque documenti:
La tesi IV è quella di gran lunga più importante e viene stesa da Gramsci e Togliatti. Nel dibattito svolto alla base, la posizione della Centrale (Gramsci-Togliatti) raccoglie il suffragio del 90% dei delegati. A riguardo del fascismo, le tesi tendono a superare le analisi del passato. Viene cioè respinta la tesi fino allora diffusa di una sua piatta identificazione col capitalismo e, pur rischiando un’eccessiva sociologizzazione del fenomeno, viene compiuto lo sforzo di individuare i suoi caratteri di forza piccolo-borghese e la palese contraddizione che esso è divenuto di fatto il difensore del grande capitale. Viene quindi interpretato come un movimento che si contrappone ai vecchi ceti dirigenti e la cui forza è tipica di un capitalismo nascente . Si nega poi l’ipotesi che si possa uscire dal fascismo con una trasformazione di segno liberale e democratico, ma si considera come unica soluzione la guerra civile. Torna utile ricordare che quando, nel ‘21, sia Giolitti che Mussolini assumono un atteggiamento di distacco dai legionari fiumani, Gramsci intravede la possibilità di aprire un cuneo nel combattentismo di tipo fascista e cerca, approfittando della tensione esistente in quel momento tra D’Annunzio e Mussolini, di provocare una coalizione armata contro i fascisti. Forse, in questo suo atteggiamento, già a quel tempo non c’era solo un disegno tattico, ma anche una volontà di andare più a fondo nel comprendere la natura sociale del fascismo. Sull’Ordine nuovo, infatti, si era potuto leggere che, tra fascisti e legionari, esiste una differenza di classe essendo i primi, almeno a Torino, giovani benestanti, studenti fannulloni, professionisti, ex ufficiali... e i secondi sentono invece le strettezze della crisi economica generale. La tattica del fronte unico è chiaramente assunta come strumento per smascherare partiti e gruppi sedicenti democratici. Le tesi concepiscono quindi la riscossa operaia in connessione con una trasformazione dei rapporti sociali a partire dal luogo della produzione e assumono il partito come parte , non come organo , della classe operaia. Nello statuto del partito viene introdotto il centralismo democratico (la minoranza deve rispettare ed applicare le decisioni della maggioranza). Dei capi socialisti si dice che sempre più apertamente si classificano tra le forze controrivoluzionarie e di conservazione dell’ordine capitalistico . In un documento dell’esecutivo del Comintern inviato al Pcd'I viene detto, a conforto, che nella prospettiva generale dello sviluppo storico i socialisti sono legati al fascismo. Essi hanno dato la prova di ciò in tutto il loro atteggiamento (proprio) in Italia. Circa le questioni interne, le tesi riprendono tutti gli argomenti della polemica contro la corrente di sinistra interna la quale, riproponendo le antiche contestazioni, respinge la suddivisione del partito in cellule di fabbrica per riproporre il vecchio assetto territoriale. Bordiga riconferma la consunta tesi che identifica il fascismo col capitalismo. Alla fine del ‘25 gli iscritti al Pcd'I sono 27-28mila; le cellule di officina sono 460 con 4.000 iscritti; quelle di strada 750 con 7.000 aderenti; quelle di villaggio 950 con 10.000 affiliati. |
|
|
1926 |
Prima comunicazione radiofonica a onde corte a opera di Guglielmo Marconi e prima dimostrazione televisiva da parte dell’inglese John Logie Baird. Al 7° plenum del Comintern, Bucharin sostiene che l’Unione sovietica costituisce il capitale maggiore del movimento rivoluzionario e che occorre perciò contrastare il suo accerchiamento, in un momento in cui nuovi focolai di guerra possono accendersi, sviluppando in Occidente la tattica del fronte unico. L’Occidente passa così in terza linea nella strategia rivoluzionaria comunista. Trotzkij gli obietta: No! L’edificazione del socialismo presuppone la soppressione delle classi, la sostituzione alla società di classi di un’organizzazione sociale di tutta la produzione e la ripartizione. Si tratta di vincere gli antagonismi tra la città e la campagna, ciò che richiede, a sua volta, una industrializzazione profonda della stessa agricoltura. E questo nell’accerchiamento capitalistico persistente. E’ l’anno in cui Stalin è eletto alla testa sia del Pcr(b) che dell’Internazionale comunista (terza internazionale) ha così inizio l’era staliniana. L’opposizione zinovieviana, dopo l’inasprimento dei rapporti, viene isolata e quindi costretta a dare corso a una nuova opposizione. Essa assume in modo prtestuoso le difese degli interessi della classe operaia industriale che sarebbero minacciati dalla politica della Nep a favore dei contadini ricchi. Trotzkij da parte sua sostiene che la linea politica staliniana di costruzione del socialismo in un solo paese porterà inevitabilmente alla corruzione generale del movimento inducendo ad una grave involuzione il processo rivoluzionario e alla rinuncia definitiva della rivoluzione mondiale. A un plenum del Comintern Stalin dichiarerà: Si dice che l’attuale Comitato centrale non brilli per cognizioni teoriche. Ebbene, purché la politica sia giusta, si può andare avanti anche senza cognizioni teoriche. Le cognizioni si possono acquistare se mancano oggi, ci saranno domani. Stalin e Bordiga si scontrano duramente sul corso storico del movimento comunista, sulla funzione del partito bolscevico e sulla sua strategia. L’ex capo del Pcd'I, ormai isolato, rifiuta di considerare il leninismo come sviluppo creativo del marxismo e manifesta una totale avversione al processo di bolscevizzazione del movimento internazionale che equivale - sostiene - a una subordinazione al partito russo. E continua: Ci è necessario sapere come si attacca uno Stato borghese democratico moderno e questo problema non è contenuto nella storia del partito comunista russo. Egli si avvicina così sempre più alla concezione trotzkista della rivoluzione permanente. In piena solitudine voterà contro la risoluzione conclusiva del plenum stesso, compromettendo definitivamente la sua posizione. Togliatti entra invece nell’esecutivo dell’Internazionale. La 15a conferenza del Pcr(b) sancisce l’espulsione dal politbjuro di Trotzkij, Zinoviev e Kamenev Nel paese intanto si ripropone il tema della rivoluzione culturale e dello Stato-Comune come coelementi di una ricerca su un modello di pianificazione. Si registra un forte sviluppo urbano e vengono fondate nuove città; entra in funzione il piano di elettrificazione Goelro viene attivato lo sviluppo delle cooperative agricole e dei kolkos per bilanciare la libertà dei kulak che controllano ancora larghi settori della produzione; la superficie coltivata e la produzione agricola superano i nove decimi del livello d’anteguerra, mentre la produzione industriale lo pareggia. Commentando gli scontri in seno al partito bolscevico, la rivista italiana 'Il Mondo' sostiene che il comunismo (?) in Russia non solo non c’è come realtà, ma neppure come tendenza. La Russia andrebbe verso il capitalismo di cui il socialismo di Stato non sarebbe altro che uno strumento. Vertenza mineraria in Inghilterra: serrata padronale delle miniere cui segue lo sciopero generale. La classe operaia viene sconfitta. Dittatura militare in Polonia. Colpo di Stato in Grecia. Colpo di Stato in Lituania e istituzione di un regime di compromesso tra conservatori e fascisti. In Cina, il Pcc vanta 30 mila iscritti. A Giava e Sumatra, dopo le rivolte anticoloniali che hanno portato a 35mila arresti e alla deportazione di molti insorti, il partito comunista viene posto fuori legge. Guerriglia contadina in Nicaragua. In Messico si costituisce la Lega nazionale contadina. Il 3° Congresso del Pcd'I si svolge a Lione dal 20 al 26 gennaio in piena clandestinità. Gli iscritti sono 15mila, la Fgcd'I, che tiene il suo congresso nel biellese, ne conta 7mila. A Lione si recano una settantina di delegati i quali vengono ospitati dagli operai italiani colà emigrati. Gramsci svolge una relazione che dura quattro ore, mentre Bordiga tiene una controrelazione dalla durata di ben sette ore. Mentre il primo afferma, tra l’altro, che il fascismo è giunto oggi al sommo della sua parabola... il secondo sostiene che quando impera una reazione di destra la situazione è più favorevole, riconfermando così il principio del tanto peggio, tanto meglio. Diventa inutile cercare nei comunisti italiani, in questo periodo storico, l’avvertenza che la dittatura fascista è destinata a durare un lungo ventennio. Essi sono convinti che la stabilizzazione capitalistica è più che relativa e che il momento rivoluzionario è destinato a riemergere. Certo è che una tale interpretazione degli avvenimenti li aiuta a resistere ai colpi sempre più pesanti inferti dall’avversario. Sulla base delle decisioni congressuali, il Pcd'I compie il massimo sforzo organizzativo per creare i Comitati operai e contadini. Si calcola che, tra l’aprile e il settembre del ‘26, ne siano stati costituiti almeno 200. L’iniziativa si scontra tra l’altro con il rifiuto da parte dei militanti socialisti a far parte di questi organismi dal momento che il Psi ha proibito l’ingresso in essi dei suoi aderenti. A proposito di questi organismi di potere dal basso , Gramsci scrive su L’Ordine nuovo che il proletariato per essere capace di governare come classe, deve spogliarsi di ogni residuo corporativo, di ogni pregiudizio o incrostazione sindacalista.... il metallurgico, il falegname, l’edile, devono pensare come operai membri di una classe che tende a dirigere i contadini e gli intellettuali, di una classe che può vincere e costruire il socialismo solo se aiutata e seguita dalla grande maggioranza di questi strati sociali. In Italia, intanto, qualsiasi manifestazione pubblica di partito che non sia di marca fascista è proibita e le libertà per le opposizioni sono soppresse. A proposito delle condizioni di vita della popolazione meridionale, Gramsci dirà in un suo rapporto a un comitato centrale: In Italia la situazione è rivoluzionaria quando il proletariato del Nord è forte; se il proletariato del Nord è debole i contadini si accodano alla piccola borghesia; e, reciprocamente, i contadini dell’Italia meridionale rappresentano l’elemento di forza e d’impulso rivoluzionario per gli operai del Nord... (i contadini del Meridione sono per l’80% controllati dai preti)... Il nostro compito è quello di organizzare gli operai del Nord e i contadini meridionali e saldare la loro alleanza rivoluzionaria. In settembre, a Roma, l’anarchico Gino Lucetti lancia una bomba contro Mussolini provocando morti e feriti; a fine ottobre, a Bologna, un ragazzo di quindici anni, Anteo Zamboni, viene ritenuto responsabile di un nuovo attentato al duce. Questi due episodi diventano il pretesto per il varo di misure a difesa dello Stato: le cosiddette leggi speciali . Vengono sciolti i partiti, i sindacati e le associazioni che si oppongo al fascismo; tutte le pubblicazioni ostili al regime vengono proibite; vengono istituiti il Tribunale speciale e il confino di polizia. Viene pure varata la legge Rocco che affida il monopolio sindacale alle corporazioni nell’intento di stroncare la lotta di classe. A Milano, in soli otto giorni, vengono eseguiti 1960 arresti. L’8 novembre viene arrestato e portato a Regina Coeli, Antonio Gramsci, unitamente alla maggior parte dei deputati comunisti. Nelle galere fasciste si ritrova ormai un terzo dei quadri militanti comunisti. A quel punto Angelo Tasca propone che si dichiari - come ha fatto il Psi - lo scioglimento formale del partito. Tale proposta viene sdegnosamente respinta e mentre restano in vita le strutture organizzative, le cellule vengono suddivise in gruppi di cinque militanti e gli organi direttivi assumono un ordine gerarchico. Il centro estero viene trasferito in Francia, mentre l’ufficio di segreteria si insedia a Genova e quello sindacale a Milano. |
|
|
1927 |
Crisi agricola internazionale che rappresenta il preludio alla depressione. Nel Comintern, scontro tra Trotzkij, da una parte, e Stalin-Bucharin, dall’altra, sulla questione cinese. Mentre il primo è per l’autonomia dei comunisti cinesi nei confronti di Chiang Kai-shek, i secondi sono per una collaborazione ancor più stretta con l’ala sinistra del Kuomintang. La questione cinese si intreccia così in un sol nodo con i dissensi già esistenti creando una tensione ai limiti della rottura. Prima della fine dell’anno, infatti, Trotzkij, Kamenev e Zinoviev verranno espulsi dal Pcus. Togliatti si schiererà con Bucharin e Stalin. Per iniziativa dei principali leaders dell’anticolonialismo e degli esponenti della sinistra europea viene costituita a Bruxelles la Lega per la lotta contro l’imperialismo. L’Urss rompe le relazioni diplomatiche con la Cina. 15° Congresso del Pcr (b) che conta un milione di iscritti. Dopo una manifestazione di piazza, l’opposizione di sinistra viene espulsa dal partito. Viene sancita la fine della Nep e impostato il programma per una rapida industrializzazione del paese. La Gran Bretagna rompe le relazioni diplomatiche con l’Urss. In Francia, i fuoriusciti italiani, repubblicani e socialisti, danno vita alla Concentrazione antifascista. Insurrezione di Vienna in un clima di disperato isolamento. In Cina, i comunisti rompono con Chiang Kai-shek e in seguito alla formazione dell’armata popolare di liberazione inizia la guerra civile. Primo governo operaio-contadino promosso da Mao Tse-tung nello Hunan. Sciopero di un milione di lavoratori a Shanghai. La Comune di Canton viene soffocata nel sangue da Chiang Kai-shek che uccide 5.000 suoi protagonisti. Circa la metà dei 60mila comunisti vengono sterminati dale repressioni, anche Li Ta-chao, pioniere del marxismo cinese, viene ammazzato. La prima esperienza rivoluzionaria in un Paese asiatico si conclude così tragicamente. A seguito della carestia molti contadini emigrano verso la Manciuria. Negli Stati Uniti vengono condannati a morte gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. In America Latina viene istituita la Federazione sindacale latino-americana. In Messico viene fondato il movimento dei Cristeros (Viva Cristo re!). In Italia, quando, agli inizi dell’anno, vengono fatti i conti sullo stato del Pcd'I, viene accertato che in seguito alle repressioni avvenute negli ultimi mesi sono stati arrestati circa mille militanti, mentre un centinaio di dirigenti o quadri hanno dovuto emigrare. Presenti nelle varie provincie restano ancora 5.000 attivisti che si muovono in clandestinità. Gli iscritti, ad aprile, risultano essere 6.420 e le organizzazioni funzionanti su scala provinciale sono 47. Dirà Togliatti: Non c’è dubbio che il nostro partito non ha visto a tempo il cambiamento della situazione che si è compiuto alla fine del 1926 e all’inizio del 1927 e aggiungerà Secchia: Noi non pensammo un solo momento alla forza del fascismo. Quando la dirigenza della CGL dichiara il suo autoscioglimento, per iniziativa dei comunisti, viene immediatamente convocato un convegno per ricostruire l’organizzazione in clandestinità. Mentre D’Aragona giustificherà l’atto sostenendo che il regime fascista è una realtà e la realtà va tenuta in considerazione L’Avanti! che riprende le pubblicazioni a Parigi, scrive: Rigola, D’Aragona, Maglione e Colombino si sono rivelati al mondo come dei raffinati professionisti del tradimento. La milizia fascista ha ormai assunto il carattere di corpo armato dello Stato. Vengono fascistizzate anche la diplomazia e la magistratura. Entra in funzione l’OVRA (Organizzazione di vigilanza e repressione antifascista) e i poliziotti del regime diventano 100mila, tanti quanti sono gli schedati . Come arma migliore della repressione si rivelano i fiduciari, cioè gli informatori e i delatori che la polizia fa infiltrare o addirittura recluta, attraverso le minacce e il ricatto, nello stesso movimento antifascista. In giugno, il Pcd'I non stampa e non distribuisce nemmeno più un solo giornale di officina, né a livello federale né a quello locale. Con il peggioramento della situazione si approfondisce la riflessione sulla natura e sulle prospettive del fascismo. I comunisti insistono sul carattere organico e necessario del suo legame con il capitalismo e ne derivano la convinzione che esso possa essere abbattuto solo alla condizione che con esso si abbatta il capitalismo, dal momento che la borghesia italiana non può ormai fare a meno di un puntello dittatoriale. Alla dittatura borghese fascista si deve contrapporre la dittatura proletaria. Nel corso della discussione che si accende in seno al centro estero che ha sede a Lugano, Luigi Longo, richiamandosi alle tesi di Lione, sostiene che la carta federativa è una grande carta per la rivoluzione proletaria italiana, aprendo così una polemica nel partito. I movimenti autonomistici nel Mezzogiorno e nelle isole - a suo giudizio - sarebbero ancora attivi e con una certa capacità di presa sulle masse. Ai contadini bisogna perciò dire di prendete la terra, di fare la rivoluzione e poi rendersi autonomi dal momento che il partito è per la più ampia libertà di autodecisione. Per Longo questo sarebbe il modo migliore per svuotare i movimenti democratici autonomistici che sorgono sfruttando le aspirazioni delle masse: fare proprio il loro programma è dunque la linea che egli suggerisce. E’ convinto che con lo sviluppo delle tendenze separatiste si indebolisce l’unità dello Stato borghese e, pertanto, compito dei comunisti è quello di favorire e sfruttare la loro esistenza. A fianco di Longo si schierano su queste posizioni Secchia e Maggioni, mentre Togliatti le respinge e le contrasta. A fine maggio Mussolini esalta il mito della razza e invoca l’aumento demografico quale condizione di potenza imperiale dell’Italia. Viene istituita la carta del lavoro e resa obbligatoria l’iscrizione ai sindacati fascisti. Viene avviata la politica per l’incremento demografico. Per due volte, in primavera e in autunno, vengono ridotti i salari del 10 e del 20%. La diminuzione del potere d’acquisto del salario medio è di quasi il 25%. Le cifre ufficiali dicono che i disoccupati sono 227.947 in marzo, 241.889 in agosto, 341.782 in ottobre, mentre i lavoratori a orario ridotto sono rispettivamente 109.471, 182.337 e 359.397. Tra aprile e giugno si registrano scioperi un po’ ovunque, specie nelle zone agricole delle regioni settentrionali. In Piemonte scendono in lotta diecimila risaiole. A sostegno delle agitazioni appaiono alcuni volantini della CGL, ormai nella clandestinità, che, secondo un rapporto di Ravazzoli al Comintern, conterebbe su 12mila aderenti. Nel Pcd'I si discute attorno all’idea di rivolgersi ai avoratori fascisti con un manifesto. Longo, a nome della Fgcd'I, respinge tale proposito considerandolo un pericoloso compromesso e sostiene che il fascismo si distrugge, non si corregge. Di nuovo egli apre uno scontro politico con Togliatti. Nel corso dell’anno vengono arrestati 829 giovani comunisti e 47 di questi saranno condannati dal Tribunale speciale a 352 anni di carcere. Con la fine dell’estate i comunisti arrestati sono almeno 2 mila. Secondo un rapporto di Togliatti, 3.000 compagni circa si trovano nei reclusori, nelle carceri giudiziarie, nelle isole di deportazione; 2.000 o 3.000 attivisti si trovano sparsi per il mondo, nella emigrazione. Il Tribunale speciale, nel ‘27, ha pronunciato 255 condanne, comminando complessivamente 1.371 anni di carcere, per la maggior parte a militanti comunisti. |
|
|
1928 |
Al 9° plenum del Comintern viene coniata la parola d’ordine classe contro classe e viene esaltato il beato isolamento politico dei comunisti. L’orientamento verso la socialdemocrazia diviene sempre più intransigente. Si esclude che il fascismo possa cadere altrimenti che per mezzo di un’insurrezione e che il trapasso di poteri possa dar luogo a una vera fase democratica. Tra luglio e settembre si svolge il 6° congresso del Comintern al quale presenziano 55 organizzazioni. Questa assise passa alla storia come il momento in cui si esaspera la lotta dei comunisti contro la socialdemocrazia: quella socialdemocrazia europea che è rinata a nuova vita con la stabilizzazione capitalistica e che detiene posizioni di potere o di forte opposizione in Francia, in Inghilterra, in Germania, in Austria, in Cecoslovacchia e in Svezia. E’ il congresso in cui viene approvata la linea del socialfascismo. La socialdemocrazia viene presentata non più come una forza di remora nel movimento operaio, obiettivamente controrivoluzionaria come si usava dire, ma come un agente cosciente dell’imperialismo che assolve, nel campo borghese, a una funzione di punta aggressiva nel preparare e accelerare le condizioni per un attacco armato all’Unione Sovietica. Il 6° Congresso del Comintern segna anche l’inizio dello scontro politico tra Stalin e Bucharin non solo sul ruolo della socialdemocrazia, ma anche sulla questione contadina e sul regime interno al partito. Nelle tesi sulla situazione internazionale viene sancita l’inevitabilità delle guerre, viene prevista con grande capacità di analisi e con lungimiranza la crisi economica mondiale e viene affermato che compito prioritario dei partiti comunisti è quello di sferrare un attacco frontale al potere dello Stato borghese. La posizione che esprime Togliatti è più vicina alle posizioni di Bucharin che a quelle di Stalin. Egli, tra l’altro, a riguardo della vita interna, si dichiara contrario a mettersi sulla strada delle misure disciplinari, delle scomuniche e delle espulsioni. A Bruxelles si svolge il congresso dell’Internazionale socialista il quale rilancia la socialdemocrazia nell’Europa centro-occidentale. Se i comunisti gridano al socialfascismo da parte loro, i socialisti conducono una violenta campagna anticomunista e antisovietica. I socialisti tedeschi, come quelli francesi, austriaci e inglesi, si comportano, nei loro rispettivi Paesi, in modo tale da fornire una copertura alle repressioni nei confronti delle minoranze comuniste da parte dei poteri costituiti e considerano il fascismo come un male minore del bolscevismo. Anche la socialdemocrazia internazionale, infatti, sottovalutò a lungo il fenomeno fascista ed ebbe la tendenza a interpretarlo riduttivamente come malattia morale sottovalutando così la sua origine di classe e considerandolo un fenomeno specifico delle realtà economico-sociali arretrate. Solo a partire dai primi anni ‘30 l’Ios guarderà al fascismo come a una minaccia generalizzata per la democrazia e per le conquiste operaie. In Urss, il Partito bolscevico, guidato da Stalin, liquida l’opposizione di "sinistra" (trotzkisti) e dichiara guerra a quella di destra (Bukharin). Trotzkij viene arrestato per attività sovversiva e deportato ad Alma Ata, sotto l’accusa di attività controrivoluzionaria. All’inizio dell’anno il Paese conosce una grave crisi agraria, il rifornimento di generi alimentari alle città si fa sempre più difficile a causa della diminuzione dei cereali immessi sul mercato in conseguenza del sabotaggio attuato dai contadini ricchi. Viene calcolata una sovrappopolazione rurale di 8-9 milioni. Circa 2 milioni di immigrati e operai si riversano nelle città. La composizione della popolazione per categorie, in percentuale, è la seguente: operai e impiegati, 17,6; contadini dei kolkos e cooperative artigiane, 2,9; agricoltori proprietari e artigiani in proprio, 74,9; elementi capitalisti, 4,6. Ha inizio la eliminazione, anche in forme repressive, dei kulaki e la istituzione dei kolchoz (cooperative agricole) e dei sovchoz cerealicoli (fattorie di Stato sperimentali) che sono grandi aziende collettivizzate. Varo del primo piano quinquennale che si propone un’intensa industrializzazione e, appunto, la collettivizzazione accelerata dell’agricoltura. Viene data priorità all’industria pesante, a scapito dei beni di consumo, e realizzato un vasto programma di sviluppo dell’istruzione tecnica e della ricerca scientifica. L’Urss si avvia così a diventare nel giro di pochi anni una grande potenza economica mondiale. A Parigi viene firmato da 15 Paesi, tra cui la Francia, l’Inghilterra, gli Stati Uniti e l’Italia, il patto Briand-Kellogg di rinuncia alla guerra il quale raccoglierà in seguito 62 adesioni. La guerra viene considerata fuori legge in un momento in cui le tensioni tra i vari Stati stanno crescendo. Sono infatti i tempi in cui ha inizio quella corsa agli armamenti che porterà alla seconda guerra mondiale. In Germania, le elezioni di maggio decretano la sconfitta del partito tedesco-nazionale che passa da 6 a 4 milioni di voti; i socialdemocratici salgono invece a oltre 9 milioni di voti e il socialista Hermann Muller diventa cancelliere. I comunisti aumentano i consensi da 2,7 milioni a 3,2 ed eleggono 54 deputati. In Francia, alle elezioni, la sinistra va non solo in ordine sparso, ma nel fuoco di una feroce polemica e i risultati sia per i socialisti che per i comunisti sono deludenti. Colpo di Stato in Egitto. Sciopero dei lavoratori tessili a Bombay, in India. Ampia azione repressiva delle forze controrivoluzionarie in Cina che provoca oltre 100 mila vittime. Nel Pcc si afferma la linea di Mao Tse-tung e nelle regioni di Hunan, Hupei e Kwangsi si instaura il governo dei soviet. In Giappone viene introdotto il suffragio universale, contemporaneamente vengono messi al bando i partiti operai e i comunisti vengono arrestati in massa. In America Latina viene fondata la Csla, prima centrale sindacale comunista di quel continente. Fondazione del partito rivoluzionario in Messico. Sciopero di braccianti in Colombia; la repressione provoca 1.500 vittime. A gennaio, i comunisti italiani tengono la loro 2a conferenza nazionale a Basilea alla quale partecipano un’ottantina di attivisti. Il fascismo viene ritenuto l’espressione organica del capitalismo italiano, di un paese essenzialmente agricolo, perciò intrinsecamente debole, e definito il centro d’organizzazione e d’unità politica delle forze del capitalismo italiano... L’Italia - sostiene Grieco - non ha materie prime, non ha colonie, non ha grandi capitali, per la trasformazione degli impianti. L’elemento sul quale il capitalismo italiano può esercitare il suo controllo è l’elemento lavoro. Questo fatto è capitale nella determinazione delle caratteristiche della situazione italiana e spiega per buona parte il fascismo . Il Gran Consiglio fascista vara una nuova legge elettorale che prevede una lista unica di candidati formulata dallo stesso Gran Consiglio mentre il diritto di voto viene riservato solo agli elementi utili e attivi della nazione. Nenni, che sta lavorando alla fusione delle diverse anime del socialismo e frequenta l’Internazionale socialdemocratica, afferma che il fascismo non è la forma specifica di reazione capitalistica in Italia (sarebbe fargli troppo onore), bensì il prodotto di una società borghese arretrata, misoneista, paurosa. E a riguardo della strategia egli precisa: La ‘Concentrazione intende agire sulla realtà, così come essa si presenterà avendo di mira, come primo obiettivo, l’abbattimento del fascismo e come prima opera ricostruttiva, l’instaurazione della libertà in uno Stato democratico repubblicano, a base popolare. In questo senso noi diciamo che quello attuale è il 1848 del popolo italiano, intendendo sottolineare che il problema che si pone non è e non può essere storicamente quello della egemonia del proletariato (che pure resta l’obiettivo di tutti i socialisti) ma quello della libertà . Intanto, all’interno del Pcd'I, l’opposizione di Longo, spalleggiato da Secchia, non dà segno di attenuarsi. Egli propone l’adozione anche di forme di lotta terroristica e rilancia l’obiettivo del governo diretto degli operai e dei contadini. In maggio ha luogo, a Roma, il processone. Dietro le sbarre ci sono, tra gli altri, Gramsci, Terracini e Scoccimarro. Tra gli imputati latitanti figura anche Togliatti. Terracini è condannato a 22 anni e rotti, Gramsci e Scoccimarro a oltre 20. Gramsci viene incarcerato nel penitenziario di Turi (Bari). Le condanne complessive sentenziate nel 1928 risultano essere quasi il triplo di quelle del 1927: 636 per 304 anni complessivi di carcere. In ottobre, a Milano, all’inaugurazione della fiera campionaria, una bomba ad orologeria scoppia mentre il corteo reale sta per giungere in piazza Giulio Cesare e provoca venti morti e quaranta feriti. Sulla stampa si grida alla bestialità degli antifascisti e si scatena così di nuovo la repressione contro di loro. Vengono tratti in arresto e incriminati all’istante 160 antifascisti che in maggioranza sono comunisti. Dalle cifre fornite dalla PS risulta che, nel secondo semestre del ‘28, ci sono stati, in Italia, complessivamente 33.040 operai che hanno scioperato, più spesso per poche ore, al massimo per un giorno o due. 838 di questi sono stati arrestati e denunciati. |
|
|
1929 |
In quasi tutta l’Europa capitalistica i partiti comunisti sono in riflusso: il Pc cecoslovacco è sceso dai 138.000 membri del 1924 a 81.432; quello inglese da 5.000 a 3.500; quello francese da 68.191 a 46.000; peggio ancora è la situazione dei partiti clandestini o semiclandestini come l’italiano, l’ungherese, il polacco, il bulgaro, lo jugoslavo. Solo quello tedesco pare stabilizzato sui 124.000 membri. L’internazionale comunista è investita in pieno da questa crisi e decide di porre in stato di totale subordinazione tutte le sezioni nazionali, anche per ciò che concerne la loro vita interna. Tasca, che rappresenta il Pcd'I nell’esecutivo del Comintern, rompe con la maggioranza accusando Stalin di essere maestro e domino che muove tutto... un rimasticatore di idee altrui.... intellettualmente mediocre e infecondo... di plagiare perché non può fare altro, nonché di essere il liquidatore dello spirito della rivoluzione. Al 10° plenum viene affermato che i fini dei fascisti e dei socialisti sono gli stessi; la differenza sta nelle parole d’ordine e anche nei metodi Grieco nega che fascismo e socialdemocrazia siano la stessa cosa, ma sostiene poi che le classi dirigenti adopereranno la socialdemocrazia come strumento della fascistizzazione. Togliatti si adegua al nuovo indirizzo smentendo così quanto aveva affermato l’anno precedente. I sovietici chiederanno l’espulsione dal partito di Tasca, richiesta che, come vedremo, verrà prontamente soddisfatta dal momento che l’interessato non intende rinnegare pubblicamente le posizioni sostenute. Nessuna voce si alzerà nel partito per criticare o contrapporsi a questa direttiva del Comintern. Il 6 agosto viene proclamato giornata internazionale contro la guerra che verrà celebrata fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. In Urss, mentre Bucharin chiede che il ritmo del processo di industrializzazione sia tale da poter essere sopportato dalle campagne, il politburo decide di intensificarlo e il processo di collettivizzazione agricola si intensifica con l'eliminazione del kulak come classe (il kulak è il contadino proprietario ricco) . Ha inizio così la cosiddetta terza rivoluzione sociale, Stalin é riconfermato nei livelli dirigenziali. Intanto però a Mosca e a Leningrado viene attuato il razionamento del pane, che poi si estende ad altre merci di largo consumo. Trotzkij viene espulso dall’Urss. Si stabilirà in Turchia, a Costantinopoli. Bucharin, che in aprile è condannato dalla maggioranza del partito, viene espulso dal presidium del Comintern. Anche la corrente di destra viene sconfitta. Il 6 agosto si svolge la giornata internazionale contro la guerra. Crollo della Borsa di New York e inizio della più profonda e drammatica crisi economica nella storia del mondo capitalistico. Nel ‘30-32 la crisi si estenderà agli altri paesi industrializzati colpendo in primo luogo la Germania e l’Inghilterra, i due paesi in cui le esportazioni si dimezzeranno, e poi la Francia, l’Austria, il Giappone, portando disoccupazione e fame per milioni di operai. Prima della crisi, i disoccupati nel mondo erano complessivamente circa 10 milioni; nel marzo del ‘30 se ne conteranno un milione e mezzo nella sola Inghilterra e due milioni in Germania, e queste cifre raddoppieranno in breve tempo. Vittoria elettorale dei laburisti in Inghilterra che con 8 milioni di voti tornano al governo. Il partito comunista raccoglie solo 50mila voti. In Francia e in Germania la giornata di agitazione contro la guerra (1° agosto) assume toni che rasentano quelli di una situazione insurrezionale con scioperi e scontri con le forze dell’ordine cui seguono arresti in massa. Il 1° maggio, a Berlino, in Germania, la polizia spara su un corteo di lavoratori organizzato dai comunisti e provoca venti morti e circa cento feriti. Successo elettorale anche per i socialisti danesi. Dittatura in Jugoslavia. Conflitto tra la Cina e l’Urss causa la ferrovia orientale. Carestia nel Nord-Ovest della Cina che provoca 3 milioni di vittime. Guerra civile in Afghanistan. Scioperi, manifestazioni violente e repressioni poliziesche in tutta l’America Latina. Prima conferenza dei partiti comunisti latino-americani a Buenos Aires. Confederazione sindacale latino-americana a Montevideo aderente all’Internazionale rossa. Agitazioni sociali in Argentina. In Messico viene fondato il Partito nazionale rivoluzionario. La crisi arriva anche in Italia dove in un triennio le azioni industriali subiscono una svalutazione media del 39%. Le esportazioni, nel ‘30-31, si riducono del 46%, mentre i prezzi agricoli crollano. I salari industriali, già ridimensionati e ai più bassi livelli europei, scendono ulteriormente in misura variabile tra il 12 e il 15%. I disoccupati dell’industria, che nel ‘29 sono 300 mila, nel ‘31 salgono a 700mila. Si arriverà a più di due milioni di salariati senza lavoro e il taglio delle buste paga supererà il 25%. Ampio sarà il numero degli operai che troveranno lavoro soltanto per tre o quattro giorni la settimana. In risposta alla crisi il governo dà inizio a un’opera di salvataggio delle imprese e delle banche pericolanti che condurrà a una parziale statizzazione dell’economia e quindi allo sviluppo del capitalismo di Stato. Anche il Pcd'I sta attraversando un periodo di crisi. La nostra forza organizzativa è debolissima afferma Grieco a una riunione del Comintern. In effetti il partito può contare solo su qualche centinaio di militanti il cui attivismo peraltro è pressoché nullo. La stampa clandestina ha cessato le pubblicazioni e i contatti con il centro estero sono pressoché inesistenti. Gramsci, in carcere, è tagliato fuori dalla vita politica. In febbraio incomincia a stendere i Quaderni del carcere e nel corso di una conversazione con i detenuti, esprime, sembra, alcune riserve su Stalin, ma definisce Trotzkij il teorico politico dell’attacco frontale in un periodo in cui esso è solo causa di disfatte. Bordiga è al confino di polizia, prima a Ustica, poi a Ponza. Alla testa del partito, da un anno, come primus inter pares , c’è Togliatti. Egli non ha la qualifica di segretario generale, la sua designazione ufficiale è quella di responsabile del lavoro di segreteria. Si tratta di una leadership espressa in, e da, un intenso lavoro collettivo. Alla fine di gennaio Togliatti viene arrestato a Basilea, in Svizzera, con altri otto dirigenti comunisti italiani e dopo tre giorni viene espulso. Di fronte alle prese di posizione anti-Comintern di Tasca, il comitato centrale del partito prende posizione condannando il suo atteggiamento opportunistico. A settembre, dietro sollecitazione di Mosca, il leader storico della destra comunista, dopo essersi rifiutato di accettare il principio della fascistizzazione della socialdemocrazia e di sottoscrivere una dichiarazione in cui era tra l’altro scritto: riconosco, mi umilio di fronte alla volontà della Internazionale e del Partito; starò zitto e viene espulso dal partito. Dirà Togliatti a riguardo dell’espulsione di Tasca: La classe operaia non può andare avanti se non passando sul corpo della socialdemocrazia... noi dobbiamo passare sul corpo degli opportunisti per acquistare la capacità di raggiungere i nostri scopi. Tra il 1929 e il 1931, degli otto membri dell’Ufficio politico del Pci, ben cinque verranno espulsi: prima Tasca, poi i cosiddetti tre, cioè Leonetti, Tresso e Ravazzoli, quindi Silone. Sono i tempi in cui nel partito la vita democratica è assai ristretta e le sue risorse finanziarie dipendono quasi totalmente dal Comintern. Sul piano delle prospettive politiche, l’unica speranza concreta di ripresa del movimento e di cambiamento è riposta nel rafforzamento e nello sviluppo del socialismo in Urss, per di più è diffusa la convinzione secondo cui ci si troverebbe alla vigilia di una guerra e tutto questo fa sì che l’unità attorno al Partito bolscevico guidato da Stalin si rafforzi ulteriolmente. In febbraio Mussolini sottoscrive con il Vaticano i Patti Lateranensi (concordato e convenzione finanziaria) che rappresentano l’atto di conciliazione tra la Chiesa e lo Stato. Nasce così lo Stato del Vaticano. Nel mentre la Chiesa accentua la sua presa di posizione antibolscevica, il papa Pio XI definisce Mussolini l’uomo della Provvidenza. Ne consegue una dislocazione diversa dei cattolici all’interno della società italiana. Lo Stato gode per la prima volta del loro sostegno attivo e massiccio. Da parte sua, la Chiesa sarà l’unica organizzazione non fascista che potrà operare indisturbatamente in Italia continuando così a formare i suoi quadri nella prospettiva della successione al fascismo stesso. A marzo si svolge il plebiscito popolare: il Gran consiglio presenta la lista dei 400 deputati da eleggere. Dei 9.460.737 italiani aventi diritto al voto si recano alle urne l’89,6%; vincono con 8.519.559 voti, i comunisti sono appena 135.761. Il regime fascista ha così un consenso reale, naturalmente estorto, imposto con la violenza e il ricatto, ma il consenso c’è ed è indiscutibile. Nel frattempo, in Italia e sul fronte dell’emigrazione, viene consolidandosi un’opposizione nuova, quella impersonificata da Carlo Rosselli che prende il nome di Giustizia e libertà e il cui motto è insorgere per risorgere. Nel Pcd'I, in rapporto alla svolta politica determinata dal Comintern, Leonetti entra in conflitto con Togliatti e definisce la rettifica una forma del peggiore opportunismo. Si palesa così , per la prima volta, la opposizione comune dei tre, cioè Leonetti, Tresso e Ravazzoli, all’indirizzo organizzativo del partito e alla direzione di Togliatti. La celebrazione del 6 agosto quale giornata contro la guerra assumerà, in Italia, un carattere maggiormente propagandistico rispetto a quanto avviene negli altri Paesi europei, dato lo stato di clandestinità in cui si muove il Pcd'I. Il partito, oltretutto, esiste solo nelle regioni settentrionali, mentre si tenta di ricostruirlo nell’Italia centrale. Collegati col centro e attivi non sono più di 2.000 comunisti. In ottobre la Cgl invita i lavoratori a costituire frazioni sindacali in seno ai sindacati fascisti, non per trasformarli ma per costituire e sviluppare la lotta di classe nel loro seno per portare le masse contro il sindacato fascista. A fine anno, Longo propone che tutto l’apparato del partito (una cinquantina di funzionari) sia decisamente orientato verso il ritorno in Italia, non solo come lavoro, ma anche come sede e questo progetto incontra l’opposizione di Leonetti e di Tresso. Ha così inizio la crisi del gruppo dirigente. |
|
|
1930 |
Conferenza internazionale dei lavoratori africani ad Amburgo, in Germania. Accordi commerciali tra l’Unione Sovietica e l’Italia. In Urss, ai primi dell’anno viene varato il decreto sui poteri dei soviet locali nella lotta contro il kulak (è prevista confisca dei beni e il soggiorno in altre provincie). In autunno si registra la vittoria del sistema collettivo e la scomparsa definitiva dei kulak. In Germania, successo elettorale dei nazionalsocialisti che conquistano oltre 6 milioni di voti e portano in Parlamento 107 rappresentanti. I comunisti passano da 54 a 77 deputati, mentre i socialdemocratici scendono da 153 a 143. Incomincia l’agonia della Repubblica di Weimar. I comunisti interpretano l’affermazione del movimento hitleriano come la manifestazione inevitabile della maturazione di una situazione rivoluzionaria. Movimenti rivoluzionari in Spagna. Manifestazione di 400mila persone contro il regime in Ungheria. In Cina si forma il governo sovietico del Kiangsi. In Indocina si verificano moti insurrezionali e viene fondato il partito comunista. Soviet rurali in Vietnam repressi dagli occupanti francesi. Nelle Filippine viene fondato il partito comunista. Negli Stati Uniti si contano 10 milioni di disoccupati. Sciopero generale a Cuba. Colpo di Stato in Argentina. Rivoluzione in Brasile e vittoria dei liberali. Fondazione del partito comunista in Guatemala. In Italia, il fascismo, attraverso le sue organizzazioni sindacali, ricreative, sportive, premilitari e con l’intensa propaganda che svolge, riesce a esercitare una grande presa sulle nuove generazioni . In marzo, Bordiga viene espulso dal Pcd'I per aver dichiarato, al confino, di essere solidale con Trotzkij. Nel corso degli scontri che avvengono in comitato centrale tra i tre e il gruppo dirigente del Pcd'I, i dissidenti insistono sull’importanza di stabilire le alleanze di classe e si dicono contrari a buttare l’apparato del partito allo sbaraglio. Il gruppo dirigente del partito teme un loro passaggio nel campo trotzkista. A Togliatti (Ercoli) che denuncia l’esistenza di compagni che non credono che i socialdemocratici siano socialfascisti, oppure che credono che essi sono antifascisti come noi, Tresso e Leonetti rispondono definendolo un opportunista e un parassita politico Tresso viene escluso dall’ufficio politico, Leonetti da membro effettivo del c.c. viene retrocesso a membro candidato, Ravazzoli invece, assieme a Ignazio Silone, viene estromesso dall’organismo dirigente. Poco tempo dopo i tre prenderanno effettivamente contatto con gli esponenti trotzkisti e il partito decreterà la loro espulsione. Silone che è in Svizzera, invece, si eclisserà. A metà degli anni trenta, Tresso e Ravazzoli si iscriveranno al Psi, mentre Leonetti diventerà dirigente della 4a Internazionale. Manifestando il dissenso sulla nuova linea politica imposta dal Comintern, contro la teoria del socialfascismo ma anche contro la conseguente espulsione dei tre si esprimono, dal carcere, Terracini, Gramsci e Scoccimarro. Il partito deve fare sua prima degli altri partiti in lotta contro il fascismo la parola d’ordine della ‘Costituente’, dirà Gramsci. Passeranno anni prima che questo indirizzo si traduca in iniziativa politica. Interloquendo con i tre a riguardo dei dissensi sul socialfascismo Trotzkij scrive: Certamente, sul piano storico, e nello spazio di numerosi anni, i destini dell’Italia si ridurranno incontestabilmente alla alternativa tra fascismo e comunismo. Ma pretendere che la nozione di questa alternativa sia già penetrata da oggi nella coscienza delle classi oppresse del popolo, sarebbe pura fantasia.... I comunisti, in primavera, contano 1.386 iscritti nelle regioni del Nord, 1745 in Emilia e Toscana e nemmeno 300 tra Umbria e Puglie. Alcune cellule di fabbrica esistono a Torino e a Milano. A fine anno, però, il Pcd'I potrà contare su 5.000 attivisti collegati con il centro, nonostante che le cadute di compagni nelle maglie della polizia siano numerose. In un comitato centrale Longo propone che i giovani formino gruppi armati di giovani arditi antifascisti. I dirigenti comunisti non vedono affatto di buon occhio l’attività cospirativa di Giustizia e Libertà che è improntata all’azione diretta e cominceranno presto un’opera di denigrazione ricorrendo a slogans inerenti il socialfascismo. In luglio, mentre in Italia i socialisti sono quasi spariti come organizzazione, a Parigi viene convocato un congresso dell’unità socialista al quale partecipano i riformisti e alcuni massimalisti i quali rinnovano l’adesione alla Concentrazione. Un piccolo gruppo di massimalisti guidati dalla Balabanoff, non aderente al nuovo Psi, diventa sezione italiana dell’Internazionale socialista. La crisi economica entra in una fase acuta. Secondo le cifre ufficiali i disoccupati, in Italia, sono più di 700mila di cui 400mila nel settore industriale. Il Tribunale speciale lavora senza soste e nel corso dell’anno commina più di undici secoli di carcere e condanna a morte alcuni imputati sloveni e anarchici. Secondo calcoli del Pcd'I, sono più di 3.000 i comunisti denunciati al Tribunale speciale, in parte condannati in parte assolti e inviati al confino. Il 70% sono operai, il 30% contadini poveri. |
|