
![]()
DI Mumia Abu-Jamal Un Bambino = Un Uomo
Quando un bambino non e’ un bambino? A quanto pare quando e’ un bambino nero. Lo spettacolo di Nathaniel Abraham seduto in un’aula di tribunale, la sua vita nelle mani di 12 estranei, e’ uno sbalorditivo atto di accusa del sistema "giudiziario" dell’America dove essere giovani non e’ un’attenuante.Un giovane di sicuro con molti problemi, egli e’ stato considerato piu’ un’opportunita’ che un individuo. Un’opportunita’ per qualche animale politico per lasciare il segno non su una vita giovane, fragile ma sulla propria carriera politica. Con un verdetto di compromesso, la giuria del caso ha assolto il ragazzo delle accuse di detenzione di armi mentre allo stesso tempo lo ha condannato per Omicidio di Secondo Grado, un’accusa che potrebbe avere come conseguenza il suo esilio nell’inferno del complesso industriale carcerario dell’America per il resto della sua vita. L’America, che predica al modo dei suoi vantati "diritti umani", e’ anche il leader mondiale del tasso di incarcerazione. Sta creando e appoggiando uno dei sistemi carcerari piu’ repressivi dell’Occidente e lo sta rendendo sempre piu’ repressivo nei confronti dei giovani. Diventa sempre piu’ come che un giovane venga considerato una merce, un corpo da ingabbiare per periodi sempre piu’ lunghi di tempo. Non piu’, quindi, una persona bisognosa, non un giovane da recuperare, non una vita da trasformare. Nathaniel e’ uno di questi. Accusato di aver sparato accidentalmente ad un vicino di casa a Detroit, lo stato ha mobilitato le sue forze anti vita per trarre profitto dal caso e per garantire carriere.Dopo decenni di demonizzazione violenta e senza scrupoli da parte dei media d’élite, le vite degli ispanici e dei poveri, prima esposta alla "pietosa clemenza" del sistema, si trovano in gravissimo pericolo. E’ in questo spirito che un ragazzo come Nathaniel e’ diventato piu’ che un ragazzo. Era ed e’ proiettato come un oscuro simbolo della patologia sociale, con poca o nessuna speranza di recupero. Se c’e’ qualche costante nella psiche dei giovani e’ che si trovano in uno stato continuo di crescita e di sviluppo. La loro natura principale e’ che cambiano, che e’, forse, cio’ che gli riesce meglio! Ma a Nathaniel Abtaham, un ragazzino di 11 anni all’epoca della sparatoria, ed un ragazzino di 13 anni all’epoca del suo processo, non sara’ consentito di cambiare davvero perche’ legalmente egli e’ un adulto e qualunque cambiamento e’ irrilevante. Come minimo il giovane Nathaniel restera’ rinchiuso nel Michigan fino all’ eta’ di 21 anni – 10 anni. Come massimo restera’ in prigione per sempre, congelato come una piccola mostra di un museo, in un blocco del tempo. Non importa quanto vivra’, ne’ cosa potra’ conquistare, non importa chi diventera’ da uomo: sara’ un simbolo, una reliquia che nega la sua realta’ essenziale come essere vivente, un essere in crescita.E’ un’ironia della storia americana che mentre una volta uomini neri cresciuti venivano considerati ragazzi oggi i ragazzi, non importa quale tenera eta’ abbiano, vengono considerati e trattati come uomini. La caratteristica costante di questo processo sociale e storico e’ la proiezione sull’eterno altro dei valori dell’inutilita’ e dell’impotenza, una reliquia del nostro passato oscuro e tragico che ci trasciniamo nel futuro. L’astuto scrittore James Baldwin una volta osservo’: Arriva come un grande shock intorno ai 5, 6 o 7 anni scoprire che la bandiera a cui hai giurato fedelta’, come chiunque altro, non ha fatto lo stesso verso di te. Il giovane Nathaniel Abraham, se gli viene negato il diritto naturale di essere considerato e trattato come un ragazzo, funge non volendo come un’ altra forma di simbolo sociale: e’ il canarino in gabbia, e mentre viene trasportato sempre piu’ giu’ nelle viscere della terra ci avverte di una catastrofe incombente.
Articolo scritto il 19/11/99 Mumia Abu-Jamal
© MAJ 1999
Questo articolo proviene da: Mark Clement <MClement@bruderhof.com> spedito giovedi’ 25 novembre 1999 e ricevuto tramite la lista dell'Associazione telematica MalcomX. Grazie Maria... Tutti i diritti riservati
![]()
UNITI PER MUMIA ! LA REPRESSIONE DEVE FINIRE ! MUMIA DEVE VIVERE !
![]()
Vieques mostra l’arroganza dell’Impero
Di Mumia Abu-Jamal, 1999
Per molti in America la parola "Vieques" non ha virtualmente significato. Per i portoricani, sia nell’isola che nel continente degli Stati Uniti, la parola "Vieques" e’ motivo e stimolo di rabbia. Perche’? Perche’ la storia dell’isola di Vieques, l’isola piu’ piccola in prossimita’ di Porto Rico, dimostra chiaramente che la stessa Porto Rico e i suoi territori sono semplici colonie abbellite dell’Impero degli Stati Uniti. Vieques, un comune di Porto Rico, fu espropriata – presa – dalla Marina degli Stati Uniti nel 1941 e i ¾ di Vieques divennero una base militare e decine di migliaia di residenti dell’isola furono costretti ad abbandonare le loro fattorie e la loro terra. Alcuni si stabilirono nella "Big Island" (Porto Rico) ed altri nelle Virgin Islands, abbandonando cosi’ la loro terra natia. Il noto nazionalista portoricano, Pedro Albizu Campos accuso’ la Marina degli Stati Uniti di portare avanti una campagna di genocidio controla popolazione di Vieques, affermando che "La societa’ di Vieques sta morendo (…) a causa di un attacco spietato, deliberato e intenzionale del governo degli Stati Uniti". Il prode nazionalista accuso’ anche il governo colonialista portoricano di "collaborare con il despotismo Yanki nell’isola restando in silenzio sulla spietata distruzione perpetrata dagli Stati Uniti a Vieques". Albizu Campos aveva ragioe quando scrisse quelle parole nel 1948; ha ragione oggi. Un impero non chiede, prende. Una colonia non ha scelta in proposito, viene presa. Il destino di Vieques e’ inesorabilmente legato a quello della grande isola (Porto Rico) e si trova al cuore della relazione imperialista-coloniale. Una Porto Rico davvero indipendente sarebbe in grado di proteggere i suoi comuni e i suoi territori dall’appropriazione indebita e dall’espropriazione degli Stati Uniti. Uniamo le nostre voci per chiedere la fine dell’occupazione militare da parte degli Stati Uniti dell’isola di Vieques! Sosteniamo anche il diritto dei portoricani all’indipendenza!
Para libertad e Independencia!
Ona Move! LLJA!
La Marina degli Stati Uniti fuori da Vieques Ora!
![]()
UNITI PER MUMIA ! LA REPRESSIONE DEVE FINIRE ! MUMIA DEVE VIVERE !
![]()
Questo articolo proviene da: Berta Joubert-Ceci Bjoubert@compuserve.com spedito mercoledi’ 17 novembre 1999 e ricevuto tramite la lista dell'Associazione telematica MalcomX. Grazie Maria... Tutti i diritti riservati
2 DICEMBRE 1999
GIORNATA EUROPEA A SOSTEGNO DI MUMIA ABU-JAMAL
LA MOBILITAZIONE PER MUMIA ABU-JAMAL CONTINUA !
LIBERTA' PER MUMIA ABU-JAMAL !
LIBERTA' PER TUTTI I PRIGIONIERI RIVOLUZIONARI !