
93° Anniversario della Rivoluzione d’Ottobre
OTTOBRE
1917 FUCINA DELLA RIVOLUZIONE MONDIALE!
93
anni ci separano da quel 7 Novembre del 1917, da quando, per la prima volta nel
mondo, il proletariato sotto la guida del Partito Comunista (bolscevico) diretto
da Lenin rendeva concreta la possibilità per la Classe operaia di rovesciare il
potere politico della borghesia e di instaurare il proprio potere politico. Fu
la dimostrazione della validità pratica del marxismo, come arma scientifica di
parte, impugnabile dal proletariato in quanto classe nella battaglia contro il
capitalismo.
La
Rivoluzione d’Ottobre fu la straordinaria conferma della giustezza della linea
di Lenin, sviluppatasi in lunghi anni di lotta contro l’opportunismo nelle sue
diverse varianti di destra e di sinistra, su scala interna e internazionale, che
il proletariato solo se guidato da un Partito d’avanguardia poteva fare la
Rivoluzione, spezzare violentemente la macchina statale borghese e costruire una
nuova società.
La
Rivoluzione d’Ottobre dimostrò che l’unica via d’uscita alla guerra
imperialista mondiale era la Rivoluzione socialista, e, questo le diede
un’enorme eco internazionale, collegato ad una generale situazione
oggettivamente rivoluzionaria che attraversò i paesi europei teatro della
guerra.
Da
sempre Lenin e il Partito bolscevico considerarono la Rivoluzione russa non come
fine a se stessa, ma come primo passo della Rivoluzione mondiale. Proprio per
questo Lenin e il Partito bolscevico si batterono per trarre le lezioni più
avanzate dell’esperienza della Rivoluzione d’Ottobre, in particolare intorno
alla rottura intransigente con i partiti riformisti e socialdemocratici che,
proprio in occasione della Guerra Mondiale, avevano dimostrato fino a che punto
arrivava la degenerazione, con il passaggio al sostegno aperto o mascherato
delle ragioni dei paesi imperialisti nella guerra. Su questa base si formò la
IIIª Internazionale e per la prima volta nella storia, in relazione ai
cambiamenti oggettivi prodotti dallo sviluppo dell’imperialismo e dalla guerra
mondiale, la lotta per il socialismo passò ad essere da fenomeno europeo ad una
lotta su scala mondiale.
Ma,
nonostante l’enorme impegno di Lenin e della Russia Sovietica e i coraggiosi
sforzi d’importanti settori del proletariato europeo (tedesco, inglese,
italiano), guidato da eroici rivoluzionari che formarono nuovi ed autentici
partiti comunisti nei loro paesi (come il P.C.d’Italia nel ‘21), condizioni
oggettive diverse e condizioni soggettive più arretrate (primo fra tutti il
ritardo con cui nacquero Partiti comunisti rivoluzionari e la fragilità teorica
- mancava l’assimilazione della lezione del bolscevismo - di quelli nati),
portarono alla sconfitta delle rivoluzioni negli altri paesi, al relativo
isolamento della Russia sovietica e ad una fase di stabilizzazione capitalista.
Da
questa situazione emerse per Lenin e dirigenti bolscevichi, in particolare
Stalin, la necessità di salvaguardare i risultati della Rivoluzione in Russia e
di avanzare nella costruzione del Socialismo nella sola Russia, tra l’altro in
condizioni d’accerchiamento economico e politico da parte di tutte le potenze
imperialiste.
Già
Lenin e, soprattutto dopo la sua morte, il Partito bolscevico diretto da Stalin,
condussero un’importante lotta ideologica, teorica, politica, organizzativa
contro trotzkisti, menscevichi e tutte le deviazioni che, facendo leva su alcune
condizioni oggettive: basso livello delle forze produttive, presenza massiccia
dei contadini, isolamento internazionale della Russia Socialista, sostenevano
che la lotta per la costruzione del Socialismo non doveva essere condotta e
propugnavano teorie e politiche ora avventuriste e dottrinarie (la rivoluzione
permanente di Trotzki) ora apertamente opportuniste e liquidatrici del potere
proletario (il democraticismo e il pieno sostegno allo sviluppo capitalistico:
“ l’arricchitevi di Bucharin”- che nell’odierno si è riproposta in
Cina). Queste teorie errate e capitolazioniste furono battute teoricamente e,
soprattutto, praticamente quando la direzione del Partito Comunista Russo
diretto da Stalin, decine di milioni di operai e contadini s’impegnarono con
tutte le forze per rovesciare il vecchio sistema capitalistico, collettivizzare
l’agricoltura e creare un nuovo sistema economico che, nell’essenziale,
marciava verso la fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Queste
teorie furono sconfitte nell’intero movimento Comunista internazionale dai
Partiti comunisti e da grandi settori d’avanguardia del proletariato che
appoggiarono e sostennero le battaglie e le vittorie parziali del Proletariato
russo e ostacolarono le mire imperialiste di distruzione del primo Stato
Socialista. Chiunque nega tutto questo, in nome del senno di poi e del marxismo
di cattedra e del pregiudizio piccolo-borghese, è un sostenitore del socialismo
immaginario ed è sicuramente nemico del movimento rivoluzionario reale del
proletariato e non ha nessuna legittimità a sviluppare una critica degli errori
gravi e laceranti che pur ci sono stati: errori nati soprattutto dalla mancanza
di esperienze precedenti dove la situazione di accerchiamento imperialista non
consentì di rispondere in termini avanzati ai problemi interni che ci si
trovava davanti e di utilizzare con efficacia duratura, nel proseguire della
lotta, in presenza delle contraddizioni di classe, tutti gli strumenti del
materialismo dialettico, sia contro le deformazioni del marxismo presenti nelle
fila della classe operaia, sia ad impedire la futura restaurazione
capitalistica.
Non
si spiega altrimenti, nonostante la corretta lotta, condotta da Stalin, contro
le posizioni errate presenti nel Partito bolscevico, dopo la grandiosa vittoria
sul nazifascismo e la creazione del Campo Socialista, come, dopo la sua morte,
Krusciov nel ‘56 riuscì ad innescare al XX° congresso quel processo
revisionista che proseguito con Breznev e Gorbaciov ha condotto alla distruzione
dell’URSS e di tutte le grandi conquiste sociali seguite alla vittoria della
Rivoluzione d’Ottobre.
93anni
sono solo un battito d’ali di farfalla, la lotta del riscatto proletario,
iniziata agli albori della storia umana è ancora lunga e difficile, ma continua
nel presente, confermando tuttora la validità marxista della scelta
rivoluzionaria per la conquista del potere, dimostrando che occorre in questa
lotta senza quartiere, smascherare di fronte alle masse l’opportunismo in
tutte le sue varianti riformiste, riappropriarsi del materialismo dialettico e
dei principi del marxismo-leninismo, riconoscendo con Lenin che la
caratteristica principale dell’epoca attuale è la crisi generale
dell’imperialismo e la transizione dal capitalismo al socialismo, riconoscendo
nella difesa intransigente di Stalin la giustezza della lotta ideologica. La
strada per la prima volta nella storia dell’umanità è stata aperta dalla
grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre spetta ai Comunisti del terzo
millennio continuarla fino alla definitiva vittoria del Socialismo in tutto il
mondo!
Linea
Rossa Genova - del Partito Comunista d’Italia (m-l)
Genova,
7 Novembre 2010