1917
Quando e dove
. Le manifestazioni ebbero inizio il 23 febbraio 1917 (8 marzo, secondo il calendario occidentale) a Pietrogrado, la più moderna delle città russe, a causa della scarsità di cibo.Obiettivi degli insorti
erano: pane per sopravvivere, fine della guerra, spartizione delle terre, otto ore lavorative, aumento dei salari.|
LE VICENDE IN BREVE: 1917 |
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Scoppio della rivoluzione a Pietrogrado; |
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Aprile |
Tesi di aprile di Lenin: passaggio di tutto il potere ai Soviet , esclusione totale della borghesia dalla direzione del paese; |
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Insurrezione dei Soviet; al comando del Partito (comunista) bolscevico la Guardia Rossa dà l'assalto al Palazzo d'Inverno, arrestato l'intero governo; |
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marzo |
Trattato di pace con la Germania (Brest-Litovsk) la controrivoluzione, diretta dai generali zaristi, fu appoggiata dall’Intesa e sostenuta da tutti i partiti dell’opposizione. La lotta fra eserciti bianchi (colore della bandiera zarista) e l’Armata Rossa, continuò fino al 1920 concludendosi infine con la vittoria dei rivoluzionari. |
Conseguenze politiche e sociali in Russia
Finita la guerra il Partito bolscevico dovette adottare provvedimenti eccezionali, lo stesso potere dei soviet parve essere esautorato della sua autorità. La grave crisi degli approvvigionamenti rese necessario l'esproprio di autorità delle eccedenze alimentari custodite nei ricchi latifondi delle campagne (problema che si presenterà anche più tardi e che sarà eliminato con l'abolizione dei privilegi della classe contadina (ricca borghesia contadina) dei Kulak) per poter distribuire gratuitamente tra la popolazione urbana affamata i generi di prima necessità; gli altri importanti provvedimenti sono l'esproprio e nazionalizzazione delle industrie delle banche e dei trasporti, l'introduzione del lavoro obbligatorio, furono anche previste pene severissime per coloro che si sottraevano al lavoro obbligatorio o al servizio militare. Altro grande problema che si presentò al nuovo potere sovietico fu quello del diritto all’autonomia delle singole nazionalità (facenti parte dell'immenso territorio della Russia) oppresse dallo zarismo ed ereditato da questi, come contemplava la nuova Costituzione, la quale prevedeva perfino una eventuale scelta separatista. Al Commissariato alle nazionalità fu nominato J.V.Stalin, mentre L.D.Trotzkj si è impegnato con fervore nella formazione del nuovo esercito sovietico, L'Armata Rossa.
Venne istituita un nuovo servizio di polizia agli interni (la Ceka), il compito principale fu quello di scoprire ed eliminare ogni pericolo di sabotaggio e di complotti contro il nuovo potere sovietico.
Conseguenze politiche e sociali fuori della Russia
Il nuovo potere sovietico era ancora molto debole e assillato da difficoltà interne ed esterne: l’ostilità degli stati europei (che temevano il diffondersi dell’ondata rivoluzionaria) e la grave crisi economica della Russia minacciavano il consolidamento della vittoriosa Rivoluzione sovietica ma che venne accolta, salutata dai lavoratori e dai rivoluzionari di tutto il mondo con grande entusiasmo. Realizzare una Repubblica Socialista attraverso l'abbattimento violento delle istituzioni borghesi sembrava essere possibile anche in altri paesi, i partiti politici di ispirazione socialista e radicale guardarono all’esperienza bolscevica come ad un modello da imitare e si impegnarono con slancio e fiducia nell’organizzare la rivoluzione nei propri paesi.
Si costituì, nel 1919, la Terza Internazionale Comunista (Komintern), alla quale aderirono tutti i Partiti comunisti (con la qualifica di Sezioni dell'Internazionale) con un programma che prevedeva il rovesciamento dei regimi borghesi (capitalisti) dei propri paesi, e dove il Partito comunista della Russia (bolscevico), aveva il ruolo di coordinatore.
Conseguenze economiche in Russia
Consapevole della gravità della situazione, nel 1921 il Partito comunista (bolscevico) attuò, sotto la direzione di Lenin, un nuovo programma economico: la NEP, ossia la Nuova Politica Economica. Alla base della NEP c’era la consapevolezza che non si sarebbe potuto continuare a governare adottando esclusivamente misure restrittive e di sicurezza, che stavamo producendo nella popolazione, ossia nelle masse lavoratrici sentimenti di ostilità, e che senza il loro consenso il Potere sovietico non si sarebbe potuto consolidare.
Il programma, accanto alla nazionalizzazione dell’industria pesante, delle miniere e delle banche, dava spazio alla piccola proprietà privata. Si trattava infatti di conciliare i principi della rivoluzione con le esigenze dell’immensa massa di contadini, da secoli in attesa di divenire proprietari di un pur minimo pezzo di terra. Al fine di stimolare lo sviluppo agricolo e industriale si decise quindi di liberalizzare il commercio privato (vietato dai primi decreti rivoluzionari): il contadino non fu più costretto a versare allo stato i prodotti eccedenti, ma poté venderli. Inoltre venne anche incentivata la piccola industria privata, per stimolare la circolazione mercantile. Gli effetti positivi della NEP furono immediati: la produzione aumentò, si allargò la piccola proprietà contadina, i generi alimentari furono più facilmente reperibili e il governo recuperò il consenso delle masse contadine.