A Sinistra del P.C.I


Nel 1966, a sinistra del Pci, provocato dall’insoddisfazione di molti per la deriva moderata del partito guidato da Luigi Longo, spinto dalla necessità di una piena riaffermazione del marxismo-leninismo, pur tra molte contraddizioni, si muoveva un movimento che confluirà nel catino sessantottesco come una delle anime della contestazione strutturale al sistema. Longo e il gruppo dirigente del Pci erano attenti a ciò che si muoveva in ambito socialista, per impedirne la completa subalternità e socialdemocratizzazione dei compagni del Psi e l’unificazione in chiave moderata che darà vita al Psu, valorizzando e cercando convergenze con il Psiup di Basso, Vecchietti e Foà: ma per nulla attenti a ciò che la progressiva discrasia tra il partito dei comunisti italiani e le aspettattive dei gruppi subalterni, compresa la piccola-borghesia proletarizzata, provocava nel troncone, troppo disilluso dal togliattismo, dei compagni che volevano tornare a contare con posizioni politiche di intransigenza nei principi del marxismo e la loro traducibilità in concreta prassi rivoluzionaria. Il 15 Ottobre del 1966, sul troncone del Movimento di Nuova Unità, nasce a Livorno il Partito Comunista d’Italia Marxista- Leninista. Riportiamo per intero la scheda presente nel volume Il Sessantotto, a cura della redazione di " Materiali per una nuova sinistra" :

" Il partito nasce a Livorno nell’Ottobre del’66 sul troncone del Movimento di Nuova Unità (Movimento Marxista Leninista Italiano) e proprio Nuova Unità sarà la testata dell’organo ufficiale.

Fra il 66 e la prima metà del 68 il gruppo conoscerà una ininterrotta espansione che lo porta ad essere il gruppo più numeroso alla sinistra del PCI (una valutazione (...) parla di ca. 50.000 aderenti nel momento migliore (:) con oltre 100 sedi in tutta Italia e punti di forza nel Veneto, in Liguria (Genova e Savona), nelle Puglie (Taranto), in Toscana (Firenze, Pisa, Livorno), in Campania (Napoli, Battipaglia), in Calabria (Catanzaro, Cutro) e Sardegna (Cagliari).

Al gruppo aderivano essenzialmente due componenti: quella dei fondatori (vecchi militanti comunisti, spesso dal passato partigiano, di orientamento marxista-leninista (difensori di Stalin): Fosco Dinucci e Angiolo Gracci) e una parte rilevante del nuovo movimento studentesco.

Il maggior successo politico può considerarsi il riconoscimento da parte del Partito Comunista Cinese (Mao Tse Tung) e del Partito del Lavoro di Albania (Enver Hoxha).

La parabola discendente iniziò repentinamente nell’autunno del’68 con la rottura in seno al gruppo dirigente e la reciproca espulsione dei due tronconi che daranno vita ai due P.C.d’I (ml), linea nera e linea rossa (...)

tratto da Secchia, il PCI e il ‘68

di Ferdinando Dubla (ed. DATANEWS, pag.59)



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