Rapporto Mitrokhin da 167 a 183


TOP SECRET UK*

Fonte sensibile

Rapporto nr. 167

Data del rapporto: 20 maggio 1996

Oggetto: Residenture illegali in Italia e Uruguay dirette dall'agente illegale "Darko" ("Marko"/ "Boyevoy"): Giovanni Antonio Bertoni alias Valentino Marghetti alias Giovanni Cherezatcho/Seresatto alias Carlos Espinoza Moreno

Fonte: Ex agente del Kgb di comprovata attendibilità con accesso diretto ma parziale

Data delle informazioni: Fino al 1984

AVVERTENZA: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.

Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

Commento: 1. Nulla risulta ai nostri atti circa le seguenti persone citate nel presente rapporto:

- SAPANI/COPANI Luigi;

- GRANDI;

- VAN MINH/VAN LIN;

- MANUILSKY;

- TOGLIATTI.

2. "VIKTOR", Pavel Aleksandrovich KARALUN, alias Robert ZHOSSERA. KARALUN è nato a Riga nel 1915. Nel 1953, veniva descritto da un defezionista quale ex consigliere del Ministero della Pubblica Sicurezza polacco e, nel 1957, da un emigrato quale Colonnello e Vice Capo del Direttorato 1 del GZI (Contro-spionaggio Militare sovietico in Polonia) fino al 1954, anche se la stessa fonte l'aveva poi visto a Varsavia nell'ottobre 1956. Risultava essere buon conoscitore del polacco, russo e tartaro. Soffriva di disturbi intestinali (!). Risulta essere stato destinato a Bielany (Polonia) dall'1 ottobre 1950 al 1957.

3. "ZHANGO", identificato dalla fonte nell'illegale Mikhail Ivanovich FILONENKO, nato nel 1916, usava documenti a nome Iozef Yvanovich KULD, nato il 7 luglio 1914 a Alliance, Ohio, USA.

4. "PATRIYA" ("ZNOY"/"AFRICA"), Maria Luiza de ERNANDES de las ERAS, alias Mario Luiza de MARCHETTE è oggetto del rapporto nr. 166. Il nome MARCHETTE è probabilmente una variante di MARGHETTI, ovvero del nome da sposata "PATRIYA".

Residenture illegali in Italia e Uruguay dirette dall'agente illegale "Darko" ("Marko"/ "Boyevoy"): Giovanni Antonio Bertoni alias Valentino Marghetti alias Giovanni Cherezatcho/Seresatto alias Carlos Espinoza Moreno

1. Nel febbraio 1941 veniva creato il primo Direttorato (intelligence), sul modello del Dipartimento 5 del Direttorato in Capo del NKGB, nel quale le competenze relative alle operazioni degli illegali venivano assegnate al Dipartimento 7. Cominciava la guerra e nell'agosto 1941 veniva creato il 4° Direttorato del NKVD-NKGB dell'URSS, competente per l'addestramento degli agenti illegali e l'organizzazione delle residenture intelligence e C/S e dei gruppi operativi di combattimento nelle regioni occupate dell'URSS. Nel 1941, più di 800 gruppi di combattimento operativi venivano infiltrati nelle retrovie tedesche tramite il 4° Direttorato e nel corso dell'intera guerra furono organizzati 2222 gruppi del genere. Durante i primi tre anni di guerra, 190 illegali furono infiltrati in 27 Paesi, di cui 27 in Germania e nei Paesi suoi alleati.

2. In Italia, operava una residentura illegale diretta da "BOYEVOY" ("MAROKO") ["MARKO"], nella quale "RIKO" lavorava come operatore radio. Entrambi erano italiani, anti-fascisti e comunisti che erano riparati in URSS. "BOYEVOY" riusciva a farsi assumere dal MAE italiano.

3. "MARKO" (precedentemente chiamato "BOYEVOY"), BERTONI Giovanni Antonio, era italiano, nato a Faenza. Fino al 1925 aveva vissuto in Italia ed era membro del PCI. Quando era sul procinto di essere arrestato a causa della sua attività comunista, "MARKO" uccideva due leaders dell'organizzazione fascista di Faenza, evitando l'arresto. Veniva allora immediatamente inviato in URSS, quale rifugiato politico, dal Comitato Centrale del PCI. I tribunali italiani lo condannarono in contumacia a 26 anni di carcere. Da allora visse in URSS e divenne membro del PCUS nel 1931.

4. "DARKO" ("MARKO" "BOYEBOY" [sic], BERTONI Giovanni Antonio, nato nel 1900 a Faenza, Italia, era italiano, cittadino sovietico dal 1951 e membro del PCUS dal 1931. Questo era il suo Curriculum Vitae:

- dal 1922, Segretario dell'organizzazione del Komsomol della provincia di Ravenna;

- Nell'aprile 1925, al tentativo del suo arresto a Faenza, uccide due leaders della locale organizzazione fascista e ne ferisce in terzo. Entra nella clandestinità e diventa ricercato;

- Su decisione del Comitato Centrale del PCI, "DARKO" viene fatto uscire dall'Italia, via Svizzera, e inviato in URSS. Lavora per il MOPR del Comintern.

5. Nel dicembre 1933, all'Hotel Mayak di Mosca, "DARKO" ed un suo compagno, SAPANI (? COPANI) Luigi, rifugiato politico dall'Italia, uccidevano il trotzkista italiano GRANDI, uno dei delegati italiani che era venuto illegalmente al 23° Plenum dell'IKKI [Comitato Centrale del Comintern]. Secondo le voci correnti, la leadership del PCI era a conoscenza dell'imminente uccisione di GRANDI. "DARKO" veniva imprigionato dalle autorità, ma grazie all'intervento del PCI veniva rilasciato a condizione che non rivelasse mai ad alcuno quanto era successo. "DARKO" lavorò poi nella segreteria di VAN MIHN e MANULSKI.

6. Insieme ad un altro rifugiato politico italiano, COPANI Luigi [sic, SAPIANI?], nel dicembre 1933 "MARKO" ["DARKO"] uccideva il provocatore trotzkista GRANDI all'Hotel Mayak; questi apparteneva al gruppo trotzkista siciliano ed aveva cercato di rifugiarsi presso il Consolato Italiano a Mosca in seguito allo scompiglio creatosi all'interno della delegazione italiana al 13° Plenum del Comitato Esecutivo del Comintern (IKKI). Nel 1934-36 era il segretario di VAN LIN [translitterazione] e, dopo la partenza di quest'ultimo, lavorò nella segreteria di MANIULISKY.

7. Veniva reclutato dagli enti OGPU; si occupava dei rifugiati politici in URSS. In seguito ad accordi con TOGLIATTI, "DARKO" veniva assunto dal NKVD nel 1944 e viene addestrato per il ruolo di residente di unaa residentura illegale in Nord Italia. Nel maggio 1944 veniva infiltrato in Jugoslavia e paracadutato in Bosnia, da dove raggiungeva l'Italia.

8. Aveva cooperato che (sic) gli organismi di sicurezza fin dal 1938. Nel 1944, dietro disposizioni di TOGLIATTI, "MARKO" ["DARKO"] veniva assunto per svolgere attività intelligence. In quell'anno veniva infiltrato in Italia. Insieme al suo compagno "RIKO", "MARKO" veniva paracadutato nell'area di Petrovac, in Bosnia, e da lì raggiungevano Bari e quindi Roma.

9. A "MARKO" ["DARKO"] venivano dati documenti a nome CERESACCIO (?) Giovanni. Riusciva a farsi assumere dal MAE, da dove inviava vari documenti. "MARKO" rimase in Italia dal giugno 1944 al maggio 1949.

10. Riusciva a farsi assumere dal MAE nel 1946. Inviava regolarmente materiale documentario dal MAE alla residentura di Roma. Ma, nel 1948, "DARKO" veniva riconosciuto da un avventore al Ministero, il quale lo conosceva come un funzionario dell'IKKI a Mosca. Per impedire il suo arresto, la residentura lo faceva imbarcare clandestinamente a Napoli su una nave sovietica alla volta dell'URSS.

11. Nel 1944, per evitare i pericoli derivanti dal fatto che "MARKO" era stato riconosciuto al suo posto di lavoro al MAE, egli veniva spedito clandestinamente in URSS. Nel 1953 veniva istruito per lavorare come illegale in Messico quale vice Residente della locale residentura. Gli venivano dati documenti cileni a nome Carlos Espinoza MORENO, nato nel 1909 a Tmuco, Cile, di cittadinanza cilena. Un passaporto a questo nome era stato ottenuto tramite l'agente "ADEL" [Adèle] al Consolato cileno a Parigi.

12. Nel gennaio 1954, l'agente "ADEL" otteneva un passaporto straniero cileno per "MARKO" al Consolato guatemalteco di Parigi. Il passaporto era a nome Carlos ESPINOZA MORENO, nato nel 1909 a Temuco, che aveva vissuto a lungo in Europa.

13. Il precedente falso passaporto era rimasto presso il Consolato e "ADEL" moriva improvvisamente.

14. Nel 1954 "DARKO" lasciava l'URSS con un falso passaporto francese per la Svizzera da dove proseguiva, via Spagna, per il Messico con un falso passaporto cileno. In Messico non riusciva però ad ottenere documenti d'identità messicani e legalizzare la sua posizione. Veniva quindi richiamato in URSS

15. "MARKO" era un italiano che nel 1955 era a capo di una residentura illegale in Uruguay dove svolgeva attività intelligence sull'America Latina. La residentura comprendeva i seguenti agenti:

- "ZNOY", operatore radio, donna spagnola;

- "MARIO", ufficiale operativo, spagnolo,

- "MARKO" che probabilmente disponeva di documenti svizzeri. Aveva un fratello che viveva a Faenza, Italia; era un autista ex-membro del PCI. In precedenza "MARKO" aveva lavorato in Messico.

16. Nel 1956 era stato destinato in Uruguay con un passaporto falso italiano fabbricato dalla Centrale a nome di MARGHETTI Valentino. Mentre si trovava in Uruguay contraeva matrimonio con una collega, l'agente illegale "PATRIYA" ["ZNOY"]. "PATRIYA" aveva già la cittadinanza uruguayana. Come copertura gli agenti aprivano un'attività in proprio, un negozio di antiquariato, per un valore di 80.000 pesos uruguayani (4.500 dollari).

17. A parte "PATRIYA" e "DARKO" la residentura comprendeva anche "MARIO": essa svolgeva i compiti assegnati dalla Centrale, faceva verifiche di background e l'indirizzo di casa della coppia fungeva da casella postale.

18. Nel 1958 l'illegale "VIKTOR" veniva inviato in Brasile per operazioni illegali, sostituendo il residente "ZHANGO". Usava il nome di copertura Roberto ZHOSSERA [JOSSERA], un uomo che aveva lasciato il Brasile nel 1924 ed era morto in URSS nel 1950. Il certificato di nascita brasiliano era stato ottenuto dall'agente "MARIO" che si era recato dall'Uruguay in Brasile proprio per questo compito nel 1957.

20. Documenti usati da "DARKO":

- nel 1946/48 lavorava in Italia sotto il nome di SERESATTO Giovanni;

- aveva un passaporto francese a nome SIMALTI Emile, nato nel 1906;

- aveva anche una CI francese a nome Carlos Espinosa MORENO, nato nel 1909 ed un certificato di nascita. Un formulario consolare con questo nominativo era stato compilato dall'agente "ADEL";

- un certificato di nascita nr. 24470 a nome MARTINEZ Doromeo, messicano;

- un altro certificato di nascita nr. 57342 a nome MORALES Rosas Pablo nato nel 1913.

21. "DARKO" moriva nel 1963.

Commento del servizio: 1. Le aggiunte/integrazioni del desk officer sono tra parentesi quadre; le omissioni con una riga vuota o punti.

2. "PATRIYA" è oggetto di un rapporto separato. E' stata identificata dalla fonte in Maria Luiza de ERNANDES DARBAT de las ERAS, alias Maria Luiza de MARCHETTE. Ha usato anche i nomi in codice "ZNOY" e "AFRICA".

3. La fonte non ha identificato l'agente "MARIO", in altra occasione ha fornito la seguente informazione che potrebbe riferirsi a lui:

"MARIO" era il proprietario di una grossa società commerciale di materiali elettrici a Montevideo.


TOP SECRET UK*

Rapporto nr. 168

Data del rapporto: 20 maggio 1996

Oggetto: Illegale del KGB "Pik" alias Alexandr Vladimirovich Semenov e sua moglie "Stella", alias Helene Berta Hauser

Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità con accesso diretto ma parziale.

Data dell'informazione: Fino al 1984

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.

Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

Commento: Sergey Ivanovich CHUKANOV, nato il 1/10/23 in URSS. Noto in atti come corriere diplomatico nel 1963, ma si valuta fosse un mestiere di copertura. Tra febbraio 1974 e il 1980 circa era Primo Segretario presso l'Ambasciata Sovietica a Dakkar. Falsificatore del Direttorato S, era noto per aver partecipato ad un'operazione di falsificazione a Dakkar in febbraio/aprile 1974 (secondo le dichiarazioni di OVATION).

Illegale del KGB "Pik" alias Alexandr Vladimirovich Semenov e sua moglie "Stella", alias Helene Berta Hauser

1. L'illegale del KGB "PIK" venne destinato in Italia nel 1954, proveniente dalla Romania.

2. "STELLA" era un'illegale, moglie dell'illegale "PIK". "PIK" aveva una storia di copertura basata su un "doppio" tedesco. Un atto di nascita venne registrato presso gli archivi di una Chiesa cattolica di Reichenberg [sic, forse Reichenbach?], nell'ex provincia dei Sudeti, nel Volume 16, pagina 30, nr. di serie 129, nell'anno 1925. Venne registrata come HAUSER Helene Berta, nata il 30 aprile 1925 a Reichenberg e battezzata nella stessa Reichenberg il 1 maggio. La registrazione dell'atto venne fatta dall'ufficiale del Direttorato S CHUKANOV.

3. "STELLA" HAUSER Helene Berta, nata il 30 aprile 1925 a Reichenberg venne battezzata il 1 maggio 1925 a Reichenberg. Un atto di nascita con questi nomi venne fatto presso gli archivi della chiesa cattolica di Reichenberg (distretto dei Sudeti) per l'anno 1925, volume 16, pagina 30, nr. di serie 129. L'atto venne registrato da CHUKANOV. "STELLA" era la moglie dell'illegale "PIK".

4. Nel 1954-55, venne allestita una residentura illegale in Italia. Il residente era l'illegale "PIK", mentre l'illegale "TANYA" era l'ufficiale della residentura. "YEFRAT" e "TANYA" erano sposati e vivevano in Italia con documenti libanesi:

"YEFRAT" AKOPYAN Ashot Abgarovich, nato nel 1915 a Baku, era armeno;

"TANYA", AKOPYAN (nome da nubile CHERTENKO) Kira Viktorovna, nata nel 1919 a Baku, era di etnia russa.

5. "ALEZIA", MOSOLOVA (nome da sposata ADANT) Yelena Anatolyevna, nata nel 1903 era cittadina francese; faceva la fotografa e viveva a Parigi. venne reclutata nel 1959 da TRISHIN A.F. (del SSOD) [Unione delle Organizzazioni d'Amicizia Sovietiche] perché assolvesse vari compiti individuali. nel 1960 "ALEZIA" dovette fornire urgentemente assistenza alla moglie dell'illegale "PIK", "STELLA", di passaggio a Parigi con un bambino piccolo e che non parlava francese.

6. "LEDA" era un agente documentario; un agente di valore della residentura di Roma; era in contatto con l'illegale "PIK" tra il 1962 e il 1965. "LEDA" era probabilmente una donna; conosceva "PIK" sotto il nome di Dzinho [Gino].

7. "RENGO" era un agente del 7° Dipartimento del FCD; dall'agosto 1967 al febbraio 1969 l'illegale "PIK" lavorò con lui in Polonia:

Venivano organizzati incontri due volte al mese e vennero presi accordi per poter indire incontri di controllo nell'intervallo, veniva utilizzato un segnale convenzionale in ferro battuto nel caso in cui si perdesse il contatto e furono stabiliti accordi per eventuali incontri d'emergenza, sia su iniziativa di "RENGO" che di "PIK"; "RENGO" doveva telefonare a "PIK", ma "PIK" doveva esporre un segnale di richiamo.

8. "PIK" visse in Polonia con documenti sovietici a nome di SEMENOV Aleksandr Vladimirovich.

Commento del servizio: 1. Le aggiunte/integrazioni del desk officer sono tra parentesi quadre; le omissioni con una riga vuota o punti.

2. La residentura illegale di Roma sotto la gestione "YEFRAT" è oggetto di rapporto separato.

3. "RENGO" era un agente del KGB FCD, dipartimento geografico che copriva l'Estremo Oriente.

4. La fonte ha fornito le seguenti informazioni per identificare CHUKANOV, IO del KGB, nei paragrafi 2 e 3:

Il 2° Dipartimento del Direttorato S aveva a disposizione grandissimi specialisti della tecnica della falsificazione di documenti, come ad esempio CHUKANOV S.I., che è stato insignito del titolo di Lavoratore Culturale e Artista Distinto.


TOP SECRET UK*

Rapporto nr. 169

Data del rapporto: 21 maggio 1996

Oggetto: Residentura illegale del KGB in Italia diretta dagli agenti speciali "Lev" e "Lionka"

Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità con accesso diretto ma parziale.

Data dell'informazione: Fino al 1984

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.

Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

Commento: 1. Non abbiamo tracce di Rita MERTAG nei nostri atti.

2. "KIM", identificato dalla fonte in Klimentiy Alekseyevich KUITHAN, nato a Mosca nel 1949, russo (suo padre era russo, sua madre tedesca); Senior Lieutenant del KGB (nel 1976); era figlio dell'agente illegale "EVA".

Residentura illegale del KGB in Italia diretta dagli agenti speciali "Lev" e "Lionka"

1. "LEV" e "LIONKA": lui è spagnolo, lei è italiana, reclutati nel 1945 e destinati in Italia nel 1946, presso una società di import-export in Italia. Agenti del 1° Dipartimento, Direttorato S, 1974.

2. "YUG" [Sud], PIVAROVICH Viktoriya Yevgenyevna, nata nel 1915 al Cairo da padre russo e madre greca; aveva una storia di copertura sulla base del nome di GERGES (nome da nubile NIKOLÉ?) Anna Georgiyevna, nata nel 1915 a Sofia, cittadina greca del RFG. Fino al 1925 visse in Egitto, poi andò in URSS con i genitori; tra il 1953 e 1955 venne sottoposta ad addestramento speciale a Mosca per lavorare in condizioni speciali come operatore radio. Vennero spesi 60.000 rubli per il suo addestramento.

3. Nel 1956, passò dalla RDT alla RFG, dove ottenne un passaporto straniero. Nell'ottobre 1957, a Francoforte sul Meno si sposò con "KIR" ("RIKO"). "KIR" era CONCIANI Enrico, nato nel 1906, italiano. Fino al 1936 aveva lavorato come muratore a Genova; tra il 1936 e il '38 combattè nella brigata Internazionale di Spagna, dove venne reclutato. Venne inviato in delle residenture in Francia, Italia e Jugoslavia, per assolvere compiti speciali. Nel gennaio 1941, in URSS, lavorò nel 4° Direttorato del KGB; venne addestrato come operatore radio, sabotatore e paracadutista.

4. Nel maggio 1944, venne paracadutato in Jugoslavia per lavorare come operatore radio per la residentura di "BOYEVOY". Nel luglio 1944 "KIE" venne inviato in Italia, dove lavorò nella residentura illegale di "MAKS".

5. In luglio-agosto 1951, venne ulteriormente addestrato a Mosca come operatore radio, e doveva essere destinato alla residentura allestita in Italia sulla base del gruppo "LEV". Nel 1956 venne esfiltrato nuovamente in URSS e addestrato all'uso del trasmettitore BR-2; acquisì anche una copertura come rappresentante della "KADI WATCH" società svizzera con sede nell'Italia del Nord; acquistò un appartamento dove installò una radio rice-trasmittente. Il 16 dicembre 1958, "KIR" moriva in un ospedale di Rapallo.

6. "YUG" era una operatrice radio della residentura di "LEV"

7. "YUG" portò nel 1958 dalla Centrale una radio rice-trasmittente. Dopo la morte di "RIKO", "YUG" soffrì di depressione e mania di persecuzione. La residentura la trasferì immediatamente a Roma, e di lì venne accompagnata da un ufficiale della residentura.

8. "RONDA" MERTAG Rita, nata nel 1936, cittadina italiana; faceva la parrucchiera in un negozio di Berlino Ovest. Nel 1977, venne dato il suo indirizzo all'illegale "KIM" per l'invio della corrispondenza e nel 1978 venne dato anche all'agente speciale "LEV". Giunsero 8 lettere da "LEV" dall'Italia e 3 lettere da "KIM" dagli USA. L'analisi di esperti dimostrò che una lettera operativa di "KIM" era stata aperta nel 1979. A "LEV" venne sottratta la lista di quanti usavano quell'indirizzo. Un controllo su "KIM" stabilì che nel gennaio 1980 aveva passato l'indirizzo di "RONDA" al nemico.

9. "RONDE", MERTAG Rita, Berlino Ovest, 31 Wilmesdorf, Badenschestrasse 27a.

Commento del servizio: 1. Nel 1974, il Dipartimento 1 del Direttorato S era il dipartimento geografico responsabile delle operazioni illegali in Europa. Nel '76 il Dipartimento 1 divenne Dipartimento 5.

2. La leggera modifica nel paragrafo 9 nell'ortografia del nome in codice di Rita MERTAG è probabilmente dovuto ad un errore della fonte nel registrare le informazioni originali.


TOP SECRET UK*

Rapporto numero 170

Data di emissione: 22 maggio 1996

Oggetto: Agente illegale del KGB "ARTUR" ("MASK") e sua moglie "LUIZA": IOSIF ROMALDOVICH GRIGULEVICH e LAURA ARAUXO AGILAR.

Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

Data delle informazioni: Fino al 1984.

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto a di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

Commento:

a. GRIGULAVICH Iosif Romaldovich, nato nel 1912 ca. Descritto come ex agente illegale in America Latina negli anni '60 (notizie stampa). Avrebbe lasciato il KGB nel 1957 per entrare nel Dipartimento America Latina del Comitato di Stato per le Relazioni Culturali con l'Estero nel 1958. Nel 1985 era membro dell'Accademia Sovietica delle Scienze ed impiegato dell'Istituto di Etnografia. Il defezionista NORTHSTAR lo descrive quale un ottimo agente illegale del KGB che usava documenti d'identità latino-americani e che aveva lavorato a Roma. Era stato fatto Cavaliere di Malta ed era miliardario. Dopo il suo collocamento a riposo recitò una parte in un film di addestramento del KGB (datato 12/12/91). Potrebbe identificarsi in GRIGULEVICH.

b. William FISHER, alias Rudolf ABEL, nato 11/7/1903 a Newcastle, UK, ben noto caso di spionaggio che si concluse con lo scambio di ABEL, condannato per spionaggio nel 1957, con un pilota americano il cui aereo fu abbattuto mentre sorvolava l'URSS.

c. CORDILLO e VYSHINKIY non sono noti in atti.

d. Jose David Alfaro SIQUEIROS alias EL CORONELAZO alias Rojas ROJAS alias Miguel GONZALES, nato il 29/12/1898 a Mexico City, pittore. Personaggio storico conosciuto per aver partecipato nel 1940 all'attentato contro TROTZKY nel suo esilio in Messico.

e. Albert/Abel BELTRAN, o anche Alberto BELTRAN:

a. Un Alberto BELTRAN, comunista, era nella lista dei possibili delegati messicani al "Festival di Berlino" (scopo non precisato) il 13/7/1951.

b. Il 21/9/54, un Alberto BELTRAN viene descritto quale un ex-Commissario di Divisione dell'Armata Repubblicana e noto comunista spagnolo che gestiva il Ristorante "Bellinghausen" in Messico. BELTRAN avrebbe permesso ai comunisti spagnoli di usare il ristorante come buca delle lettere.

c. Il 6/3/58, Alberto BELTRAN viene descritto come un artista che lavorava per il giornale "El Popular" e altre riviste dell'estrema sinistra.

d. Membro della commissione delle Arti della Società Messicana di Amicizia con la Cina Popolare nell'agosto 1958.

Rapporto numero 170

Agente illegale del KGB "ARTUR" ("MASK") e sua moglie "LUIZA": IOSIF ROMALDOVICH GRIGULEVICH e LAURA ARAUXO AGILAR.

1. "ARTUR", nato nel 1913 in Lituania, era un Karaim (tartaro convertitosi al judaismo), che lavorava come illegale. Secondo la sua storia di copertura, era il figlio illegittimo di un personaggio molto in vista di Costa Rica. "ARTUR" lavorava in America Latina e questo nome in codice era usato da GRIGULEVICH, che non era mai stato nel Paese di nascita della sua storia di copertura. Durante la guerra, il suo gruppo compì azioni di sabotaggio contro navi: il metodo usato era quello di nascondere dell'esplosivo nel carbone destinato alle caldaie delle navi. Visse anche in Spagna dove diventò amico di CORRILLO, Segretario Generale del Partito Comunista spagnolo; egli fece da padrino al figlio di CORRILLO.

2. Dopo la guerra, "ARTUR" lavorò nelle Nazioni Unite con il rango di Ambasciatore; nel 1952 pronunciò un discorso per conto dei Paesi dell'America Latina all'Assemblea Generale dell'ONU nel quale criticava la politica dell'URSS, sebbene in termini moderati. VYSHINSKIY, il Ministro degli Esteri sovietico, come risposta, nel suo discorso descrisse "ARTUR" come un pagliaccio. "ARTUR" fu anche ricevuto in udienza dal Papa. Il suo nome non figura nella lista dei 10.000 agenti pubblicata in Occidente.

3. La residentura illegale in Argentina, diretta da "MAKS" [MAX] (I.R. GRIGULEVIC) e che comprendeva i combattenti "MARIO", "LAZAR", "PABLO", "TINTO", "FLORIO" ed altri, conduceva operazioni di sabotaggio contro navi e magazzini alimentari e per lo stoccaggio di materie prime. Per due anni e mezzo, tra il '42 e il '44 furono piazzate più di 150 mine su navi e cargo destinati alla Germania, e le forniture vennero distrutte. La residentura disponeva di gruppi di sabotaggio in Cile e Uruguay.

4. "LINDOR" ("MARIO") era il padre dell'agente speciale "PERLA". "LINDOR" era un membro del Partito Comunista argentino fin dal 1921. Era un agente del KGB che durante la 2ª GM era appartenuto al gruppo dell'illegale "ARTUR". Dopo la guerra l'agente venne passato al Partito Comunista argentino e si unì al gruppo del Partito illegale che aveva il compito di individuale luoghi segreti per gli incontri illegali, per archiviare documenti del Partito e per indirizzare la corrispondenza segreta del partito. L'agente morì nel 1961.

5. "ARTUR" condusse la prima operazione contro "STARIK" nel 1939 [sic].

6. "KHOSE" [JOSE], Antonio PUKHOL [PUJOL?], nato intorno al 1912, risiedeva in Uruguay sotto documenti a nome di Abel BELTRAN [sic]. Era di etnia indiana e artista pupillo di SIQUEIROS.

7. "KHOSE" era un membro del gruppo combattente rivoluzionario diretto da SIQUEIROS. Quando il suo compito fu completato egli venne condotto dal Messico (?) in Uruguay insieme ad "ARTUR", attraverso Guatemala, Cuba, Cile e Argentina. Dal 1941, visse a Montevideo. Veniva descritto come un combattente coraggioso e convinto, ma mancava di iniziativa.

a. "ARTUR", che dirigeva un gruppo in Sud America, riferì nel 1945 che era impossibile usare "KHOSE", e propose di trasferirlo in Messico dato che in Uruguay era inutile; non aveva un lavoro ed era "alla deriva".

Non ci si deve preoccupare per lui in Messico dato che i suoi compagni SIQUEIROS e "LUIS", fratello di "ALEKSANDRO", conducono una bella vita a Mexico-City e nessuno oserebbe alzare un dito su di loro; ciò sarà vero anche per "KHOSE" contro il quale in realtà non c'è niente, anche se una volta i giornali ne hanno parlato. Ma torno a ripetere che si tratta di un personaggio di secondo piano e se non succede niente a persone ben più importanti di lui, egli non ha niente da temere". "Il suo viaggio costerà circa 500 dollari".

"Conoscendolo, posso dire che se nel futuro, fra 5 o 10 anni, avremo bisogno di lui, egli sarà felice di fare ciò che gli chiederemo. E' fedele e affidabile".

9. Nel 1945 "KHOSE" lavorò come contadino in una fattoria e "ARTUR" gli fornì un piccolo aiuto economico. "RENE" riferì alla Centrale nel 1944 che "KHOSE" non faceva niente se non estorcere denaro ad "ARTUR". In un telegramma a "RENE" datato 17/11/1945 la Centrale ordinò: "interrompere ogni contato con "KHOSE" e non dargli più denaro". Nel 1948, il nuovo residente "REY" riferì che "MARIO" dava a "KHOSE" tutta l'assistenza materiale che poteva. "KHOSE" si occupava di restauro di dipinti antichi e di ritratti fatti in base a fotografie. La sua famiglia era composta da quattro persone. "KHOSE" era PUKHOL, alias Albert BELTRAN.

10. "LINDOR" (noto anche come "MARIO") era un membro del Partito Comunista argentino fin dal 1921. Solo pochissime persone sapevano della sua appartenenza al Partito Comunista. Durante la 2ª GM era uno dei membri del gruppo diretto dall'illegale "ARTUR". "LINDOR" venne fatto allontanare dal Partito Comunista, ma dopo la guerra si mise nuovamente a disposizione del partito.

11. La dirigenza del Partito Comunista inserì "LINDOR" in un gruppo clandestino creato appositamente nel caso in cui il Partito Comunista venisse messo al bando. "LIDNOR" non ebbe un ruolo attivo nel partito e nessuno nel luogo dove viveva o lavorava sapeva della sua appartenenza al Partito Comunista. Tuttavia, egli riuscì ad assolvere compiti quali l'individuazione di luoghi segreti per gli incontri illegali, per archiviare documenti del Partito e per indirizzare la corrispondenza segreta del Partito.

12. Nel giugno 1958 vennero ristabiliti i contatti con "LIDNOR" che, su ordine della residentura del KGB, lasciò il lavoro nel partito. Ciò era stato concordato con il Segretario Generale del Partito Comunista, CODOVILLA; Al capo del gruppo speciale CORDOBA venne riferito che "LINDOR" si allontanava dal partito a causa del suo cattivo stato di salute. "LINDOR" ristabilì i contatti con i membri del gruppo "ARTUR", "MOTO" e "MARGO". "LINDOR" morì nel 1961.

13. "SKIF", Karapet (Karo) Migranovich HUSSEINJYAN, nato nel 1919 a Cipro o Il Cairo, Armeno, cittadino libanese, proprietario di una gioielleria a Beiruth "Place des Cannons Souk de Bijouterie". Nel 1953 aveva un patrimonio di 40.000 lire libanesi. Fu reclutato nel 1954. Dal 1960 in poi venne usato come buca dalle lettere vivente. Tra il '62 e il '65 al suo indirizzo vennero inviate 49 lettere; un esperto stabilì che di queste 40 non erano mai state aperte mentre 9 furono compromesse, provenienti dalla Cina e dalla Russia. L'indirizzo era stato fornito a 4 illegali, tra cui "ARTUR". Le lettere di "Bogun" datata 7/4/68 e 27/7/68 erano state aperte con il vapore.

14. Karo HUSSEINJYAN veniva usato come buca da lettere vivente e ricevette corrispondenza operativa da 7 illegali e da 4 agenti illegali tra cui "ARTUR". Nel febbraio del 1977 "SKIF" aprì due negozi di gioielleria in Arabia Saudita. Venne stabilito che avrebbe impiegato un agente del KGB come commesso nel suo negozio, ma all'ultimo momento "SKIF" cambiò idea: fu un grosso rischio perché non solo "BUGUN" e "ARTUR" gli avevano indirizzato delle lettere dagli USA lettere che furono aperte e andarono perdute (le lettere vennero intercettate dai Servizi americani nel 1968) - ma anche perché "SKIF" intratteneva corrispondenza con persone in URSS e si recava in Unione Sovietica. Nell'agosto 1980 "SKIF" emigrò negli USA dove vivevano i figli.

15. "LUIZA", Laura ARAUXO AGILAR, nata nel 1916 a Aguascalientas, Messico, messicana. Dal 1937 faceva parte dell'Unione della Gioventù Comunista Messicana; poi impegnata nel Partito e nei sindacati. Venne reclutata nel 1940 dall'agente illegale "MAKS". Ha assolto vari compiti.

16. Nel 1941 venne trasferita dal Messico in un altro Paese. Nel 1944 sposò "MAKS" e nel '47 emigrò con "MAKS" in URSS.

17. Nel 1949, venne destinata in una sede all'estero per conto del Direttorato Speciale, rientrò nel 1954 e visse a Mosca con suo marito e sua figlia. Venne usata dal Direttore Speciale del KGB come insegnante e venne poi assunta dal Servizio D (nel 1960) per tradurre ed elaborare documenti di disinformazione, articoli e opuscoli in spagnolo.

18. Nell'agosto 1965 "LUIZA" tradusse in spagnolo un opuscolo intitolato: "L'America Latina al muro", che illustrava l'aggressione americana in Vietnam e nella Repubblica dominicana. Nel marzo 1966, tradusse un documento col nome in codice "VRAGI" [Nemici], che sarebbe stato la relazione di un'agente inviata ai Servizi USA in Argentina, RUENGIERI (o RUGGERI?) e apparentemente scritto da uno dei leaders dell'organizzazione anti-sovietica argentina FAEDA. Nel settembre 1966, un opuscolo con nome in codice "RASPA" venne tradotto in spagnolo con il nome di un'organizzazione di copertura. Nel novembre 1966 tradusse un documento con nome in codice "DUET - 2", verosimilmente una lettera del generale uruguayano AGERRONDO al capo della missione militare USA in Uruguay; la nota di copertura al documento "DUET - 2" era attribuita ad un'organizzazione di copertura. Nel novembre 1971, venne tradotto in spagnolo il documento disinformativo con il nome in codice "BONZA" (istruzioni per la Cina).

Commento della fonte

"STARIK" era probabilmente Leon TROTSKY.

Commenti del servizio

1. Le aggiunte/modifiche da parte del desk officer alle informazioni originali della fonte sono indicate tra parentesi quadre. Le omissioni sono indicate da una linea vuota o punti.

2. La fonte ha fornito altre notizie sul caso William FISHER, alias Rudolf ABEL, informandoci che ABEL si incontrò il 16/11/1948 a New York (poco dopo il suo arrivo negli USA) con illegale "MAKS". L'incontro aveva lo scopo di scambiare documenti di transito di FISHER con documenti che supportassero la sua storia di copertura. Non possiamo confermare che questo "MAKS" sia GRIGULEVICH, perché sembra, da quanto affermato dalla fonte, che vi sia stato un altro illegale con lo stesso nome di copertura il quale dirigeva una residentura illegale in Europa durante la guerra.

3. La fonte ha fornito informazioni su un agente illegale, o speciale, con nome in codice "ARTUR" che potrebbe identificarsi in GRIGULEVICH:

a. Nel 1970 l'agente illegale "ARTUR" e l'addestratore illegale "KARSKIY" vennero inviati per mettersi in contatto con due agenti del 7º Dipartimento.

b. "SIGNAL" era l'indirizzo del corrispondente a Tokio del "Novoje Vremya" operante dal giugno 1972. La corrispondenza giunse da 7 agenti speciali fra cui "ARTUR". Arrivarono 16 lettere di cui alcune provenienti dagli USA e da Singapore.

4. Il primo attentato a TROTSKY in Messico dovrebbe essere avvenuto nel gennaio 1938 e non nel 1939 come su detto.

5. L'agente speciale "PERLA" e stata identificata dalla fonte nella cittadina argentina Nidiya Brandolini de PUICH [PUIG], o Nidia Brandomini del PUIG, nata il 17 novembre 1925; i suoi genitori erano di origini italiane. Era un'artista che insegnava disegno, illustrazione e incisione.

6. SIQUIROS è noto per essere stato il personaggio principale che ha perpetrato l'assassinio di TROTSKY in Messico il 23 maggio 1940.


TOP SECRET UK*

Rapporto numero 171

Data di emissione: 22 maggio 1996

Oggetto: Agenti illegali del KGB "KIR" ("RIKO") e "YUG": ENRICO CONCIANI e VIKTORIYA YEVGENYEVNA PIVAROVICH alias ANNA GEORGIYEVNA GERGES.

Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

Data delle informazioni: Fino al 1984.

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto a di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

Commento:

1. GRIGULAVICH Iosif Romaldovich, nato nel 1912 ca. Descritto come ex agente illegale in America Latina negli anni '60 (notizie stampa). Avrebbe lasciato il KGB nel 1957 per entrare nel Dipartimento America Latina del Comitato di Stato per le Relazioni Culturali con l'Estero nel 1958. Nel 1985 era membro dell'Accademia Sovietica delle Scienze ed impiegato dell'Istituto di Etnografia.

2. "BOYEVOY" è oggetto del rapporto nr. 167.

Rapporto numero 171

Oggetto: Agenti illegali del KGB "KIR" ("RIKO") e "YUG": ENRICO CONCIANI e VIKTORIYA YEVGENYEVNA PIVAROVICH alias ANNA GEORGIYEVNA GERGES.

1. "KIR" era CONCIANI Enrico, nato il 1906, italiano. Fino al 1936 lavorò come muratore a Genova, fra il 1936-38 combattè nella brigata internazionale in Spagna. Venne reclutato in Spagna nel 1938. Venne inviato presso la residentura in Francia e in seguito in Italia e in Jugoslavia per compiti speciali. Nel gennaio 1941 fu assunto in URSS dal 4º Direttorato dell"NKGB; fu addestrato come operatore radio, sabotatore e paracadutista.

2. Il fratello più piccolo di "KIR", CONCIANI Mario, nacque nel 1914 a Catelnovo. Era un comunista.

3. "KIR", nel '38-'39 si trovava in Italia con falsi documenti e organizzava operazioni di sabotaggio su ordine delle sue Autorità. Egli coinvolse anche suo fratello Mario e il figlio di suo cugino NATOLINO DOMENICO, nella sua attività di sabotaggio. Con loro "KIR" appiccò un incendio alla ditta Parletti di Milano che produceva bombe e granade; incendiarono anche un campo di grano e un laboratorio in via Garibaldi che produceva calci per fucili e fecero esplodere un negozio di fronte al mattatoio di via Buenos Aires, di cui la popolazione disapprovava il prodotto, e altre operazioni.

4. Nei primi tre anni della guerra, 190 illegali vennero infiltrati in 27 Paesi, di cui 27 illegali in Germania e nei Paesi suoi alleati. In Italia operava una residentura illegale diretta da "BOYEVOY" ("MAROKO" [sic - "MARKO"]) che impiegava anche "RIKO" ["KIR"] come operatore radio. Erano entrambi italiani, antifascisti, comunisti a suo tempo rifugiati in URSS. "BOYEVOY" riuscì a farsi assumere dal MAE italiano.

5. Nel maggio 1944, "KIR" venne paracadutato in Jugoslavia per poi lavorare come operatore radio nella residentura illegale di "BOYEVOY". Anche "BOYEVOY" venne paracadutato insieme a lui. Nel luglio 1944 "KIR" venne trasferito in Italia dove lavorò nella residentura illegale di "MAKS".

6. Nel 1947 Mario si sposò e divenne membro attivo del partito Comunista nella regione del Friuli. Fu sindaco comunista di Castelnovo fino al giungo 1949. Il suo indirizzo era Mario CONCIANI, via Ponte Roitego 112, Spilimbergo (1959).

7. In luglio-agosto 1951, "KIR" venne ulteriormente addestrato a Mosca come operatore radio e avrebbe dovuto essere destinato come radio operatore alla residentura illegale costituita in Italia sulla base del gruppo "LEV".

8. "YUG" [Sud] - PIVAROVICH Viktoriha Yevgenyevna, nata nel 1915 al Cairo da padre russo e madre greca, usava i documenti intestati a GERGES (nome da nubile NIKOLÉ) Anna Gerogiyevna, nata nel 1915 a Sofia, cittadina greca della RFG. Fino al 1925 visse in Egitto e poi emigrò in URSS con i suoi genitori; tra il 1953-55 venne addestrata a Mosca per lavorare in condizioni speciali come operatore radio; il suo addestramento costò 60.000 rubli.

9. Nel 1956, passò dalla RDT alla RFG, dove ottenne un passaporto straniero. Nell'ottobre 1957, a Francoforte sul Meno si sposò con "KIR" ("RIKO").

10. Nel 1956, "KIR" venne esfiltrato nuovamente in URSS e addestrato all'uso del trasmettitore BR-2; acquisì anche una copertura come rappresentante della "KADI WATCH" società svizzera con sede nell'Italia del Nord; acquistò un appartamento dove installò una radio rice-trasmittente. Il 16 dicembre 1958, "KIR" moriva in un ospedale di Rapallo.

11. "YUG" era una operatrice radio della residentura di "LEV". "YUG" portò nel 1958 dalla Centrale una radio rice-trasmittente. Dopo la morte di "RIKO", "YUG" soffrì di depressione e mania di persecuzione. La residentura la trasferì immediatamente a Roma, e di lì, venne inviata in Bulgaria con un passaporto falso francese, accompagnata da un ufficiale della residentura.

Commenti del servizio

1. Le aggiunte/modifiche da parte del desk officer alle informazioni originali della fonte sono indicate tra parentesi quadre. Le omissioni sono indicate da una linea vuota o punti.

2. 2. La fonte ha fornito informazioni su due illegali con nome in codice "MAKS" che operarono all'incirca nello stesso periodo. Uno (non meglio identificato dalla fonte) era stato in residente illegale in Germania nell'ante-guerra e divenne più tardi un membro della residentura illegale di "HENRI" in Francia; l'altro si trovava in Sud America fino al 1944 e poi negli anni '50. Non disponiamo di informazioni che ci consentano di affermare che uno dei due abbia diretto una residentura illegale in Italia durante la guerra. Né è chiaro se corrispondono effettivamente al "MAKS" del presente rapporto. L'illegale che operò in Sud America è stato identificato qui sotto. Degli agenti citati, solo "MARIO" è stato identificato in altra occasione dalla fonte.

La residentura illegale in Argentina, diretta da "MAKS" [MAX] (I.R. GRIGULEVIC) e che comprendeva i combattenti "MARIO", "LAZAR", "PABLO", "TINTO", "FLORIO" ed altri, conduceva operazioni di sabotaggio contro navi e magazzini alimentari e per lo stoccaggio di materie prime. Per due anni e mezzo, tra il '42 e il '44 furono piazzate più di 150 mine su navi e cargo destinati alla Germania, e le forniture vennero distrutte. La residentura disponeva di gruppi di sabotaggio in Cile e Uruguay.

3. La residentura illegale "LEV" è stata illustrata altrove dalla fonte.

4. "BOYEVOY" era anche conosciuto come "DARKO" e "MARKO". Il suo vero nome era Giovanni Antonio BERTONI, oggetto di separato rapporto.


TOP SECRET*

Fonte sensibile

Rapporto numero 172

Data di emissione: 23 maggio 1996

Oggetto: Illegale del KGB "MOLNER" alias IONE LEWENSON

Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto a di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

Commento:

Le verifiche in UK sul nominativo Ione LEWENSON (e varianti) hanno dato esito negativo, dal che si desume che tale identità non è mai stata in UK. Saremmo interessati ad eventuali indicazioni in vostro possesso.

"MOLNER" era documentato come (utilizzava l'identità di) Ione LEWENSON, nato il 16.1.1941 ad Asuncion (Paraguay).

Nel gennaio 1968 furono acquisiti un certificato di nascita, un attestato di servizio militare ed un passaporto straniero, con l'aiuto di un agente ungherese.

"MOLNER" doveva essere schierato/operante in Gran Bretagna, dopo la sua "legalizzazione" in Svizzera.

Successivamente doveva essere schierato in Italia.


RISERVATISSIMO RU*

Fonte sensibile

Rapporto numero 173

Data di emissione: 21 agosto 1996

Oggetto: Italo Papini - Nome in codice "ENERO" e "INSPEKTOR".

Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

Data delle informazioni: Fino al 1984.

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto a di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

Commento:

Questo rapporto fornisce particolari identificativi su "ENERO", oggetto del Rapporto IMPEDIAN nr. 41.

1. Italo PAPINI nato nel 1910, era un funzionario del Ministero degli Affari Esteri italiano. Venne destinato in vari paesi per ricoprire incarichi diplomatici e, dal 1968 al 1973, fu accreditato all'Ambasciata italiana a Mosca come Addetto Amministrativo.

2. Papini si sposò con una sovietica, Tatyana Vladimirovna KUDASHEVA, discendente da antichi nobili russi. PAPINI aveva un debole per le donne e a Mosca aveva convissuto con Brigitte MOLO (traslitterazione), una segretaria specializzata dell'Ambasciata francese. Nel 1971, quando PAPINI, passando per Taskhent, tornò a Mosca da Kabul, gli fu messa alle costole una agente del KGB, Diana Georgiyevna KAZACHENKO, nata nel 1945.

KAZACHENKO, un'insegnante di tedesco, attirò PAPINI in una relazione intima ed i loro incontri sessuali vennero fotografati da un dispositivo con lettera in codice "U".

3. Mentre PAPINI era sotto coltivazione da parte del KGB, si crearono le condizioni per una conversazione sul reclutamento. ANDROPOV autorizzò il reclutamento e fu concepita un'operazione nel modo seguente.

4. V A SPROGE, un agente del KGB, venne inserito nella coltivazione di PAPINI. Questi si stava curando agli occhi presso l'ospedale Gelmgolts di Mosca.

SPROGE finse di essere un paziente dell'ospedale e così lo conobbe. SPROGE riferì a PAPINI che le "agenzie competenti" si stavano interessando molto dei suoi contatti (di SPROGE) con PAPINI e gli avevano riferito dell'ignobile comportamento tenuto da PAPINI.

Inoltre, le agenzie sovietiche avevano trattenuto un gruppo di individui che erano stati ingaggiati per fotografare segretamente stranieri e cittadini sovietici, che si trovavano in situazioni compromettenti, con lo scopo di ricattarli.

Fotografie e negativi erano stati sequestrati ed alcuni di questi mostravano stranieri che erano andati in alcuni appartamenti, resi per loro disponibili, allo scopo di incontrarsi con delle donne. Vi erano anche delle foto raffiguranti incontri tra PAPINI e la sua domestica, l'agente "SUKHOVA".

5. Inoltre, le agenzie possedevano una dichiarazione fatta dai parenti di Diana Georgiyevna KAZACHENKO secondo cui, quando PAPINI era in Tashkent, alla fine del 1971, aveva obbligato la KAZACHENKO ad avere rapporti sessuali con lui. Come conseguenza, rimase in stato interessante e dopo un'operazione che non ebbe successo, rimase invalida. I parenti della KAZACHENKO chiesero a PAPINI un risarcimento materiale ed avevano intenzione di rivolgersi all'Ambasciata italiana a Mosca.

6. Non vi sono dubbi su queste informazioni riguardanti sia la dichiarazione che il parere medico, vi sono anche altre prove confermanti la relazione intima tra PAPINI e la KAZACHENKO. PAPINI dovette rendersi conto quanto seriamente la sua carriera sarebbe stata danneggiata se questo materiale fosse stato reso pubblico, tenendo presente che presto sarebbe andato in pensione. I rappresentanti delle agenzie sovietiche affermarono di essere pronti a discutere seriamente con PAPINI la situazione che si era creata e a cercare una soluzione che evitasse la compromissione del materiale pubblicizzato ed utilizzato durante le indagini ed il processo del sopracitato gruppo di criminali.

I rappresentanti delle agenzie riferirono che era compito di PAPINI fornire prestazioni minori in modo tale da escludere la possibilità di essere compromesso agli occhi dei suoi connazionali.

SPROGE indusse PAPINI a stabilire un contatto con I I KUZNETSOV, un agente del KGB che si offrì di aiutare PAPINI ad uscire dalla sua situazione di compromissione. Se PAPINI avesse rifiutato di collaborare, sarebbe stato compito di KUZNETSOV dovergli dire di non sapere quale reazione avrebbero avuto le agenzie competenti e al riguardo bisognava pensarci bene. Se PAPINI avesse riferito la conversazione agli alti funzionari della sua Ambasciata e quest'ultima si fosse lamentata adeguatamente con il Ministero degli Affari Esteri sovietico, agli italiani sarebbe stato detto che PAPINI aveva costretto la sua domestica a vivere con lui.

8. La conversazione del reclutamento ebbe luogo durante i primi 10 giorni del marzo 1973, periodo in cui l'Ambasciatore italiano SENSI, amico di PAPINI, era assente.

Sensi stava per lasciare l'URSS e stava per essere sostituito da un nuovo Ambasciatore, VINCI.

Anche altri funzionari stavano per lasciare Mosca.

Venne organizzato un viaggio a Leningrado per la moglie di PAPINI allo scopo di escludere la possibilità che lei potesse esercitare un'influenza indesiderata su suo marito mentre era in corso il reclutamento.

Alla domestica "SUKHOVA" furono date istruzioni appropriate con lo scopo di esercitare l'influenza desiderata su PAPINI.

9. L'agente operativo del KGB ha avuto un conversazione di reclutamento con PAPINI su quanto detto. Aggiunse che le agenzie competenti erano pronte a considerare la possibilità di eliminare le fotografie dal dossier penale, per lasciare senza risposta le dichiarazioni dei parenti della KAZACHENKO e per non permettere alla domestica SUKHOVA di essere interrogata sulla sua relazione intima con PAPINI, nel caso in cui PAPINI avesse acconsentito di collaborare con il KGB.

10. Quando la conversazione prese questa piega, PAPINI rimase stupito e sorpreso e ripetè costantemente che si trattava di ricatto ed estorsione. Tuttavia le ragioni dell'operativo erano convincenti ed ogni cosa si risolse.

PAPINI parlò delle manipolazioni finanziarie dell'Ambasciata italiana.

Fino al 1971 (ed anche nel 1972/73), i rubli sovietici arrivarono in Ambasciata dall'estero tramite un corriere ed alcuni furono acquistati vendendo certificati al mercato nero. Ciò ammontava a 400-500.000 rubli. Il personale d'Ambasciata viveva con rubli sovietici contrabbandati dall'estero. Per nascondere questo fatto, vennero ridotti i trasferimenti di valuta straniera sul conto corrente dell'Ambasciata. L'Ambasciatore SENSI ed altri illustri diplomatici furono coinvolti anche in abusi finanziari.

Un dispositivo clandestino codificato con la lettera D fu messo nell'appartamento di PAPINI a Mosca. Nel 1971, il KGB apprese dal dispositivo che, dal 1968 l'Ambasciata italiana a Mosca conservava alcune monete d'oro coniate all'epoca zarista. Successivamente PAPINI confermò questo fatto ed il KGB concepì un piano per prelevare l'oro dall'Ambasciata.

12. Dmitriy Zinoviyevich MOROZOV, nato nel 1876, dal 1932 lavorò come falegname dell'ambasciata italiana a Mosca. Nel 1938 fu arrestato dalle agenzie NKVD perché sospettato di spionaggio e di essere ostile al regime sovietico.

Fu condannato a 8 anni di lavori forzati e morì in un campo. Mentre lavorava per gli italiani, MOROZOV prese 18 monete d'oro zariste appartenenti alla sua padrona di casa e le portò all'ambasciata italiana per custodirle. Furono proprio queste monete che il KGB scoprì ancora conservate in Ambasciata negli anni '70.

13. Un operativo del KGB di nome KEDROV presentato come N P MOROZOV, nipote dell'ultimo Dmitriy Zinoviyevich MOROZOV si mise in contatto con FAGIOLO, un secondo segretario dell'ambasciata italiana per avere in restituzione il denaro di suo nonno. PAPINI e KEDROV convinsero FAGIOLO che le monete dovevano essere ridate all'erede legittimo e questo fu fatto dal Capo del Protocollo d'Ambasciata, BARTOLINI.

A PAPINI furono dati 150 rubli in regalo per il suo contributo nell'operazione. I suo nomi in codice erano "ENERO" e "INSPEKTOR".

14. Nell'agosto 1973 PAPINI accettò formalmente di cooperare con il KGB in Italia e venne pagato con 500$ americani. Nel gennaio-febbraio 1974 KUZNETSOV era a Roma e ristabilì i contatti con PAPINI cedendo il contatto all residentura del KGB di Roma. Nel 1975 PAPINI evitò il contatto e cambiò anche residenza. Nel 1979 Vladimir Ivanovich BURLAKOV un agente del KGB della Residentura di Roma, ristabilì il contatto con PAPINI. BURLAKOV per questa attività utilizzava il nome di VLADOV.

Il nuovo contatto non fu un successo.

Le informazioni fornite da PAPINI erano prive di sostanza e di natura formale. PAPINI andò in pensione ed il contatto del KGB con lui fu discontinuo a causa della sua età e della salute malandata.


SEGRETISSIMO*

Fonte sensibile

Rapporto numero 174

Data di emissione: 21 agosto 1996

Oggetto: Giulio BALLOVICH - Ambasciata italiana a Mosca

Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

Data delle informazioni: Fino al 1984.

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato. Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto a di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

Commento: -

1. Giulio BALLOVICH è nato nel 1940 a Kaunas, faceva parte del personale dell'Addetto Commerciale presso l'Ambasciata italiana a Mosca. Sua madre era russa.

2. BALLOVICH prendeva in prestito il denaro e lo spendeva subito. Fu costretto come "talento" per il KGB da parte di "INSPEKTOR".

(Data dell'informazione non nota).


SEGRETISSIMO RU*

Fonte sensibile

Rapporto Impedian numero 175

Data di emissione: 4 settembre 1996

Oggetto: Esercitazione del KGB &endash; Nome in codice "Erkesh"

Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

Data dell'informazione: fino al 1984.

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.

Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto contenuto nel presente rapporto, né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

Commenti: -

Esercitazione del KGB - nome in codice "Erkesh"

1. "ERKESH" era il nome in codice di un'esercitazione che il KGB conduceva con il Servizio Informazioni italiano. Essa coinvolgeva il Dipartimento Speciale (Osobyy Otdel) del KGB, il Gruppo meridionale delle Forze dell'Esercito sovietico, nonché "FEKETE" e "VILMOSHI" agenti del controspionaggio ungherese.

2. Come d'accordo con lo Stato Maggiore dell'Esercito sovietico, il Dipartimento Speciale del KGB passava materiale disinformativo agli ungheresi sull'Esercito sovietico da trasmettere poi agli italiani. Gli agenti italiani hanno incontrato "FEKETE" e VILMOSHI" in vari paesi europei tra cui Iugoslavia, Austria, Italia e Repubblica Federale Tedesca.

3. Nel maggio 1976, "FEKETE" si recò a Wiesbaden nella Repubblica Federale Tedesca, in qualità di capo di una delegazione ungherese di tipo (fucile) e lì si incontrò con un agente italiano. Questi diede a "FEKETE" un numero telefonico di Roma dell'appartamento di "BORTOLO", un ex campione europeo di tiro.

"Bortolo" era il contatto informativo italiano per gli incontri con "FEKETE".

4. Gli italiani coinvolti in tale "esercitazione" erano: BELLINI (nome di battesimo non noto) rappresentante di una fabbrica di armi, Luciano BELLENTANI nato nel 1941 ,a Modena e Pietro BERRATA di Roma.

Commento del Servizio: La fonte non conosceva l'identità di "FEKETE" o "VILMOSHI".


SEGRETISSIMO RU*

Fonte sensibile

Rapporto Impedian numero 176

Data di emissione: 16 ottobre 1996

Oggetto: Ufficio di intercettazione radio nella Residentura del KGB a Roma.

Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

Data dell' informazione: fino al 1984.

AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato esclusivamente da personale indottrinato.

Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, né tale materiale dovrà essere trattato o diffuso al di fuori del vostro servizio, senza previo consenso dell'originatore.

Commento: -

Ufficio di intercettazione radio nella Residentura del KGB a Roma.

Secondo un piano approvato da ANDROPOV il 15 maggio 1970, in 15 Residenture, inclusa quella di Roma, furono organizzati degli uffici di intercettazione radio, con personale suddiviso in gruppi tecnico-operativi di "intelligence" (ORTG).

Nel 1971, questi uffici intercettarono 62.000 cablogrammi cifrati sia di carattere militare che diplomatico, provenienti da 60 paesi, nonché di 25.000 messaggi in chiaro. Questi gruppi ORTG, erano dotati di 69 ricevitori a onde ultracorte, 158 separatori di canale e dei dispositivi di registrazione che permettevano di intercettare 11.000 telegrammi al mese su una banda di frequenza tra i 200 e i 12.000 meghertz.


SEGRETISSIMO RU *

Fonte sensibile

Rapporto Impedian numero 177

Data di del rapporto: 7 febbraio 1997

Oggetto: Agente Ceco - Nome in codice "Iris"

Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

Data dell'informazione: fino al 1984.

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.

Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto scritto nel presente rapporto, né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originale.

Commenti: -

Agente ceco - nome in codice "Iris"

"IRIS" era una donna ceca nata nel 1933. Venne reclutata dai Servizi Speciali cechi allo scopo di coltivare gli stranieri. Nel 1963 fu rifilata ad un impiegato cifra dell'Ambasciata italiana che poi la sposò nel 1967.

Commenti del Servizio: Tale informazione dovrebbe riferirsi all'Ambasciata italiana a Praga.


SEGRETISSIMO RU*

Fonte sensibile

Rapporto Impedian numero 178

Data di emissione: 7 febbraio 1997

Oggetto: Libero Rovaglio &endash; Nomi in codice "Aliu" e "Dedov"

Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

Data dell'informazione: fino al 1984.

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.

Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto scritto nel presente rapporto, né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

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Libero Rovaglio - Nomi in codice "Aliu" e "Dedov"

1. Libero ROVAGLIO, di nazionalità italiana, nato nel 1912, era un funzionario dell'Ufficio Protocollo del Ministero Affari Esteri italiano. Nel luglio 1957 venne reclutato dal Servizio Informazioni albanese a Roma con l'aiuto del KGB e gli fu dato il nome in codice "ALIU".

2. Nel 1960, ROVAGLIO fu accreditato a Buenos Aires come impiegato cifra. Poiché l'Albania non aveva la Residentura in Argentina propose il contatto con il KGB. Tuttavia, il Ministro Kadri HOZBIU si rifiutò di firmare il memorandum su ROVAGLIO che gli era stato sottoposto, su richiesta del KGB, da Zoi TEMELI, Direttore del Servizio Informazioni albanese. Tale memorandum includeva i termini di contatto per l'Argentina. Invece gli albanesi individuarono ROVAGLIO tramite "FLORENTSO", agente del servizio albanese.

3. Il KGB diede a ROVAGLIO il nome in codice "DEDOV" e riuscì a rintracciarlo a Lusaka. ROVAGLIO fu reclutato nel 1968 e si dimostrò ansioso di collaborare. Fornì codici e cifrari dell'Ambasciata italiana, copie di documenti, circolari segrete ed istruzioni del Ministero della Difesa e degli Esteri, nonché un passaporto italiano. Nel 1972, ROVAGLIO tornò a Roma ed il contatto con lui sparì.

4. ROVAGLIO venne di nuovo rintracciato ad Aden. Un abile agente del KGB fu mandato alla Residentura per ristabilire il contatto con lui che avvenne nell'ottobre 1975.

ROVAGLIO consegnò materiale segreto del Ministero degli Esteri e del Consolato italiano, nonché elenchi di soggetti a cui era stato rifiutato l'ingresso in Italia.

5. Nel 1977 ROVAGLIO tornò a Roma e andò in pensione.

Nel 1978, un agente del KGB fu accreditato a Roma con lo scopo di ristabilire il contatto, ma ROVAGLIO dimostrò di non voler collaborare alla coltivazione di soggetti considerati interessanti per la Residentura.

Si giustificò dichiarando di essere troppo vecchio.

6. Precedentemente, G.P. ANTONOV era riuscito a ristabilire il contatto con ROVAGLIO ad Aden e a Roma.


SEGRETISSIMO RU*

Fonte sensibile

Rapporto Impedian numero 179

Data di emissione: 5 febbraio 1997

Oggetto: Reclutamento dell'Ambasciatore italiano in Ungheria nel 1978-79

Fonte: Ex agente del KGB di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

Data dell'informazione: fino al 1984.

AVVERTENZA: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.

Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto scritto nel presente rapporto, né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

Commenti: Dagli elenchi diplomatici risulta che, nel 1978-79, l'Ambasciatore italiano in Ungheria era Giulio BILANCIONI.

Reclutamento dell'Ambasciatore italiano in Ungheria nel 1978-79

Nel 1978 o agli inizi del 1979, i Servizi Speciali ungheresi reclutarono l'Ambasciatore italiano in Ungheria.

Tale informazione è stata fornita dall'agente informativo KISH, Direttore di un Dipartimento nell'ambito del Terzo Direttorato Principale del Ministero degli Interni ungherese.


SEGRETISSIMO RU*

Fonte sensibile

Rapporto Impedian numero 180

Data di emissione: 11 febbraio 1997

Oggetto: "Pik" agente illegale del KGB - Precedenti

Fonte: Fonte delicata con accesso diretto.

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.

Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto scritto nel presente rapporto, né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione da parte della sede centrale del Servizio inglese.

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"Pik" agente illegale del KGB - Precedenti

1. "PIK" ("SERZH") corrispondeva a SUBBOTIN Aleksandr Vasilyevich, di etnia russa, nato nel 1924. Era un agente illegale del KGB.

2. Documento secondo la variante "GEB".

3. "GEB" &endash; TOLMER Adolf Antonovich, di nazionalità italiana, nacque il 9 giugno 1922 nel Comune di Montagna, in provincia di Trento (Italia).

4. Il padre di "GEB", TOLMER Anton Fedorovich, nato nel 1873 a Innsbruck, Austria era un cittadino italiano. Fino al 1929, la famiglia di "GEB" visse in Italia ed in Lettonia. Nel 1929, il nucleo familiare, dalla Lettonia, attraversò illegalmente il confine sovietico e giunse in Unione Sovietica. Insieme ai genitori, "GEB" prese la cittadinanza sovietica e visse a Chelyabinsk (secondo informazioni del 1954).

5. Nel 1938, TOLMER (TOLMER) A. F. fu condannato alla pena più severa e nel 1934 la madre di "GEB" morì. Secondo le informazioni del 1964, "GEB" viveva a Chelyabinsk.

6. "GEB" nel 1949, divenne cittadino dell'Unione Sovietica e visse a Chelyabinsk dove lavorò presso una fabbrica di riparazioni meccaniche.

7. PRECEDENTI su "PIK". Ha vissuto con la famiglia in Italia e poi in Lettonia. Il padre abbandonò la famiglia, lui rimase con la madre che poi morì; quindi restò solo.

"PIK" venne allevato da CHERNE Dinu, un violinista rumeno dell'orchestra jazz presso il ristorante "RIM" (Roma) a Riga. Nel 1942, si trasferì a Yassy, dove viveva suo padre che morì in un bombardamento, quindi restò solo e senza cittadinanza.

8. "PIK" ebbe un documento di riconoscimento personale temporaneo no. 54492 datato 20 dicembre 1949, rilasciato dal Direttorato di Polizia di Timisoara.

9. Venne iniziato un rapporto su "PIK". Il suo nominativo fu inserito nella scheda alfabetica degli archivi del Direttorato responsabile del controllo sugli stranieri, al posto di una donna iugoslava di nome HOFMAN, la cui scheda era stata rimossa dagli archivi rumeni.

Il nome HOFMAN venne cancellato dall'elenco del rapporto del dicembre 1950 &endash; corrispondente al seguente numero di serie 68015 &endash; e, fu sostituito con "PIK".

10. Nel 1952, "PIK" scrisse, da Puchoasy, all'Ambasciata italiana a Bucarest chiedendo il rilascio della cittadinanza italiana e di andare a vivere in Italia, la sua patria.

11. Il 15 maggio 1953, l'Ambasciata mandò il passaporto estero italiano no. 207648.

12. Nel 1954, "PIK" si recò in Italia, passò attraverso un campo profughi nell'area della città di Ibine e poi si stabilì a Roma.

13. "PIK" diventò un membro della Residentura illegale "YEFRAT" (Eufrate).

14. A "PIK" furono dati 4.500 dollari americani per comprarsi una copertura. All'epoca, un dollaro corrispondeva a 622 lire e la cifra totale ammontava a 2.800.000 lire italiane. Comprò un piccolo negozio dove vendeva apparecchi elettrici e casalinghi.

15. Il 28 novembre 1958, "PIK" si sposò civilmente in Svizzera con "STELLA" e il 29 novembre si sposarono anche in chiesa.

16. "STELLA" aveva passaporti esteri tedeschi ed italiani.

17. Nel dicembre 1958, il contatto con "PIK" fu ceduto alla Residentura legale del KGB a Roma. Dal febbraio 1962 al settembre 1963, "PIK" fu in contatto con un valido agente del KGB, l'agente "LEDA".

18. Una volta a settimana, durante un breve incontro "LEDA" dava a "PIK" del materiale su pellicola e poi, lo stesso giorno, insieme, raggiungevano la Residentura del KGB attraverso un DLB. Gli incontri tra "PIK" e "LEDA" duravano solo 5-7 minuti o al massimo 10-15 minuti.

Il materiale veniva consegnato durante una stretta di mano e si incontravano in vari posti, anche nei cinema.

19. "LEDA" conobbe "PIK" con il nome di DZHINO (GINO). Gli incontri con lei divennero meno frequenti, ogni due settimane e, nel 1965, si ridussero ad una volta al mese.

20. Fino al 1958, "PIK" aveva avuto con il Centro una comunicazione radio unidirezionale che venne poi organizzata tramite il rappresentante del KGB. La gestione operativa di "PIK" da parte del Centro avvenne attraverso SKOMOROKHIN, il rappresentante del Centro, nonché tramite il canale radio.

21. Nel dicembre 1963, le agenzie di Sicurezza di Stato rumene ricevettero informazioni secondo cui il Controspionaggio italiano era riuscito ad identificare un agente specifico che era stato mandato in Italia da un paese socialista.

22. "PIK" venne richiamato dall'Italia nel 1965; "LEDA" aveva perso il suo accesso informativo. Egli aveva trascorso 18 anni in condizioni speciali.

Commento del Servizio:

1. Dettagli sulle attività degli illegali del KGB "PIK" e "STELLA" e sull'agente "LEDA" sono citati nel Rapporto Impedian no. 165.

2. Dettagli sulla Residentura illegale "YEFRAT" sono citati nel rapporto Impedian no. 165.


SEGRETISSIMO RU*

Fonte sensibile

Rapporto Impedian numero 181

Data di emissione: 17 febbraio 1997

Oggetto: "Yefrat", illegale del KGB - Ulteriori informazioni sulla sua documentazione

Fonte: Ex agente del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

Data dell'informazione: fino al 1984

AVVERTIMENTO: Fonte sensibile. Il contenuto del rapporto dovrebbe essere trattenuto e visionato esclusivamente da personale indottrinato.

Nessuna azione dovrebbe essere intrapresa come conseguenza di quanto scritto nel presente rapporto, né è consentita la discussione o disseminazione del suo contenuto al di fuori del vostro Servizio senza previa autorizzazione dell'originatore.

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"Yefrat", illegale del KGB &endash; Ulteriori informazioni sulla sua documentazione.

1. "YEFRAT" AKOPYAN Ashot Abgarovich, di origine armena, nato nel 1915, era un illegale del KGB.

2. "TANYA" è una donna, nata nel 1919, moglie di "YEFRAT" ed agente illegale. Nel 1947 ricevettero un indottrinamento speciale.

3. Per la documentazione di YEFRAT vennero utilizzati i dati personali di un agente doppio &endash; SARADZHAN Oganes, nato nel 1916 a Kaiseri, Turchia.

4. Il padre dell'agente doppio morì, sua madre si risposò e, nel 1921-22, i figli Oganes e Khanig vennero messi in un orfanotrofio per bambini armeni alle dipendenze del convento "Surb Karapeti Banki" a Kaiseri. Nel 1925, l'orfanotrofio fu trasferito in Libano nel convento Antelias alle dipendenze dei Cattolici in Cilicia.

5. Dopo la morte del secondo marito, la madre dell'agente doppio, nel 1927, andò dal nonno in Romania. Nel 1930 fece uscire i figli dall'orfanotrofio ed andarono in Romania come cittadini libanesi utilizzando documenti rilasciati dalle Autorità francesi a Beirut.

6. Successivamente, Oganes riuscì ad ottenere dal Consolato francese di Bucarest un passaporto francese intestato solo a lui, mentre, il fratello Khanig usò il nome del patrigno.

7. Nel 1948, i SARADZHAN traslocarono dall'URSS alla Repubblica Socialista Sovietica armena.

8. Su richiesta di un ufficiale della ceka, Oganes ("YAN") si rivolse al Consolato francese di Bucarest e fece protrarre la data di scadenza del passaporto francese fino al maggio 1949, senza informare i Francesi che egli aveva fatto ritorno in Armenia. Oganes SARADZHAN era andato in URSS con il nome del patrigno.

9. "YEFRAT" (AKOPYAN) tornò in Romania nell'ottobre del 1948 con i suoi documenti, svolgendo l'incarico di funzionario dell'Amministrazione Principale che si occupava della Proprietà sovietica all'estero.

Nel dicembre 1948, "YEFRAT" utilizzò i documenti di "YAN" e risultò registrato al Ministero rumeno del Reparto degli Interni, preposto al controllo degli stranieri.

La validità dei documenti di "YEFRAT" venne protratta e per questo scopo il suo permesso di residenza rumeno fu esteso tramite il Generale NIKONOV ("ALEKSEYEV"), Direttore dell'Intelligence politico della Repubblica popolare rumena.

10. "YEFRAT" si trasferì da Bucarest a Cluj. Da lì "YEFRAT" spedì il passaporto dell'agente doppio al Consolato francese di Bucarest, insieme ad una lettera in cui richiedeva che venisse protratta la validità del passaporto estero. All'epoca, non erano ancora state cambiate le fotografie sul passaporto.

11. Nel giugno 1949, "YEFRAT" ricevette dal Consolato francese un passaporto straniero francese valido fino al 24 maggio 1950.

12. Il 24 settembre 1949, tramite "ALEKSEYEV" venne organizzato il matrimonio tra "YEFRAT" e sua moglie "TANYA"; alla cerimonia presero parte I BUMBACILA e consorte in veste di testimoni e sponsor.

13. Nell'ottobre 1949, in cambio di una bustarella, "YAFRAT" ottenne un visto per l'Italia dove si recò insieme a sua moglie. Nel febbraio 1950 si registrò presso il Consolato libanese a Roma con lo scopo di scambiare il suo passaporto con uno libanese. Era indispensabile fornire un certificato di nascita. Con l'aiuto dell'Agente "ZHOZHEF" (Joseph) e grazie alla conoscenza dell'avvocato AYTANYAN, venne fornita una copia del certificato di nascita.

14. Nel 1952 "YEFRAT" andò al Cairo e ritornò a Roma nel 1953.

15. Nel 1954, divenne il Residente di una Residentura illegale di Roma. Vennero spesi 19.500 $ americani per la sua società di copertura; mandò in rovina una società italiana con un capitale di 10.500 $.

25. "YEFRAT" coltivò "KAPA", moglie dell'agente "TSENZOR"; poi ristabilì il contatto con l'agente del KGB "OMAR", che lavorava attiguo all'Ambasciata americana a Roma e che fu incaricato di sorvegliare le navi NATO con armi e munizioni, presenti nei porti italiani ed in particolare in quello di Venezia.

26. Nel 1959, "YEFRAT" fu richiamato dal suo incarico.

27. DONATO aveva lavorato in sedi diplomatiche all'estero: Berna, Roma, Senegal e dal 1960 a Vienna.

28. Tramite Edmond DONATO, fu fatto un tentativo per avere dei documenti libanesi per la storia di "YEFRAT" che aveva adottato la figlia Madzhi ("BELYAKOVA").

29. Secondo la storia, al terimine del loro incarico "YEFRAT" e "TANYA" tornarono a casa, cioè in Romania, da dove poi sarebbero partiti per la Bulgaria.

Lì, "YEFRAT" ebbe un indirizzo di comodo in Bulgaria per portare avanti i suoi contatti.

Commenti del Servizio:

1. Questo rapporto va ad integrare i dati sull'illegale del KGB "YEFRAT" e sulla Residentura illegale a Roma citati nel Rapporto IMPEDIAN no. 165.

2. La fonte ha riferito su "OMAR" quanto segue:

Nel 1948, dopo il licenziamento di "OMAR" dall'ufficio cifra, "KVESTOR" (Vice Direttore del Segretariato del Vice Ministro degli Interni MARATS) fu segnalato e raccomandato "DEMID" per lavorare nell'ufficio cifra.

3. La fonte non ha identificato "OMAR".


RISERVATO SENSIBILE

Fonte sensibile

Rapporto Impedian numero 182

Data di emissione: 11 maggio 1997

Oggetto: Misure attive del KGB in Italia: 1977

Fonte: Un ex ufficiale del Kgb di provata affidabilità con accesso diretto ma parziale.

Data dell' informazione: sino al 1984

Attenzione: si fa presente che si tratta di una fonte sensibile.
Il materiale Impedian va tenuto e visionato solo da personale indottrinato.

Nessuna attività può essere intrapresa sulla base di questo rapporto, nè il materiale Impedian può essere discusso/distribuito al di fuori del vostro servizio, senza la preventiva autorizzazione dell'ente originatore.

Commento: Il rapporto Impedian numero 33 ha identificato "MAVR" in Libero Lizzadri


RISERVATO SENSIBILE

Fonte sensibile

Rapporto Impedian numero 182

Misure attive del KGB in Italia: 1977

F. ACCAME ERA IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL PARLAMENTO ITALIANO. LA RESIDENTURA DEL KGB A ROMA HA USATO IL PROPRIO AGENTE "MAVR" PER SVILUPPARE MISURA ATTIVA CHE RIGUARDAVANO ACCAME. "MAVR" INTENDEVA SPINGERE ACCAME A PRESENTARE UNA INTERROGAZIONE AL MINISTERO DELLA DIFESA ITALIANA. L'INTERROGAZIONE RIGUARDAVA LA PRESENZA DEI SOOTOMARINI AMERICANI NELLE ACQUE DELLA SARDEGNA E IL CONSEGUENTE PERICOLO DELL'AMBIENTE E DELLA POPOLAZIONE DELL'ISOLA. IN UNA DIFFERENTE OCCASIONE, LA RESIDENTURA DEL KGB DI ROMA HA UTILIZZATO "MAVR" PER TRASFERIRE AD ACCAME ARGOMENTI DI CRITICA ALLA POLITICA DI DIFESA ITALIANA. IL PERIODICO ITALIANO "AL ATA INTERNAZIONALE" AVEVA ORGANIZZATO UNA TAVOLA ROTONDA SULLA POLITICA DELLA DIFESA. L'OPERAZIONE DELLA RESIDENTURA DEL KGB ERA MIRATA PER ESPRIMERE OPPOSIZIONE ALLA POLITICA MILITARE DEL GOVERNO DURANTE LA TAVOLA ROTONDA. IL LORO ARGOMENTO AVREBBE DOVUTO ESSERE CHE NON VI ERA SENSO NELLA PIANIFICAZIONE DELLA DIFESA, DAL MOMENTO CHE NON VI ERA UNA MINACCIA DIRETTA DI UN ATTACCO CONTRO L'ITALIA. IN DIFFERENTI TAVOLE ROTONDE A PISA E A MODENA, LA RESIDENTURA DEL KGB HA UTILIZZATO IL GENERALE IN PENSIONE NINO PASTI E LO SCRITTORE CARLO TASSOLA PER MISURE ATTIVE TESE A DISCREDITARE I PIANI DEGLI USA DI PRODURRE UN'ARMA A NEUTRONI.

L'INFORMAZIONE SI RIFERISCE AL 1977.


SEGRETISSIMO RU*

Fonte sensibile

Documento Impedian no. 183

Data di emissione: 11 marzo 1997

Oggetto: Residentura del KGB a Roma: misure attive contro il Presidente Sadat, 1977

Fonte: Ex agente del KGB, di provata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.

Data dell'informazione: Fino al 1984

AVVERTENZA: Si prega di notare che questa fonte è sensibile. Il materiale Impedian dovrebbe essere conservato e visionato soltanto da personale indottrinato.

Non dovranno essere intraprese azioni sulla base di questo rapporto, né tale materiale dovrà essere trattato o diffuso al di fuori del vostro Servizio, senza previo consenso dell'originatore.

Commento: "Nemets" è l'oggetto del documento Impedian no. 70

Residentura del KGB a Roma: misure attive contro il Presidente Sadat, 1977.

Nel 1977, la Residentura del KGB a Roma impiegò i suoi agenti "ORLANDO", "FRAMOLO" ("FRANKO") e "NEMETS" per mettere in pratica un provvedimento atto ad esprimere la disapprovazione sulla posizione del Presidente Sadat nelle questioni mediorientali. Tale disapprovazione fu comunicata ad AJELLO, un membro dell'Esecutivo del Partito Socialista Italiano, a RADI, un Vice Ministro del MAE ed a VINGIGIACCHI, un membro della Commissione Affari Esteri del Senato italiano.

Nel gennaio 1977, validi agenti della Residentura del KGB di Roma, furono premiati mensilmente con somme in rubli. "ORLANDO" ricevette, al mese, 240 rubli.


Realizzato: novembre 1999


Patacche per il 2000


Da 184 a 200